Hamas e Fatah hanno siglato al Cairo, con la mediazione dell'Egitto, un accordo per la formazione di un governo tecnico di personalità indipendenti in prospettiva di elezioni presidenziali e legislative da tenersi nel 2012. Si pone così fine a un conflitto interno iniziato nel 2007 tra le due principali formazioni palestinesi che aveva portato a una divisione di fatto nel controllo del territorio: Gaza era governata da Hamas e la Cisgiordania da Fatah. Il presidente dell'ANP Abu Mazen e il leadfer di Hamas Khaled Meshaal hanno inoltre concordato la futura entrata di Hamas nell'OLP. Ma restano le divergenze sull'approccio verso Israele: Hamas al contrario di Fatah non ha riconosciuto l'esistenza dello stato ebraico. La differente ideologia influisce anche nel giudizio sulla morte di Bin Laden: se per il primo ministro palestinese Salam Fayyad si è trattato di una pietra miliare per la causa della pace, la fine di una persona coinvolta in atti eclatanti di distruzione e terrore, secondo il capo del governo di Hamas nella striscia di Gaza, Ismail Haniyeh, Bin Laden era un "guerriero santo arabo" e la sua uccisione è un crimine perpetrato dagli Stati Uniti. Difficile pensare che Israele possa fare la pace con chi non ne ricnosce l'esistenza e considera Bin Laden un santo.
La pace tra Hamas e Fatah non elimina i dissensi su Israele.
Analisi delle conseguenze della morte di Osama Bin Laden.
L'uccisione di Osama Bin Laden ha un significato eminentemente simbolico giacché la capacità operativa, logistica e di addestramento del leader qaedista è da anni quasi nulla. Al Qaeda è oramai una rete in cui le singole cellule agiscono in maniera assolutamente indipendente e il coordinamento era effettuato sopratutto da al Zawahiri, l'ideologo dell'organizzazione. Al momento del raid Bin Laden si trovava ad Abbottabad, a 200 metri dall'accademia militare pakistana e a pochi chilometri da Islamabad: una conferma della rete di protezione di cui ha goduto da parte dei servizi pakistani ma anche di una perdita di potere che ha reso Osama sacrificabile. D'altronde la stessa concezione della guerra islamica globale era entrata in crisi con l'uccisione di al Zarqawi in Iraq nel 2006: il califatto del terrore è stato gradatamente sostituito da uno jihadismo più frammentato e localistico.
Molto interessante è il diretto coinvolgimento della CIA nell'operazione accanto alle forze speciali statunitensi: un evoluzione dei servizi segreti in un ruolo non solo di intelligence che verrebbe rafforzato dalla prossima nomina di Petraeus a capo della stessa CIA.
Sul piano politico interno per Obama un importante successo da investire per riacquisire il consenso in vista delle prossime presidenziali.
Infine c'è la notizia che la prima foto del cadavere di Osama Bin Laden diffusa dalla stampa è un fotomontaggio datato lanciato dalla tv pakistana che si è assunta la responsabilità del clamoroso errore. L'effettiva identità dell'ucciso dovrà comunque essere confermata dall'esame del DNA ma è alquanto improbabile che il presidente americano in persona si sarebbe mosso con un annuncio alla nazione se non assolutamente certo che si trattasse di Bin Laden. .Inoltre se fosse ancora vivo Bin Laden avrebbe tutto l'interesse a dare un colpo alla credibilità dell'amministrazione USA smentendo Obama con una delle sue celebri apparizioni video . In ogni caso è da attendersi su questa vicenda un fiorire della letteratura complottista, sulla falsa riga di quanto successo per l'attentato alle Twin Towers.












