Non so se un processo per diffamazione fosse il modo giusto di risolvere la controversia tra Vasco Rossi e quelli di Nonciclopedia. Però mi sento di dire che se un sito è aperto a tutti, proprio a tutti, compresi gli idioti ( vedi voce sulle Br in cui è scritto "Negli anni '70 andava di gran moda farsi rapire dalle BR.") o i razzisti , qualcosa andrebbe rivisto. Tra Vasco e Nonciclopedia c'è l'enorme spazio del buon senso in cui poter fare una satira intelligente.
La Lega contro gli alpini terroni
Non va proprio giù alla Lega il fatto che il corpo degli alpini sia composto per il 70% di meridionali. Per ovviare alla carenza di penne nere tra i polentoni, i seguaci di Bossi hanno partorito la genialata: la possibilità che le Regioni e gli Enti Locali stanzino agevolazioni e benefit per l'arruolamento di residenti nei territori in cui opera il corpo degli Alpini ( (l'Arco alpino, e quindi tutte le regioni del Nord, oltre all'Appennino tosco-emiliano, all'Abruzzo e alla provincia di Isernia).
E' vergognoso introdurre il concetto che a parità di mansioni nello stesso corpo militare si possa avere diritto a un migliore o peggiore trattamento sulla base della zona geografica di provenienza. Il fatto che questa idea sia stata congegnata alla vigilia delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità è l'ennesimo schiaffo che il Carroccio infligge alla nazione italiana, con la complicità degli alleati di governo.
Yara Gambirasio e la xenofobia: ma se Brembate fosse una nuova Erba?
Ricordate la strage di Erba? Per l'assassinio di quattro persone l'indignazione popolare rivolse immediatamente i suoi sospetti verso il marito tunisino di una della vittime. La verità si rivelò ben presto un'altra: gli autori dell'omicidio plurimo erano due insospettabili italiani, i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi.
Per la vicenda della tredicenenne Yara Gambirasio, scomparsa a Brembate e che si teme possa essere stata uccisa, il primo a essere indagato è un marocchino, Mohammed Fikri. E quasi immediatamente nel paesino della bergamasca sono comparsi i cartelli xenofobi inneggianti la cacciata di tutti gli immigrati.
Ovviamente sarà compito degli investigatori appurare il reale coinvolgimento di Flikri, ma anche se fosse realmente colpevole mi sembra pacifico che non dovrebbe essere accomunato a tutti gli strtanieri che lavorano nel nostro Paese comportandosi onestamente.
Ciò detto, qualche domanda me la pongo:
Yara Gambirasio è stata vista per l'ultima volta nella palestra del suo Comune a attorno alle 18 e 30, orario di massima frequentazione del locale. Non è strano che tra tante persone nessuno l'abbia vista andare via e non sappia dire dove si stava dirigendo?
Yara viene descritta come una ragazza prudente che non avrebbe mai accettato di essere avvicinata da sconosciuti: possibile dunque che il marocchino abbia potuto prendere con la forza Yara, e condurla in un luogo appartato, da solo, e senza che nessuno di accorgesse delle più che probabili resistenze della ragazzina?
Vuoi vedere che come ad Erba, l' "orco" è ancora una volta l'insospettabile e italianissimo vicino di casa?
La Svezia sdogana alle elezioni la destra xenofoba di Jimmie Akesson
Le elezioni in Svezia vedono il crollo dei socialdemocratici e la vittoria dell'alleanza di centro destra ma senza la maggioranza in parlamento necessaria per la formazione di un governo. Il suo leader il primo ministro uscente Fredrik Reinfeldt guarda ai Verdi che cercheranno di alzare il prezzo. Ma la novità più rilevante riguarda l'ingresso in Parlamento della destra xenofoba ( denominato partito dei democratici) di Jimmie Akesson che con il 5,7% dei consensi conquista venti deputati. Deve destare estrema preoccupazione il fatto che molti dei suoi elementi provengono dal neonazismo. Ma grazie alla fotogenia del suo leader Akesson e con il rassicurante richiamo ai valori tradizionali dell'ordine e della famiglia il partito xenofobo è riuscito a conquistare spazio e visibilità . I Democratici si oppongono alla costruzione di moschee e agli stranieri, in un Paese in cui gli immigrati costituiscono il 14% della popolazione, e trovano nel disagio dei giovani e dei disoccupati la base del proprio successo elettorale.
Nick Griffin divide la Gran Bretagna. E' giusto in nome della libertà di parola ospitare nel servizio pubblico un politico xenofobo e razzista?
E giusto che in nome della libertà di espressione vengano diffuse idee pericolose, violente o razziste? E' quanto ci si domanda nel Regno Unito dopo la trasmissione della BBC Question Time che ha ospitato Nick Griffin politico nostalgico del Ku Klux Klan e leader del partito di estrema destra British National Party che propugna una Gran Bretagna in mano solo ai bianchi. Per la verità durante la trasmissione Griffin ha giocato in difesa e pur riconoscendo di essere contrario all'Islam in quanto religione che a suo dire non è in accordo con i valori britannici di libertà , di parola, democrazia e uguali diritti per le donne, ha negato di essere nazista e di non credere all'Olocausto.
Personalmente io credo che la libertà di espressione come qualsiasi altra libertà non è assoluta, ma trova un limite nel dovere di rispettare gli altri. Per cui tutte le idee che promulgano l'odio e la discriminazione in base al sesso alla razza e alla religione dovrebbero mettono a rischio l'incolumità di altre persone e il loro diritto a godere di quelle stesse libertà e dunque dovrebbero essere sanzionato da leggi penali
Renzo e Umberto Bossi. Gli arcitaliani.
E' ignorante, razzista, maleducato e come tutti coloro dotati di scarso grano salis interpreta la propria arroganza come un espressione genuina di forte personalità. Parlo di Renzo Bossi, figlio del Senatur del Carroccio, già noto alle cronache per essere stato bocciato per due volte all'esame di maturità al Liceo scientifico e aver dato la colpa dei suo insuccesso ai pregiudizi dei professori. Dopo essere riuscito finalmente a diplomarsi ,ora il giovane virgulto padano si è distinto per essere il creatore di un gioco apparso su Facebook intitolato "Rimbalza il clandestino", consistente nel puntare il mouse sui canotti pieni di immigrati per respingerli indietro a colpi di clik. Superando una certa quota di natanti respinti si poteva passare a un livello successivo. Il gioco xenofobo è stato ben presto cancellato dal social network.
Renzo Bossi, aspira a seguire le orme del padre, e si vanta di essere un espressione di purissima razza padana. In realtà siamo di fronte a un concentrato dei peggiori vizi dell'italiano. Cosa c'è di più caratteristico della italiota mentalità, del ragazzo di condizione agiata strafottente di fronte alle regole del vivere civile nella consapevolezza che essere "figlio di papà" ti da diritto a una sorta di immunità? E anche il padre Umberto si comporta come il classico genitore italiano pronto a viziare e a difendere a spada tratta il proprio pargolo, come nel caso del ricorso al Tar contro la presunta ingiustizia dell'esame non superato salvo doversi arrendere dinanzi a tanta manifesta asineria. Renzo Bossi è costantemente presente su Tele Padania a fare sfoggio delle sue qualità. Classico esempio di italico familismo. Braccia rubate all'agricoltura. Con tanti ringraziamenti a papà.
La canzoncina di Salvini e le mantalità razzista del Carroccio
L'esibizione canora in cui Matteo salvini inneggiava ai napoletani colerosi e puzzolenti ha scatenato una ridda polemiche che hanno costretto il deputato leghista a dimettersi. Una rinuncia che costerà poco o nulla a Salvini, che potrà consolarsi con il mandato a Strasburgo. E noi italiani potremmo esibire con orgoglio in Europa questo meraviglioso esemplare di purissisma razza padana.
Tutto ciò dovrebbe però essere da monito a tutti quegli immigrati meridionali che votano Lega e sbraitano contro gli immigrati esibendo il loro impeccabile accento nordico. Per la mentalità del Carroccio essi restano sempre dei terroni, degli esseri subumani che non devono essere confusi con gli autentici discendenti di Alberto da Giussano
Il fallimento annunciato della conferenza ONU sul razzismo di Ginevra
Era abbastanza prevedibile che la conferenza ONU sul razzismo di Ginevra ( la c.d Durban II) si trasformasse in una tribuna in cui personaggi dal pedigree tutt'altro che immacolato in tema di diritti umani si mettessero a utilizzare la questione razziale come un arma politica da brandire contro Stati da additare come criminali. L'orazione antisemita del presidente iraniano Ahmadinejad in cui si paragonava il sionismo al razzismo e si contestava il diritto stesso ad esistere dello stato ebraico "nato avendo come pretesto il risarcimento è la logica conseguenza dell'atteggiamento arrendevole di quelle diplomazie che si sono messe al tavolo senza chiarire preventivamente le regole con cui dovevano svolgersi i lavori. Sono proprio questi ultimi i grandi sconfitti dell'evento mentre vincitore è lo stesso Ahmadinejad che si è fatto un ottima propaganda interna in vista delle prossime elezioni e e quei Stati che annusando l'aria che tirava hanno deciso di non prendere parte alla conferenza, rifiutandosi di prestare il fianco alla demagogia degli intolleranti.
Pur essendo stata così negativa nel suo svolgimento, la conferenza sul razzismo ci lascia in eredità alcuni insegnamenti da tenere a mente per il futuro:
1)Il razzismo è al pari della democrazia un argomento di valore emotivamente pregnante ma di difficile catalogazione: tutti si dicono democratici, antirazzisti e pro diritti umani. Un po' più difficile è trovare criteri per la verifica di chi effettivamente lo sia e chi invece usi queste parole solo a scopo di propaganda. Proprio per questo suo contenuto valoriale sfuggente il tema del razzismo mal si presta intrinsecamente a una conferenza politica che rimane il regno dell'opinabile.
2) Di fronte all'uso strumentale fatto di questa conferenza, l'ONU ( e in primis il suo segretario Ban Ki- Moon)ha avuto un atteggiamento del tutto inadeguato di arbitro neutrale che operava in un contesto senza regole da far applicare, Ma d'altronde l'ONU riunisce tutti gli Stati del mondo, molti dei quali non hanno alcun rispetto per le regole che si sono dati per il funzionamento di questa organizzazione e per i valori che dovrebbero esserne alla base. Fino a quando avranno pari dignità stati che hanno interiorizzato nel proprio tessuto sociale il pluralismo e l'intangibilità dei diritti della persona con Stati apertamente autoritari e illiberali allora le Nazioni Unite continueranno ad avere il ruolo di una scatola vuota da poter riempire all'occasione con tutto e il contrario di tutto.
3)le argomentazioni portate avanti da ahmadinejad contro Israele hanno inquietanti punti contatto con quanto sostengono molti teorici dell'antisionismo. Se su un piano astratto è perfettamente legittimo avere riserve sull'opportunità che uno stato ebraico sia creato in un luogo abitato in precedenza da arabi ed essendo circondato da Stati con popolazione a maggioranza musulmani, tutta via sul piano concreto della situazione geopolitica attuale non sfugge come proprio questa similarità di contenuti consenta di utilizzare l'antisionismo per scopi di propaganda antisemita
4) E' solo un caso che a non abbandonare l'aula durante il discorso Ahmadinejad sia stato il rappresentante del Vaticano? Uno Stato che durante il pontificato di Benedetto XVI ha avuto rapporti tutt'altro che rilassati con Israele? Lo Stato del capo della Chiesa cattolica alleato con la teocrazia degli ayatollah? Magari si tratta solo di una suggestione. Certamente uno scivolone sul piano dell'immagine per la Santa Sede che amerebbe proporsi a promotrice autorevole dei diritti umani.
L'Unione Europea segue la linea italiana: boicottaggio della conferenza sul razzismo se rimarranno le accuse antisemite contro Israele
Finalmente l'Unione Europea si è decisa ad assumere una posizione sul controverso testo del documento preparatorio della conferenza ONU di Ginevra : qualora non si proceda a modificare la parte incriminata che accusava Israele di attuare una politica razzista nei confronti dei palestinesi i 27 minacciano di disertare in blocco i lavori della conferenza. L'Europa ha abbandonato l'attendismo diplomatico delle ultime settimane per portare avanti una linea forte ma necessaria. Erano chiari gli intenti antisemiti degli Stati arabi che avevano promosso l'inserimento delle accuse ad Israele. Esitare ulteriormente avrebbe dato un segnale di legittimazione alla lor campagna politica volta ad isolare Israele, trattando lo Stato ebraico alla stregua di una nazione canaglia. Una tesi sostenuta da paesi come Iran, Siria, Libia, Cina e Sudan ad esempio che non possono insegnare nulla a nessuna in materia di diritti umani. Ma che a causa di un'incredibile inerzia della comunità rischiava di fare breccia internazionale. Il ruolo dell'Italia è stato decisivo nel ribaltare questo scenario e per una volta si può a giusto titolo andare fieri del comportamento assunto dalla nostra diplomazia. Rifiutando categoricamente sin dall'inizio l'originaria formulazione del documento dell'ONU e annunciando con grande risolutezza l'intenzione di boicottare la conferenza qualora non vi fossero stati significativi cambiamenti il Ministero degli esteri ha dato una scossa energica che ha destato dal torpore gli altri paesi del vecchio continente.
Rimangono da fare due brevi considerazioni. Anzitutto non si può assistere con preoccupazione all'uso politico che a livello internazionale ( ma anche nazionale) si fa della questione del razzismo come arma polemica da usare contro l'avversario di turno. Un atteggiamento pericoloso perché tende a banalizzare un elemento che riguarda il livello di civiltà su cui improntare la convivenza gtra le persone e che invece andrebbe affrontato con molta più delicatezza. Infine non ci sarebbe da sorprendersi se in Italia qualche esponente antiberlusconiano della nostra sinistra accusasse l'Europa di essere sionista e prona allo strapotere massmediatico del Cavaliere: ma queste ultime considerazioni fortunatamente attengono agli angusti spazi della politica nostrana.
Durban II: quando il razzismo diventa arma politica per sdoganare l'antisemitismo
Si sperava di non dover assistere a una replica della vergognosa conferenza delle Nazioni Unite per il razzismo di Durban che nel 2001 si trasformò in una corsa al linciaggio contro Israele e con il sionismo paragonato a una forma di razzismo. E invece visto il documento preparatorio alla seconda edizione di tale conferenza prevista a Ginevra sembra che si riuscirà a fare persino peggio. nel testo redatto sotto la regia di stato notoriamente antisemiti come Siria e Iran , si legge che la politica di Israele nei territori palestinesi costituisce «una violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l'umanità e una forma contemporanea di apartheid». Che le azioni israeliane contro i palestinesi violino il diritto umanitario è per alcuni aspetti vero. D'altronde anche quando Hamas lanciava i razzi sulle città con l'obiettivo di colpire civili e mandava kamikaze a farsi esplodere in autobus e bar quelle azioni a maggior ragione costituivano una violazione e palese del diritto umanitario è "una minaccia per la pace internazionale e la sicurezza". Inoltre non dovrebbe essere un'assemblea politica come quella dell'ONU a stabilire cosa siano i crimini contro l'umanità ma una corte internazionale appositamente costituita. Il fatto che uno stato usi la sede delle Nazioni Unite per condannare come razzista e criminale un'altro Stato di cui non condivide la politica chiarisce che i fini degli estensori di quel documento. . Infine la terza accusa rivolta ad Israele: quella di aver creato una forma di apartheid. Chi ha buona memoria non farà fatica a ricordare che prima del c.d apartheid i nemici di Israele inviavano i loro kamikaze a farsi saltare in aria ai danni dei civili inermi israeliani. Ma per chi non fosse convinto ecco la frase che toglie ogni dubbio: Israele è "una minaccia per la pace internazionale e la sicurezza". Non la politica di Israele p dunque II vero bersaglio di chi ha redatto il documento, ma la stessa esistenza di quello Stato a dover essere censurata, o meglio la stessa presenza di un popolo ebraico a venire messa in discussione. Siamo all'antisionismo mascherato, dietro cui si cela antisemitismo e odio verso chi è altro e non dovrebbe esistere. Non sorprende che la regia di quest'operazione sia di Siria e Iran, nemici giurati di Israele, definito dalla guida suprema iraniana, l'ayatollah Khamenei "un cancro" da estirpare. In definitiva bene hanno fatto Stati Uniti, Canada e Italia a non prestare il fianco a queste deprecabili intenzioni e a d annunicare la non partecipazione alla conferenza sul razzismo qualora il tono del documento nei confronti di Israele rimanga invariato.












