L'Italia è l'unico Paese occidentale in cui degli scienziati sono stati condannati per omicidio colposo per le conseguenze di un terremoto. La colpa degli allora componenti della commissione grandi rischi, che sono anche i maggiori esperti di sismologia del nostro Paese, sarebbe quella di aver giudicato come improbabile il verificarsi a L'Aquila di una scossa di forte entità sei giorni prima del terremoto del 6 aprile 2009, inducendo gli abitanti del capoluogo abruzzese ad abbassare la guardia. In realtà leggendo il verbale delle riunione del 31 marzo non si esclude che il terremoto possa avvenire dato che l'Aquila è zona sismica, ma si fa una valutazione probabilistica poi tragicamente smentita dai successivi accadimenti. Se da un punto di vista psicologico ed emotivo ciò può aver certamente rassicurato gli aquilani, da qui a intravedere una relazione diretta con gli eventi luttuosi ce ne corre. La scossa rivelatasi fatale era di magnitudo 6,3, un'intensità che in altre zone del globo a ben più elevata sismicità della nostra ( California e Giappone) non provoca nè decessi nè danni. I morti sono avvenuti non a causa di un parere scientifico ma perché le case erano poco sicure e il territorio non era stato messo in sicurezza e di ciò gli scienziati non hanno alcuna colpa. Gli scienziati condannati sono il capro espiatorio di un evento i cui veri responsabili per la devastazione del territorio e la costruzione e manutenzione di edifici non sicuri, restano a piede libero senza che li sia stata ancora comminata alcuna sanzione.
L'accisa sulla benzina danneggia la ripresa dei terremotati dell'Emilia
Il sostegno ai terremotati dell'Emilia-Romagna il governo lo poteva finanziare in tanti modi: un prelievo di solidarietà sui redditi più alti, sui grandi patrimoni immobiliari, una quota dei ricavi provenienti da lotterie e scommesse, un taglio sui costi dell'apparato.
Invece Monti e i suoi tecnici hanno optato per il solito geniale aumento delle accise sulla benzina che inciderà sui prezzi al consumo , sui costi delle forniture di tutti gli italiani e quindi anche degli abitanti delle zone che si vorrebbe assistere. Con buona pace delle residue e flebili speranze di ripresa economica. E pare anche che dovremo ringraziarli perchè non aumentano l'IVA.
Cacciare De Mattei dal CNR: per lui il terremoto in Giappone castigo divino.
Dai microfoni di Radio Maria, il vicepresidente del CNR Roberto De Mattei, ha definito il terremoto del Giappone un castigo divino.
Anzitutto di quali terribili colpe si sarebbero macchiati i giapponesi per meritare una simile punizione celeste? Questa radio ha abituato a tali farneticazioni, indegne della sensibilità e della compassione di cui dovrebbe essere dotato ogni buon cristiano.
Ma la cose più grave è che escono dalla bocca del vicepresidente dell'istituzione pubblica ( pagata con denaro dei contribuenti) che dovrebbe essere il faro della ricerca scientifica in Italia. Siamo di fronte oltre che a dichiarazioni disumane, a delle vere e proprie idiozie scientifiche. Di fronte a una tale manifesta incompatibilità tra il ruolo istituzionale occupato e convinzioni personali, in un Paese decente un personaggio come De Mattei sarebbe stato rimosso dall'incarico all'istante.
Il terremoto in Giappone, Fukushima e il nucleare in Italia
Il terribile terremoto in Giappone con i conseguenti problemi alle centrali nucleari ( in particolare quella di Fukushima dove si sono registrate esplosioni) hanno ridato fiato alla polemica antinuclearista che negli ultimi tempi sembrava sopita. Si prospetta una nuova ondata di fobia come quella che avvenne all'indomani del disastro di Chernobyl? I timori furono allora decisivi nel determinare il successo del referendum contro le centrali nucleari. Di certo non ci possiamo permettere come nel 1987 che la nostra politica energetica venga determinata sull'onda dell'emotività. Una decisione sbagliata ancora prima nel metodo che nel merito , i cui effetti si trascinano fino a oggi sotto forma del costo più elevato dell'energia elettrica in Europa.
Per una fare delle valutazioni razionali occorre partite da un dato di fatto: terremoti di potenza paragonabile a quella del Giappone ( magnitudo 8,9 della scala Richter) non si sono mai registrati nel nostro Paese.
I cittadini sul nucleare hanno diritto ad un' informazione senza reticenze. Per questo però occorre fare le giuste domande. Anzitutto:le centrali di ultima generazione garantiscono la sicurezza dai terremoti? E poi: in Italia esistono zone in cui il rischio sismico è essente o così limitato da consentire di ubicarvi centrali nucleari senza che si corra il rischio di una nuova Fukushima?
Somalia e Iran nuovi centri del terrorismo islamico jihadista
La cattura in Pakistan di Abdul Ghani Baradar numero due dei talebani è sicuramente un risultato importante nella lotta al terrorismo. Ed è sintomo di una collaborazione dei servizi segreti pakistani il cui atteggiamento sino ad ora si era contraddistinto per una certa ambiguità. Tuttavia il rischio terrorismo rimane forte. Due sono i punti del pianeta che devono destare più preoccupazione: la Somalia e l'Africa occidentale è la zona franca da cui partono i guerriglieri per Afghanistan, Pakistan e Maghreb. inoltre c'è sempre la variabile della politica iraniana. Teheran finanzia hamas i cui terroristi sono addestrati in Sudan. Vista l'evoluzione autoritaria del regime degli ayatollah non si può escludere una recrudescenze degli attentati verso Israele ma non solo
Gabriel Garko batte Berlusconi. Ascolti disastrosi per la puntata di Porta a Porta sul terremoto
L'operazione di santificazione mediatica di Berlusconi organizzata da Raiset è miseramente fallita. Lo speciale Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo ha registrato un audience di 3.219.000 spettatori. Un risultato nettamente inferiore alle attese se si tiene conto che il programma di Vespa realizza un audience media del 18,30% per il prime time e del 17,50% per le seconde serate. Porta a porta è stato nettamente superato dalla fiction L'Onore e il rispetto in onda su Canale 5 che ha ottenuto il 22,61% di share con 5.750.000 spettatori.
Mi piacerebbe pensare ad un improvviso atto di ribellione dell'opinione pubblica italiana che rifiuta in blocco un informazione così palesemente asservita alle esigenze propagandistiche del potente di turno ( il problema non è solo Berlusconi ma riguarda lo zerbinismo del giornalismo italiano nel suo complesso). Temo purtroppo che le ragioni del flop di ascolti di Porta a Porta siano ben diverse. A prevalere su Berlusconi è stata proprio la tv di Berlusconi, la concezione di una comunicazione disimpegnata e evasiva fino all'eccesso. Ieri si è registrato l'ennesimo trionfo del bombardamento catodico fatto di vallette tette e culi, tronisti palestrati, fiction e pallone di cui proprio il Cavaliere è stato l'indiscusso profeta negli ultimi 30 anni. Semplicemente quel gran figaccione di Gabriel Garko ha massacrato Silvio. Per ora dobbiamo accontentarci di questa incrinatura nel culto della personalità di cui si nutre Sua Emittenza, comprendente anche la fama di irriducibile conquistatore di cuori femminile. . Per un risveglio dal torpore civile e politico dell'Italia si prega di attendere tempi più fausti.
La propaganda sul terremoto d'Abruzzo e il controllo di Berlusconi sulla tv italiana
Al centro la mega puntata di propaganda di Vespa per la consegna dei primi appartamenti ai terremotati d'Abruzzo. E tutt'attorno il silenzio per non disturbare il manovratore. Il rinvio di Ballarò. e la cancellazione di Matrix. Quest'improvvisa convergenza tra Rai e Mediaset nella costruzione dei palinsesti è tutt'altro che sorprendente. Conferma che ormai il servizio pubblico si accoda alla linea del suo principale concorrente privato, proprietà del presidente del Consiglio. E che, se mai ci fosse stato dubbio, dietro a tutta la vicenda ci sta una mano politica: quella di Berlusconi che controlla ormai direttamente e indirettamente la stragrande maggioranza della tv italiana.
Terremoto in Abruzzo: La Rai incensa la propaganda di Vespa e umilia Rai Tre e Ballarò
Rai Uno manderà in onda martedì uno speciale Porta a porta con Bruno vespa dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo. Secondo i dirigenti di Viale Mazzini una trasmissione necessaria per celebrare un avvenimento importante per il nostro paese. In realtà si tratta dell'ennesimo spottone di propaganda preparato dal servizio pubblico per omaggiare il presunto attivismo governo. Il presidente del Consiglio aveva infatti promesso " A settembre più nessuno in tenda". Invece vediamo che sono pronte solamente le prime abitazioni e che le rassicurazioni del Cavaliere si stanno rivelando parole al vento. Il vento freddo del rigido autunno abruzzese. Sarebbe stato più corretto fare la puntata quando sarebbero state consegnate tutte le case. Ma sappiamo che per questo ci vorranno ancora mesi.
Ovviamente in Rai però non sono interessati ad informare su come stiano andando realmente le cose. E per questo la prima Puntata della nuova stagione di Ballarò, prevista contestualmente a quella di Vespa, viene rimandata. Ennesimo capitolo del processo di umiliazione delle professionalità di Rai Tre, una rete oggetto delle scomuniche di Sua Emittenza e colpevole di offrire ancora prodotti di qualità agli abbonati. Nessun ostacolo deve frapporsi all'esaltazione mediatica dei trionfi berlusconiani. E guai ai vari Floris e Gabanelli che non si adeguano!
A l'Aquila comincia il G8. Ma gli aquilani rimangono in tenda
Domani si apre il G8 a l'Aquila mentre Berlusconi cerca di usare il summit per farsi propaganda davanti al mondo sulla sua supposta efficenza nell'affrontare l'emergenza terremoto, il capoluogo abruzzesse sprofonda nella disperazione testimoniata dalla provocazione del sindaco massimo Cialente secondo cui bisognerebbe accogliere le delegazioni estere con un "benvenuti nella città morta". A oltre tre mesi dal disastroso sisma l'Aquila è una città fantasma e gli abitanti hanno la sensazione che all'esterno non si capisca fino in fondo la portata del dramma e ciò che necessitò per uscirne fuori. Un sintomo di tale incomprensione dato dalla questione tasse: tra 5 mersi gli aquilani torneranno a dover pagare le imposte e in ventiquattro mesi dovrà essere restituito l'importo di quanto non versato in occasione dell'emergenza. "Ciò vuol dire mettere in ginocchio la città, invitare gli imprenditori e i commericanti a sbaraccare.---dice Cialente--- Non ci non si rende conto la città è ferma a causa del terremoto, completamente distrutta".
A ciò si aggiunge la precarietà della situazione abitativa: Berlusconi ha promesso che a partire da settembre non ci sarebbe stato più nessuno ad abitare in tenda. Ma i ritardi nella costruzione delle nuove case sono forti ed è difficile pensare che i tempi previsti vengano rispettati. Il grosso problema è che a L'aquila fa già freddo nella seconda metà di settembre e non è possibile tener in tenda le persone in autunno. Stando così la situazione secondo il sindaco c'è il rischio che 20-30000 persone abbandonino definitamente la città. Con buona pace dell'ottimismo del Cavaliere.
Le bugie di Travaglio sul terremoto e sulla protezione civile
Travaglio è uno che ama fare i processi di piazza, e quando si mette in testa che esiste un colpevole che deve essere da lui fustigato, anche di fronte all'evidenza che indica fatti contrari a quanto lui dice, prosegue imperterrito nella costruzione dei suoi teoremi. Dopo il terremoto di Abruzzo Travaglio sostiene la tesi che il terremoto era prevedibile, che il tecnico Giuliani che ha fatto la previsione o pseudo tale è un eroe, che la protezione civile ha agito male e che il suo capo Bertolaso è un incompetente. E poiché a nominare Bertolaso è stato Berlusconi la logica deduzione del ragionamento dovrebbe portare alla conclusione che il Cavaliere è il primo responsabile del disastro. Quando si vuole speculare sulle disgrazie per ragioni politiche si è pronti a tutto , ivi compreso montare una gigantesca campagna stampa orchestrata assieme ai prodi Grillo e Santoro sulla base del sistema secondo cui una bugia ripetuta cento volte diviene verità. Se è vero che anche Berlusconi non è immune dall'applicazione di questo sistema e che la politica del suo governo sia abbastanza contraddittoria sul tema ( vedi i tagli alla Protezione civile dell'ultima finanziaria) tuttavia resta il fatto che le tesi di Travaglio si basano su cose non vere, distorisioni della realtà e ragionamenti su argomenti che mostra di non conoscere.
Esaminerò di seguito i punti deboli del ragionamento di Travaglio prendendo le testuali parole del suo ultimo video pubblicato sul blog di Beppe Grillo .
Chi ha guardato Annozero con occhi non dico vispi ma quanto meno in coma vigile, diciamo, ha capito benissimo cosa voleva dire quel signore che all'inizio della trasmissione indicava sulla montagna di rovine delle persone con la divisa gialla che stavano con le mani conserte e diceva “questi non fanno un cazzo”.
Chi ha guardato Anno Zero ha capito benissimo che lo scopo delle trasmissione era arrivare a denunciare le carenze dell’organizzazione della protezione civile guidata da Bertolaso sotto la diretta responsabilità della presidenza del Consiglio. Criticare la protezione civile per arrivare a Berlusconi. Ci sono gli ascoltatori a cui ciò sta bene perché fanno le capriole per la gioia quando si può sbertucciare il Cavaliere e chi come il sottoscritto invece si domanda se la rappresentazione della realtà data dalla banda Santoro sia veritiera. L’episodio cui si riferisce Travaglio è il disperato sfogo di un genitore in attesa che gli vengano date notizie sul figlio che sta ancora sotto le macerie della casa dello studente de l’Aquila. Una testimonianza drammatica di uno sfogo di un genitore posto di fronte alla prospettiva della morte del proprio figlio. Uno sfogo appunto, che invece Santoro e Travaglio cercano di tramutare in una asettica rappresentazione della realtà che dovrebbe indurre a interrogarsi sulla reale efficienza della macchina dei soccorsi. Che probabilmente ha realmente avuto delle pecche, ma che occorrerebbe ricordare operava in un contesto che vedeva inagibili ospedale e prefettura e gravemente compromesse molte vie di comunicazioni è intervenuta dopo poche ore dal disastro, ( in alcuni casi dopo pochi minuti), ha salvato dalle macerie 150 persone e ha approntato in poco tempo le tendopoli e i servizi essenziali. Ovviamente tutto questi aspetti positivi hanno avuto un peso minimo nell’esposizione dei ( presunti)fatti prodotta ad Anno Zero.
"Pianificazione che avrebbe dovuto essere fatta, anzi che dovrebbe già essere pronta con dei piani di evacuazione e soccorso standard, a ogni allarme. L'allarme c'era, c'era da mesi."
Se ci fosse stato l’allarme non vi è dubbio che si sarebbe dovuto procedere a un piano di evacuazione. Il problema è che non mi risulta nessuno abbia dato, l’allarme. Non la protezione civile, né alcun centro sismologico d’Italia. L’unico che ha dato l’allarme è stato il tanto celebrato Giuliani, quello che aveva previsto il terremoto per una settimana prima e per di più a Sulmona.
Di sciami sismici l’Itala è piena : solo a memoria se ne sono registrati nell’ultimo anno in Emilia Romagna, in Calabria, e nella zona dell’Etna. In base al ragionamento travagliano sarebbe dunque necessario evacuare intere regioni in presenza di sciami sismici. In realtà non è affatto detto che uno sciame sismico premunisca un imminente forte terremoto. Anzi più scosse successive spessi indicano che l’energia si sta disperdendo. La scossa che ha provocato il disastro è di magnitudo moderata ( 5,8) e in Giappone e stati Uniti dove si costruisce a regola d’arte avrebbe causato pochissimi danni. Non è colpa di Bertolaso se invece gli enti locali continuano a autorizzare cementificazioni dove non si dovrebbe e si continua a costruire senza alcun criterio sismico.
“Se Giuliani non è uno scienziato di terremoti, Bertolaso non è un esperto di Protezione Civile. Fa il responsabile di Protezione Civile, ma non è un esperto di Protezione Civile. Chiunque abbia seguito lo scandalo della monnezza a Napoli sa che è stato commissario già tempo fa, della monnezza, e non aveva combinato assolutamente niente e tutto il suo staff, lui compreso, è indagato e in parte addirittura sotto processo a Napoli .”
Basterebbe leggersi il lemma di wikipedia per verificare che Bertolaso si occupa di tutti gli aspetti legati alla prevenzione, previsione e gestione delle emergenze: prima si è occupato di ospedali in zone precarie del pianeta e da oltre dieci anni gestisce in Italia problematiche di protezione civile.
Sull’emergenza rifiuti a Napoli Bertolaso quando è stato commissario sotto Prodi ha combinato poco o nulla ma da capo della protezione civile sotto Berlusocni in poche settimane ha tolto la monnezza dalle strade di Napoli e poi in dieci mesi ha costruito il termovalorizzatore di Acerra il cui progetto era fermo da dieci anni. Se la stessa persona alle dipendenze prima non fa nulla ma poi risolve il problema una volta che cambia il governo, di chi è la responsabilità, di Bertolaso o dei diversi inquilini di Palazzo Chigi?
Sulle indagini a carico di Bertolaso ecco nel dettaglio una delle telefonate incriminate
: quella tra Marta Di Gennaro e Bertolaso intercettata dagli investigatori il 20 giugno 2007. La funzionaria si sfoga con il suo capo: «Guido basta, così non va. Centinaia di sindaci cafoni che rivendicano diritti, se la prendono con noi... E noi ammucchiamo balle e facciamo mucchi di merdaccia». Si tratta delle famose ecoballe, che hanno infestato per anni Napoli e provincia senza che nessuno le smaltisse. Perchè sono in condizioni talmente pietose che non si possono smaltire. Ebbene Bertolaso e i suoi collaboratori sono indagati per avere preso atto che si trattava di "merdaccia" non tritabile. L'inchiesta appurerà se veramente quei rifuti sono stati trattati in maniera non idonea. Una cosa è certa però: le ecoballe non le ha create Bertolaso. Bertolaso è stato quello che ha tolto i rifiuti lasciati mentre fermentavano d'estate per la strade di Napoli. Travaglio nella sua requisitoria non cita questi fatti, ma pensa ad emettere la sua inappellabile sentenza.
Riferendosi a un articolo di critica di Aldo Grasso sul Corriere, Travaglio si dice orgoglioso di fare zizzania perchè a suo dire questo deve fare chi fa il giornalista. Personalmente io mi accontenterei di giornalisti che raccontassero le cose che accadono e dicessero meno bugie.
P.S. Santoro ha detto che non tutti gli scienziati sono concordi nel dire che un terremoto non si possa prevedere e ha citato le tesi di un professore di fisica di Bari Pier Francesco Biagiil quale però dice una cosa diversa e cioè che nel futuro i terremoti si potranno prevedere, ma non allo stato attuale delle conoscenze.
Ad Annozero la banda Santoro specula sul dolore dei terremotati e scredita i soccorritori. Ma il bersaglio è sempre Berlusconi
Forti polemiche si sono scatenate sulla puntata di Anno Zero dedicata al terremoto in Abruzzo in cui Santoro ha cercato di mettere in discussione la bontà dell'operato dei soccorsi attuati dalla protezione civile. Santoro ha utilizzato la disperazione di alcune persone colpite dal terremoto che si lamentavano in preda alla disperazione per mandare in scena una rappresentazione della realtà in cui i soccorsi si erano mossi male e con ritardo. Poco importa che la stragrande maggioranza delle testimonianze dei terremotati, pur nel comprensibile dolore, fosse di segno opposto. Quelli di Anno Zero hanno selezionato accuratamente gli interventi, mandando in onda unicamente quelli più critici per voler dimostrare come si fosse mossa male anche l'istituzione sotto il cui controllo si trova la protezione civile: il governo di Berlusconi. In quella puntata abbiamo non a caso assistito al comizio del presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, naturalmente in quota DS, che pure nel suo ruolo ha la responsabilità dell'edilizia scolastica, gravemente lesionata dal sisma . Inutile dire che Santoro e il fido Ruotolo non si sono preoccupati di chiedere conto alla Pezzopane del suo operato sotto questo aspetto. La puntata di Annozro alla fine della fiera è stata un esempio di squallida strumentalizzazione e di sciacallaggio alle spalle dei terremotati. Santoro è un fazioso di sinistra e per questo non può che piacere tanto agli antiberlusconiani; e della popolarità presso il suo pubblico si fa scudo per continuare a usare la tv pubblica per fare politica travestita da informazione. Ma proprio per questo Santoro non è pericoloso: è una mascherina di cui si conosce a menadito la partigianeria del canovaccio. Io sono dunque contrario a qualsiasi censura nei suoi confronti che gli consentirebbe per lo più di presentarsi come martire della libertà di espressione. Ma poiché stavolta è sceso a un livello infimo ritengo doveroso che la Rai debba colpire Santoro nel portafoglio, imponendogli una congrua sanzione pecuniaria o tagliandogli pesantemente lo stipendio. Non è giusto che questo pseudo-giornalista debba essere lautamente pagato con i soldi pubblici ( Santoro ha un contratto di 684000 euro annui); gli vengano dunque ridotti gli emolumenti in modo che possa esercitare il suo ruolo difensore dei proletari in modo economicamente coerente.
Terremoto: La new town di Berlusconi e il precedente di san Giuliano di Puglia
Il nostro premier Berlusconi in visita ai terremotati d'Abruzzo per risolvere magicamente la situazione degli sfollati aveva prodotto l'ultima delle sue trovate geniali che lo hanno reso celebre in tutto il mondo: costruire una "new town" una uova città da affiancare alla vecchia L'Aquila ormai ridotta a un cumulo di macerie. E in questo ha esibito la sue esperienza di palazzinaro che agli esordi della sua carriera da Paperone aveva ideato Milano 2 e Milano 3. Con il tatto che tutti gli Berlusconi si è dimenticato di chiedere agli aquilani se desiderano abbandonare le proprie radici per trasferirsi definitivamente in una nuova realtà senza anima che dia l'impressione di assomigliare a un quartiere dormitorio delle periferie delle grandi città.
Ad ogni modo il Cavaliere le promesse le mantiene. Lo sanno bene a san Giulia no di Puglia, tristemente nota per essere stato colpito nel l'ottobre 2002 da un terremoto che fece crollare una scuola in cui morirono 27 bambini e un insegnante. Anche allora Silvio accorse a dare il suo caldo conforto e a promettere una rapida ricostruzione dell'abitato gravemente lesionato. Ebbene sette anni dopo gli abitanti di san Giuliano vivono in gran parte ancora nelle casupole di legno che dovevano essere rifugio provvisorio. Il piano dei lavori infatti era stato approvato solo nel 2005 e ci vorranno ancora anni se non decenni perché la ricostruzione venga completata. Gli abruzzesi, speranzosi nella new town prendano nota.
Berlusconi e il camping di fine settimana dei terremotati.
Il quotidiano spagnolo El Pais nel suo sito Internet pubblica un video in cui il premier berlusconi paragona a un camping di fine settimana la situazione dei terremotati sfollati dalle loro case e costretti a vivere in tenda. Il discutibile raffronto fatto dal nostro presidente del Consiglio, registrato anche dal Times non è stato riportato da alcun media italiano.
Odissea Abruzzo: non è il terremoto che uccide ma la cattiva prevenzione e informazione
Un terremoto ha sconquassato l'Abruzzo e con ogni probabilità la consueta macabra contabilità farà registrare centinaia di vittime. Ma come ha fatto rilevare il geologo del CNR Mario Tozzi non è il terremoto ad uccidere ma le abitazioni che crollano sulla testa delle persone perché non costruite con gli adeguati criteri antisismici. Non è un paese civile quello in cui nel 2009 le persone muoiono sotto le macerie di case fabbricate con pietra di tufo in zone che sono conosciute da tempo come ad alto rischio. L'unica soluzione è quella di prevenire ristrutturando le vecchie abitazioni e ove ciò non sia possibile finanziando la demolizione e la ricostruzione ex novo con criteri adeguati. E' auspicabile che questo tipo di misure vengano adottate nel famoso piano casa del governo; in mancanza ci ritroveremo a fare i conti in maniera periodica con tragedie simili. A questo scenario si aggiunge l'ignoranza generata dalla cattiva informazione dei media ( compreso l'idolatrato Travaglio) : si è diffusa la notizia che un esperto avesse previsto il verificarsi dall'evento sismico. E' nota invece l'impossibilità di capire in anticipo quando si verificheranno i terremoti distruttivi. Le scosse di minore entità spesso non anticipano affatto il verificarsi di un evento di maggiore intensità e anche in questo caso il c.d esperto Giampaolo Giuliani( che in realtà è un tecnico e non un ricercatore) aveva previsto il verificarsi di un terremoto disastroso per la settimana precedente a quando si è verificato e a Sulmona, cioè in una zona diversa da dove è avvenuto. Dando retta a questo tipo di "previsione" si sarebbe verificata l'eventualità di sfollare le persone dalla zona sbagliata per inviarla magari proprio a l'Aquila con conseguenze ancora peggiori rispetto a quanto accaduto.In campo geofisico l'Italia possiede le conoscenze scientifiche al top mondiale. E' comprensibile che di fronte alla tragedia in atto ciò non possa essere considerato sufficiente, ma questo è quanto la scienza ci mette a disposizione. Se i nostri politici vorranno veramente fare prevenzione, e se la nostra stampa volesse informare con maggiore cognizione di causa si farebbe meglio a consultare con più frequenza il sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e a dare più ascolto a ciò che han noi da dire i veri esperti












