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sabato 25 luglio 2020

Santa Sofia torna moschea. La Turchia si allontana dall'Europa.

Santa Sofia, per 1000 anni imponente basiilica cristiana con i bizantini, e per 500 anni moschea islamica sotto i turchi ottomani.
Nel Novecento quando il laico Mustafa Kemal Ataturk aveva deciso di trasformarla in un museo, Santa Sofia era diventata occasione di confronto tra religioni, ponte di dialogo tra culture.
Ora che il nuovo sultano turco Erdogan l'ha nuovamente consacrata a moschea, Santa Sofia torna elemento di incomprensione, emblema di contrapposizione. Ad Erdogan ciò che interessa è consolidare il proprio potere presso le masse islamiste che lo sostengono da anni. La folla adunata a Istanbul osanna il suo condottiero. Restano inascoltate le voci di chi si opponeva a questo atto di forza. Inutle il rammarico espresso da Papa Francesco.
L'Europa è sempre più lontana. Un nuovo muro è stato eretto tra i popoli.

giovedì 13 ottobre 2011

La strana alleanza tra militari e Fratelli Musulmani conduce l'Egitto verso la reazione

Chi si cela dietro le recenti ulteriori violenze a danno dei copti d'Egitto? Jihdisti vicini ad al Qaeda che intendono cancellare ogni traccia di cristianesimo dal Paese oppure si tratta di una strategia della tensione volta a rafforzare il ruolo di indispensabili tutori dell'ordine di coloro che attualmente detengono il potere? Durante l'azione di protesta dei copti svoltasi al Cairo testimoni oculari affermano di aver visto militari attaccare e sparare contro i manifestanti: un episodio che conferma il sempre più incerto futuro per i cristiani d'Egitto e getta ulteriori ombre sul ruolo ambiguo svolto dall'esercito durante la rivolta.
La transizione del dopo Mubarak sta portando a una cogestione del potere tra militari e Fratelli Musulmani, due forze fino a ieri reciprocamente ostili ma che per ora hanno necessità di sostenersi a vicenda. L'esercito da Nasser, a Sadat fino a Mubarak ha sempre avuto un ruolo chiave ma per continuare a detenerlo ha bisogno dell'appoggio degli islamisti "moderati". A sua volta la Fratellanza necessita della forza dei militari per respingere l'offensiva dei jihadisti salafiti che non accettano le soluzioni di compromesso da loro proposte.
occorre sgmbrare il campo da qualsiasi equivoco: il fatto che i Fratelloi Musulmani siano più moderato rispetto ai qaedisti non significa che siano nè laici nè tantomeno democratici: il loro obiettivo resta l'introduzione della Sharia islamica come legge dello Stato e il Corano è il loro unico punto di riferimento per il controllo degli affari politici e sociali. Solo nel 2007 la Fratellanza proponeva una bozza di programma in cui l'operato del governo, rigorosamente chiuso alla presenza femminile doveva essere soggetto alla supervisione dei religiosi per verificarne la conformità con la Sharia. In questo quadro si nota l'assenza delle forze democratiche che dopo le mobilitazioni dei mesi scorsi non hanno avuto la forza per darsi una efficente e compettitiva struttura politica. D'altronde la convocazione delle elezioni per novembre favorisce naturalmente le forze politiche già organizzate espressione deii militari e dei fratelli musulmani. Sembrano già tradite le speranze di chi credeva per quel Paese in un futuro di libertà e democrazia

sabato 26 marzo 2011

Cacciare De Mattei dal CNR: per lui il terremoto in Giappone castigo divino.



Dai microfoni di Radio Maria, il vicepresidente del CNR Roberto De Mattei, ha definito il terremoto del Giappone un castigo divino.
Anzitutto di quali terribili colpe si sarebbero macchiati i giapponesi per meritare una simile punizione celeste? Questa radio ha abituato a tali farneticazioni, indegne della sensibilità e della compassione di cui dovrebbe essere dotato ogni buon cristiano.
Ma la cose più grave è che escono dalla bocca del vicepresidente dell'istituzione pubblica ( pagata con denaro dei contribuenti) che dovrebbe essere il faro della ricerca scientifica in Italia. Siamo di fronte oltre che a dichiarazioni disumane, a delle vere e proprie idiozie scientifiche. Di fronte a una tale manifesta incompatibilità tra il ruolo istituzionale occupato e convinzioni personali, in un Paese decente un personaggio come De Mattei sarebbe stato rimosso dall'incarico all'istante.

venerdì 18 marzo 2011

La CEDU dice si al crocifisso nelle scuole: non è lesa la libera scelta educativa dei genitori

La Corte europea dei diritti dell'uomo da ragione all'Italia : il crocifisso può rimanere nelle scuole. Viene ribaltata in appello la sentenza di primo grado che invece accoglieva il ricorso di una cittadina italiana di origine finlandese, che si lamentava per la presenza del crocifisso nella scuola di Abano Terme frequentata dal figlio. Nelle motivazioni della sentenza si precisa che "le autorità hanno agito nei limiti della discrezionalità di cui dispone l'Italia nel quadro dei suoi obblighi di rispettare, nell'esercizio delle funzioni che assume nell'ambito dell'educazione e dell'insegnamento, il diritto dei genitori di garantire l'istruzione conformemente alle loro convinzioni religiose e filosofiche". Il Crocifisso è un simbolo essenzialmente passivo "che non può essere paragonato a un discorso didattico o a alla partecipazione ad attività religiose". Inoltre decisivo è il fatto che gli stessi ricorrenti abbiano riconosciuto che "la presenza del crocifisso in classe non abbia implicato delle pratiche di insegnamento volte al proselitismo o che i figli della ricorrente siano stati confrontati a un insegnamento condizionato da tale presenza". La sentenza esprime un principio ragionevole: la sola presenza del crocifisso non può essere considerato un indice di indottrinamento ed è pieno diritto di uno Stato nell'esercizio della sua sovranità dare ai simboli la rilevanza che ritengono più corrispondente al bagaglio culturale del popolo di appartenenza. Come ho sempre sostenuto il crocifisso può essere più meno gradito sulla base di una sensibilità personale ma è assurdo pensare che la sua sola presenza sia una limitazione della libertà di scelta dei genitori nell'indirizzo educativo e religioso da proporre ai figli. Il crocifisso tace sulla parete. Ciò che ci dovrebbe davvero preoccupare sono le parole d'odio pronunciate dei tanti fanatici clericali e anticlericali

sabato 1 gennaio 2011

Attentato ad Alessandria d'Egitto: nuovo anno, vecchio jihadismo

Il nuovo anno comincia malissimo con un attentato sanguinoso, quasi sicuramente di matrice islamista, ai danni della comunità cristiana copta di Alessandria d'Egitto. Il bilancio della strage è di 21 morti. Iraq, Nigeria e Egitto sono solo gli ultimi luoghi in cui le minoranze cristiane vengono fatte oggetto di violente persecuzioni.

La libertà religiosa sarà uno dei temi spinosi anche per il 2011. E sbaglia chi crede che questi episodi non lo riguardino perchè avvengono in luoghi lontani dall'Occidente. Le Torri Gemelle, la stazione di Atocha a Madrid, la metropolitana di Londra ce lo rammentano con il loro carico di vittime innocenti.

martedì 2 novembre 2010

Di Segni ha ragione: la fiction su Pio XII è propaganda cattolica sul dolore degli ebrei della Shoah

Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha definito "Una patacca propagandistica, un'opera apologetica" la fiction di Rai Uno "Sotto il cielo di Roma" riguardante la figura di Pio XII e il suo rapporto con la Shoah.
Il comportamento di Papa Pacelli nei confronto degli ebrei perseguitati è fortemente controverso e i documenti storici non consentono di qualificare nettamente la mancata esplicita condanna della persecuzione nazista da parte del pontefice. Per cui gli storici si dividono nei giudizi tra chi critica il silenzio come un atto di mancato coraggio che forse avrebbe potuto impedire odiosi crimini e chi invece lo reputa necessario ad evitare ulteriori sofferenze.
La fiction ha totalmente annullato questa problematicità riducendo il dramma degli ebrei romani a una favoletta che vedeva ergersi a protagonista Pio XII nella sua immensa pietà umana. Per questo le rimostranze del rabbino sono giustificate e condivisibili.

Sul tema consiglio la lettura del libro di Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII. Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah, Milano, Rizzoli, 2000.

martedì 14 settembre 2010

La provocazione anti Corano del pastore Jones e le violenze anticristiane nel Kashmir. Un debole nesso

Certo ci saremmo risparmiati volentieri l'insulsa provocazione del pastore Jones di mettere al rogo il Corano in occasione dell'11 settembre; ma questo non giustifica le violenze anticristiane in Kashmir che ne sono seguite. Nè si può individuare una diretta relazione tra i due episodi in zone in cui la persecuzione musulmana contro gli infedeli è all'ordine del giorno, prevedendo anche un reato di blasfemia che consente agli integralisti di fare il bello e il cattivo tempo. la verità è che esiste in Islam intollerante, aggressivo e violento che sta ssumendo proporzioni sempre più rilevanti. Quando l'Occidente se ne accorgerà farà un favore non solo a se stesso ma anche a quella parte di Islam tollerante che rischia di venire sopraffatto e con cui si ha interese a costruitre un dialogo proficuo.

mercoledì 4 novembre 2009

L'Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

 Secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo il crocifisso nelle scuole lede la libertà religiosa e una violazione del del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni. Sentenza sorprendente non tanto per il verdetto quanto nelle sue motivazioni: io non ho mai visto una persona convertirsi al cristianesimo né modificare le proprie scelte educative per la sola presenza del crocifisso. Eppure secondo gli illuminati ( ma non illuministi) giudici europei quel pezzo di legno inanimato possiederebbe tali insidiose potenzialità paranormale. Vai a vedere che i primi a credere nelle doti soprannaturali del Cristo in croce sono proprio i burocrati europei. Quegli atei che in omaggio alla loro intolleranza, vorrebbero vedere ogni traccia di religione scomparire dalla faccia della terra, esultano e parlano di vittoria della libertà. Da che cosa si sentano liberati questi signori lo si può capire sentendo le parole della famiglia che ha proposto il ricorso, i coniugi Massimo Albertin e Soile Lautsi. Per il dottor Albertin quel crocefisso toglie autorità alle sue convinzioni presso i figli. Vien da dire che si tratta di una autorità ben fragile se viene vissuta come limitata da un crocifisso. E i germi dell'intolleranza non possono che propagarsi sui figli che dicono: " In classe, alle medie, c’erano tre crocifis­si. Ovunque ti giravi, ti sentivi osservato". Osservato da chi? Adesso si viene a sapere che il crocifisso intimorisce scrutando con il suo sguardo minaccioso i giovani miscredenti. La realtà è che questa sentenza si inserisce in un coerente filone che vede il Vecchio Continente negare le proprie radici in omaggio ad un vuoto laicismo che per fare tabula rasa di ogni richiamo alla fede nega l'evidente influsso che il cristianesimo ha avuto nella realizzazione del concetto stesso d'Europa. Dimenticandosi che è stata proprio quella dottrina vista come minaccia per la laicità ad aver introdotto il concetto del dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Basterebbe questo a ricordare che il crocifisso simboleggia un identità millenaria non solo religiosa ma anche culturale. Il vero problema non è la religione, ma la pavidità con cui in Europa si cancella la propria storia e la propria cultura. Perché una società che non coltiva la memoria, si annulla e finisce per diventare amorfa, perdendo la capacità propulsiva che le permette di affrontare in maniera pro-attiva le sfide che gli si parano innanzi. E l'Europa proprio perché priva del necessario propellente datogli dalla consapevolezza di se, da tempo fatica a recitare un ruolo da protagonista sulla scena scena globale nei vari campi della politica, dell'economia delle scienze e della cultura.

giovedì 6 agosto 2009

I massacri di cristiani in Pakistan e il silenzio dell'Occidente

Violenze contro la comunità cristiani in Pakistan: otto fedeli cristiani sono stati bruciati vivi da una folla inferocita. All'origine della strage
la falsa accusa di blasfemia ( aver bruciato delle pagine del Corano) lanciato contro un cristiano probabilmente per motivi di vendetta. E così l'ira dei fondamentalisti islamici si è scatenata, prima nel villaggio di Korian e quindi della città di Gorja, a ovest di Lahore, nella regione del Punjab, con decine di abitazioni cristiane messe a fuoco. Il governo ha promesso un risarcimento di 500000 rupie alle famiglie delle vittime. Ma questi episodi di odio religioso contro i cristiani non sono una novità in questa zona dell'Asia. I cristiani sono una piccola comunità facile da schiacciare e in quanto portatrice di valori nuovi di progresso per quelle zone ( il rispetto per le donne, la rivendicazione della dignità degli intoccabili in India) possono mettere in discussione gli equilibri sociali e i consolidati privilegi delle caste e delle classi dominati.
Non si può non constatare con rammarico che di fronte a queste vicende la reazione prevalente in Occidente è l'indifferenza. E proprio i paesi più ricchi potrebbero fare molto per arginare questo fanatismo. In questi paesi in cui negli strati più bassi della popolazione domina l'ignoranza l'educazione è svolta da centri religiosi gestiti da fondamentalisti che instillano nelle giovani generazioni l'odio verso il doiverso. La promozione di politiche di diffusione dell'istruzione da parte dell'Occidente consentirebbe a vasti strati di quelle popolazioni dall'incultura, acquisendo gli strumenti per uscire dalla conseguente povertà e sottraendoli all'influenza dei fomentatori di intolleranza.
Non si può pensare che questo non ci riguarda: di ciò ce ne rendiamo conto troppo tardi quando le persone così indottrinate si presentano nelle nostre città in viste di seminatrici di terrore e morte.

domenica 25 gennaio 2009

Benedetto XVI perdona i lefebvriani antisemiti


La decisione di Benedetto XVI di revocare la scomunica a quattro sacerdoti lefebvriani lascia assai perplessi. I seguaci del vescovo francese Marcel Lefebvre infatti contestano apertamente la validità del Concilio vaticano II a causa tra l'altro del suo ecumenismo e in particolare per ciò che concerne le aperture all'ebraismo. In questo senso appaiono comprensibili le rimostranze espresse dagli ambienti ebraici. Tanto più che uno dei quattro ad avere ricevuto il perdono papale è il britannico Richard Williamson ha negato che le camere a gas naziste siano mai esistite. Considerare in piena armonia con la Chiesa degli antisemiti conclamati rappresenta per il papa tedesco un passo indietro notevole rispetto alla politica di dialogo con le altre fedi promossa da Giovanni Paolo II.

domenica 30 novembre 2008

Magdi Allam fonda un suo partito "cristiano". Sarà una cosa seria?



Ho letto dell'intenzione del famoso giornalista Magdi Allam di fondare un partito politico di ispirazione cristiana per compensare quella povertà di valori di cui sarebbe priva la politica non solo in Italia ma anche in Europa. Magdi Allam mi piace come persona, non sempre ne condivido le posizioni forti ma ho grande rispetto del suo percorso umano. Devo dire che non capisco però dove voglia arrivare. Anche perchè sembra non volersi schierare con nessuna delle forze politiche tradizionali. A prima vista sembrerebbe un progetto velleitario. Ma Magdi Allam come giornalista è stato persona seria. Spero di non doverlo rimpiangere. Lo seguirò con attenzione in questa nuova avventura sperando che come politico non si smarrisca. Devo dire che già le pose "berlusconiane" delle foto mi inquietano un tantino....