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sabato 2 aprile 2016

La lezione di Bruxelles: il terrorismo si batte con l'intelligence

L'intelligence fa la differenza nella lotta contro il terrorismo: è questa la lezione più importante da tenere a mente dopo i tragici fatti di Bruxelles. Tra il 1998 e il 2003 in Italia le nostre forze di sicurezza hanno sgominato numerose cellule jihadiste che al qaeda cercava di impiantare nelle nostre città. Mentre il Belgio ha invece ignorato la progressiva radicalizzazione che avveniva in alcuni quartieri come Molenbeek.

P.S: si veda anche l'interessante articolo di Alessandro Orsini, il piano del califfato per neutralizzare la cattura di Salah, il Messagero 23 marzo 2016, pag 1

domenica 9 ottobre 2011

Con Di Rupo il Belgio ritrova un governo ma non l'armonia tra fiamminghi e valloni

Dopo 18 mesi di stallo istituzionale il Belgio avrà di nuovo un governo: il leader socialista vallone Di Rupo incaricato alla fine alla fine dell'estate di formare l'esecutivoha trovato un accordo tra gli otto partiti che è presumibile andranno a comporre la maggioranza. Escluso invece il partito separatista fiammingo NVA che aveva ottenuto il successo elettorale nelle Fiandre.
L'accordo prevede la possibilità per le regioni di raccogliere una parte del gettito fiscale senza passare per il governo centrale e trasferimenti dal centro alla periferia nel settore della sanità e delle politiche sociali.
Ma ciò che ha sbloccato l'impasse è stata la crisi finanziaria e di liquidità della banca franco-belga Dexia partecipata dal governo e dagli enti locali che in caso di fallimento dell'isitututo avrebbero visto andare in fumo i milioni di euro che vi avevano investito.
Dunque l'incubo che la crisi delle anche sconvolgesse anche il Belgio ( che finora presenta tassi di crescita del PIL superiori al 25) ha quasi costretto le forze politiche a muoversi. Per Di Rupo una bella gatta da pelare: qualora il suo governo non riuscisse a far mantenere al Belgio la crescita economica sinora raggiunta, potrebbe prospettarsi un ulteriore crescita nei consensi dei rivali fiamminghi

venerdì 24 giugno 2011

Paradosso Belgio: uno stato senza governo ma in boom economico

Il 13 giugno 2010 i belgi si recavano al voto per le consultazioni politiche. Da allora è passato più di un anno e il Paese si ritrova ancora senza un governo, con un esecutivo dimissionario che svolge gli affari correnti, che poi tanto correnti non sono giacche nel frattempo il Belgio è entrato nella coalizione che fa la guerra in Libia. Il re ha dato incarico al leader dei socialisti valloni Di Rupo per trovare un accordo, ma è difficile che prima delle amministrative dell'autunno 2012 arrivino risultati: Alla base di questa cronica instabilità il solito conflitto tra fiamminghi e valloni e difficilmente prima di allora una delle due etnie sarà disposta a cedere, con i primi a reclamare maggiore autonomia e i secondi che temono di perdere alcune gestioni centralizzate in termini di servizi sociale. La NVA partito fiammingo che ha vinto le elezioni ha una forte propensione verso la secessione; per contro i partiti valloni si oppongono alla perdita di competenze statali e c'è anche un fenomeno minoritario ci richiesta di riunificazione con la Francia. Nonostante questo impasse il Belgio cresce economicamente: secondo le stime OCSE il PIL aumenterà del 2,4% alla fine dell’anno. E se i soldi circolano la mancanza di un governo si sente meno. Anzi paradossalmente l'assenza dell'esecutivo ha diminuito la conflittualità in parlamento che in questo periodo ha approvato una serie di norme importanti tra cui quello sulla politica finanziaria che dovrebbe consentire di tornare entro il 2012 al di sotto del 3% di deficit, la proibizione del burqa nei luoghi pubblici e la procedura sulla regolarizzazione degli immigrati.
Il Belgio funziona anche perché un gran numero di competenze sono gestite dalle regioni e dai governi locali; inoltre il 40% del bilancio complessivo è gestito dalle regioni.
Se è vero che fiamminghi e valloni non si parlano( solo l'1% dei matrimoni tra fiamminghi e valloni; ci sono più matrimoni tra belgi e immigrati) la Secessione resta in gni caso difficile da attuarsi: come già detto in Belgio molte decisioni sono già decentrate e d'altro canto molte decisioni riguardanti il Belgio prese a livello europeo. C'è poi il problema Bruxelles, capitale storica delle Faindra, ma oggi a capo di una sia propria regione nonché sede di istituzioni sovranazionale. In caso di secessione quale sarebbe il suo destino?

domenica 19 settembre 2010

Caos Belgio: A Bruxelles manca ancora un governo

In Belgio a tre mesi dalle elezioni politiche che hanno visto il trionfo dei secessionisti delle Fiandre non si vede all'orizzonte la possibilità di formare un governo di coalizione stabile. La Nuova alleanza fiamminga spinge per una forte devolution di poteri e si è opposta a ogni compromesso . E anche tra i valloni l'ipotesi di una scissione viene vista come non improbabile. Il Cuore dell'Europa è malato. Impossibile Prevedere quali conseguenze si potranno avere per l'UE.

sabato 19 giugno 2010

Il Belgio a rischio disgregazione sotto la spinta dei secessionisti delle Fiandre

la vittoria dei secessionisti delle Fiandre nelle elezioni politiche del Belgio. non è affatto sorprendente. il ricco Nord fiammingo si tiene sulle spalle il sud vallone francofono che da anni vede il suo sistema industriale in difficoltà. D'altronde il sistema federale non si è rivelato efficace, ma anzi piuttosto costoso in quanto le decisione sull'imposizione fiscale è rimasto di competenza dello stato centrale, lasciando alle regioni la discrezionalità di come impiegare le risorse a loro trasferite. per questo i fiamminghi spingono per modificare l'assetto istituzionale belga in una confederazione. Una tendenza centrifuga che si somma a quelle già in atto in Spagna, Italia e Inghilterra e che getta ombre sulla futura compattezzaz dell'Unione Europea