giovedì 9 settembre 2010

Il fumogeno di Bonanni e l'involuzione democratica


Dell'Utri e Schifani sono stati zittiti con i fischi e gli insulti

Il prossimo stadio della regressione civile degli ayatollah della purezza democratica sarà impedire di parlare con un proiettile di pistola in testa.


2 commenti:

Fabrizio ha detto...

Dissentire fa parte della democrazia.
Mi domando e se non fosse volato il fumogeno, probabile atto di isteria rabbiosa?
Se i contestatori avessero espresso la loro contrarietà alla presenza del Bonanni esclusivamente con mezzi verbali sarebbe andata a finire diversamente?
Il problema è che questa contestazione è stata subito raccontata come un esempio di violenza politica e lo sarebbe stata anche a prescindere dal fumogeno incriminato.
Nessuno nel PD che conta capisce che si tratta semplicemente di ascoltare quel che dicono i lavoratori, e correggere il tiro della loro politica. Fallimentare. Autolesionista. Senza prospettive. E autoreferenziale. Senza sbocchi sul mondo reale.
Perché il PD non lascia le redine del proprio partito ai giovani tesserati che hanno davvero il polso della realtà sociale italiana?
Finché non prenderanno questa decisione dimostrano di non aver a cuore le sorti economiche, ma ancor di più sociali e culturali di questo paese. Ma di badare solo al loro potere, esiguo, sempre più ridicolo.
Anche la democrazia è violenta, caro animale sociale, violenza da parte di istituzioni che non integrano nel loro orizzonte di proposte politiche quello che possa riportare il lavoro ad un livello di dignità fondamentale proprio per tale forma di governo. Senza dignità sul lavoro, senza la possibilità di costruire il proprio futuro, la democrazia diventa quella italiana, tutto forma e poca sostanza.

storico ha detto...

Si è andati ben oltre il legittimo e democratico dissenso. Si è impedito a una persona di parlare. E questa è sempre una violenza