Messa alle strette dallo scandalo dei preti pedofili, la Chiesa cattolica reagisce in maniera affannosa con dichiarazioni provenienti anche dalle sue più alte gerarchie che lasciano assai perplessi. Il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa durante un omelia citava una lettera di un suo amico ebreo che paragonava gli attacchi al Papa all'antisemitismo. Sdegnata la reazione delle comunità ebraiche e presa di distanze da parte del portavoce della Santa sede Padre Lombardi. Ma il fondo della vergogna viene toccato da dichiarazione del Segretario di Stato, Tarcisio Bertone in cui veniva presentata un relazione tra omosessualità e pedofilia: "Molti psicologi e psichiatri hanno dimostrato che non c'è nessun collegamento fra celibato e pedofilia, ma molti altri hanno dimostrato che c'è una relazione fra omosessualità e pedofilia". Un'affermazione scientificamente del tutto infondata, l'ennesima discriminazione perpetrata dalla Chiesa nei confronti dei gay.
Infine la Santa sede ha diffuso le linee guida in vigore dal 2003 e sinora rimaste riservate su come trattare i casi di pedofilia all'interno della Chiesa: si legge che veniva resa obbligatoria la denuncia alle autorità civili. Direttive, a quanto pare, rimaste largamente inattuate: dove sono le denunce di religiosi pedofili ai tribunali civili da parte delle gerarchie ecclesiastiche?
Scandalo preti pedofili: la Chiesa incolpa gli omosessuali e grida al complotto
Lo scandalo pedofilia coinvolge anche Joseph Ratzinger? gli interessi della Chiesa e quelli delle vittime di abusi
Lo scandalo pedofilia torna a colpire la Chiesa e questa volta le indiscrezioni vorrebbero implicato lo stesso papa Ratzinger che ai tempi in cui era arcivescovo di Monaco avrebbe acconsentito al trasferimento nella sua diocesi di un sacerdote accusato di abusi sessuali verso minori. Non mi sfugge il fatto che dietro a queste ricorrenti accuse ci siano anche motivazioni anticlericali. Rimane il fatto che l'interesse principale dovrebbe consistere nella salvaguardia degli innocenti che hanno subito le violenze. Per questa ragione la Chiesa dovrebbe in primo luogo impegnare le sue energie nel recuperare i bambini che hanno subito dei torti così atroci da parte di membri del suo clero. La procedura di indagine canonica invece segue canali di assoluta riservatezza dando invece la sensazione di mettere al primo posto il mantenimento della rispettabilità dell'istituzione ecclesiastica. L'osservatore Romano scrive che tutto ciò non impedisce una parallela denuncia anche in sede civile. Formalmente è vero: ma di certo la segretezza con cui essa viene svolta non incoraggia quella collaborazione con le autorità civili che invece sarebbe auspicabile. La Chiesa non ha capito che in questo caso il silenzio non è una virtù. Venendo a mancare l'auspicata trasparenza appare poco credibile il proporsi come il bersaglio di un accerchiamento mediatico volto a delegittimarla .
Papa Benedetto e Papi Silvio a braccetto contro l'abortista Bonino
Una mano lava l'altra. E mentre Berlusconi elogia benedetto XVI per l'efficace ( a suo dire) risposta contro la pedofilia, la CEI tramite il suo presidente cardinal Bagnasco invita a votare contro l'aborto. L'aborto è veramente la priorità in un Paese colpito da un devastante degrado morale? Perchè non pronunciarsi contro la corruzione? o contro la mercificazione della donna? la risposta forse è perchè solo nel primo caso l'indicazione può valere come invito a votare il partito del Santo Cavaliere, pluriprescritto per corruzione e tutore di gnocche ed escort, contro le abortiste sacrileghe Bonino e Bresso.
Più che sull'aborto ritengo che i timori della Chiesa sono rivolti verso i propri rilevanti interessi nella sanità di queste regioni che potrebbero essere intaccati da esponenti politici dichiaratamente anticlericali
La differenza tra l'incidente a papa Benedetto XVI e l'aggressione a Berlusconi
Perché Berlusconi riferendosi all'episodio di una spinta di uno psicolabile svizzera, Sussana Maiolo, nei confronti di Papa Benedetto XVI parla della necessità di fermare il clima di odio. Se vuole fare un raffronto con la sua vicenda va detto che i due episodi sono molto diversi: nel caso del Papa la persona che le si è avvicinata al Papa sembra non avesse intenzioni violente e la caduta del pontefice è dovuta all'irruenza del contatto. Al contrario Berlusconi è stato oggetto di una vera e propria aggressione. Dunque per quale motivo il presidente del Consiglio fa questo accostamento? Un semplice errore di interpretazione nel commentare a caldo l'episodio? O un tentativo di enfatizzare il problema per rafforzare l'impressione presso l'opinione pubblica che sia necessario operare provvedimenti restrittivi della libertà di espressione su Internet, dove peraltro i soliti gruppi di deficenti su Facebook si stanno nuovamente esibendo? Voglio credere che si tratti della prima ipotesi perché come già detto esistono già i mezzi per reprimere l'incitazione alla violenza. Ma è sempre meglio stare in campana perchè la libertà di opinione è il sale della democrazia
La visita di Benedetto XVI in Terrasanta getta un seme di speranza per la pace
Nel suo viaggio in Terra santa benedetto XVI ha compiuto ciò che ci si aspetta da un uomo votato a promuovere la pace. Riaffermando la sua posizione favorevole a un dialogo culturale che non vada nella direzione di un sincretismo religioso, il papa ha offerto in Giordania la mano tesa all'islam, non rinunciando però a ricordare che una religione tradisce se stessa quando diviene pretesto per la violenza. In Israele e Palestina ha promosso la soluzione dei due Stati per due popoli ( la stessa portata avanti da Obama), invocando la pace sulle martoriate popolazioni di quella terra. E la visita allo Yad Vashem, il mausoleo della Shoah è stata la risposta più eloquente a coloro che accusavano Ratzinger di non essere stato abbastanza esplicito nella condanna dei dei negazionisti.
Pretendere di più sarebbe stato sbagliato: si tratta di una serie di piccoli ma significativi passi che se opportunamente coltivati potrebbero dare un importante impulso eliminare le diffidenze e a instaurare un clima di positivo confronto tra i popoli e le religioni in conflitto nella regione mediorientale.
Perchè il Papa non scomunica la finanza creativa?
Il papa lancia un appello a imprenditori e politici affinché si diano da fare per tutelare i lavoratori a rischio disoccupazione a causa della crisi. Anche volendo credere alla buona intenzioni di Benedetto XVI non posso non rilevare che questo tipo di invocazione serve più a dimostrare mediaticamente quanto si cristianamente in pena per le vittime della recessione che a dare una scossa al mondo economico. Se la Chiesa vuole essere più incisiva dovrebbe denunciare chiaramente a futuro monito la causa che ha dato origine alla peggiore crisi economica del dopoguerra: la spregiudicatezza di troppi finanzieri che ha potuto impunemente creare l'illusione che i soldi generassero da soli ricchezza come gli zecchini sul Campo dei Miracoli del Pinocchio di Collodi.
I maligni potrebbero pensare che se questa forte posizione non c'è è perché la Chiesa ha lo IOR che è visto a torto o a ragione come uno dei simboli di un potere ecclesiastico troppo materialmente orientato verso il mito del creare profitto tramite il denaro. Se questa maliziosa interpretazione colga nel segno francamente ha poca importanza. Quel che è certo (ed è questo il nocciolo del discorso) è che gli appelli come quello di Ratzinger oggi all'Angelus servono a poco. In esso manca tutto ciò che serve per uscire anche moralmente dallo stallo: quel coraggio e quella forza di giudizio che ebbe a suo tempo Giovanni Paolo II nel avvertire i mafiosi della prossimità del giudizio divino. Di fronte all'emergenza anche Ratzinger deve avere il coraggio di dire che arriva un momento in cui è necessario separare il grano dalla pula. Solo così il monito ai politici è efficace perchè anche in terra c'è bisogno che chi abbia sbagliato ( i finanzieri spregiudicati) renda conto dei propri errori
Benedetto XVI perdona i lefebvriani antisemiti
La decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica a quattro sacerdoti lefebvriani lascia assai perplessi. I seguaci del vescovo francese Marcel Lefebvre infatti contestano apertamente la validità del Concilio vaticano II a causa tra l'altro del suo ecumenismo e in particolare per ciò che concerne le aperture all'ebraismo. In questo senso appaiono comprensibili le rimostranze espresse dagli ambienti ebraici. Tanto più che uno dei quattro ad avere ricevuto il perdono papale è il britannico Richard Williamson ha negato che le camere a gas naziste siano mai esistite. Considerare in piena armonia con la Chiesa degli antisemiti conclamati rappresenta per il papa tedesco un passo indietro notevole rispetto alla politica di dialogo con le altre fedi promossa da Giovanni Paolo II.
A Loreto la Chiesa riproduce se stessa
A Loreto Benedetto XVI ha mostrato di aver ben appreso la lezione di Giovanni Paolo II su come conquistare i giovani: grande adunate festose, richiami a cambiare il mondo con l'impegno responsabilità e l'esibizione di qualche pecorella smarrita che si è redenta sulla via di Damasco: il tutto condito dal sottile piacere per i papa boys di sentirsi un elite di eletti e contemporaneamente di essere testimoni verso gli ultimi di una fede millenaria che salverà il mondo e darà ai suoi adepti il regno dei cieli.
Generalizzare sui Papa Boys sarebbe ingiusto e inutile: chi li ama considera loro la meglio gioventù, per chi li odia si tratta di una congrega di sfigati, presuntuosi snob con la puzza sotto il naso. Sia i detrattori che gli estimatori hanno in parte ragione e in parte torto: perché tra questi giovani ci sono persone fantastiche sinceramente convinte della loro fede e quotidianamente impegnate nel diffondere i valori del Vangelo. Ma esistono anche gli arrivisti arrampicatori sociali desiderosi di mettersi sotto la potente cerchia protettiva della Chiesa gerarchica per assicurarsi un futuro migliore grazie ai molteplici agganci e ai vantaggi che può garantire l'avere per amici preti, esponenti della società civile e politici dichiaratamente cattolici.
La chiesa "istituzione" è conscia di questa molteplicità di atteggiamenti che caratterizzano le nuove leve del cattolicesimo ma ha sempre badato alla quantità dei fedeli piuttosto che alla saldezza delle loro convinzioni: sia perchè la misericordia di Dio è sempre pronta ad accogliere anche i "duri di cuore" sia perchè i dubbi sulla fede serpeggiano anche tra la curia. Ma c'è un terzo ben più valido notivo: avere più cattolici possibili anche se scettici, purchè formalmente obbedienti, significa avere potere, creare i presupposti per la propria sopravvivenza. Tra quei giovani ci saranno molti esponenti della futura classe dirigente e chi avrà un ruolo più anonimo nella società potrà comunque sempre tornare utile come "soldato semplice" nell'esercito del Vaticano. Ad ogni incontro con i giovani la Chiesa cattolica predica il Regno dei cieli ma crea i presupposti per mantenere un posto in Paradiso sulla terra.












