Sono troppi i punti oscuri nel blitz delle teste di cuoio britanniche che in Nigeria è costato la vita all'ingegnere italiana Franco Lamolinara, rapito da maggio terroristi assieme all'inglese McManus, ( anch'esso ucciso)
Gli ostaggi sono stati uccisi a bruciapelo dai rapitori prima del blitz o hanno perso la vita nella concitazione dello scontro o fuoco?
E la nostra diplomazia è stata informata prima che l'azione incominciasse, (come affermano gli inglesi), oppure quando esso era in svolgimento o si era conclusa come afferma il governo italiano? E nella prima ipotesi il nostro governo mentirebbe per quale motivo il nostro governo mentirebbe? Qualora invece Londra non abbia tempestivamente messo al corrente Roma del blitz ci troveremo di fronte a una mancanza di rispetto britannica verso un alleato di lunga data. In ogni caso un'altra vicenda, dopo quella dei marò in stato di fermo in India, sintomatica della scarso peso che la nostra diplomazia sembra godere al livello internazionale
Un caso diplomatico, la morte di Franco Lamolinara: i punti oscuri del blitz britannico e lo schiaffo alla diplomazia italiana
La memoria di Ken Saro Wiwa fa tremare le multinazionali del petrolio
Ken Saro Wiwa era un attivista ambientalista nigeriano che si batteva contro i disastri ecologici compiuti dalle multinazionali del petrolio nel delta del Niger. Saro Wiwa fu impiccato nel 1995 dopo essere stato condannato da un tribunale militare locale che gli negò un adeguata difesda e la possibilità di ricorrere in apello. In questi giorni si è aperto a New York un processo contro la Shell. Secondo l'accusa sarebbe stata la compagnia inglese a fare pressioni sulle autorità locali per mettere a tacere definitivamente Saro Wiwa. I consigli di amministrazione delle compagnie petrolifere sudano freddo: se la Shell venisse riconosciuta colpevole, il verdetto costituirebbe un importante precedente che potrebbe indurre l'industria petrolifera a rivedere le proprie politiche finora seguite nei paesi in via di sviluppo












