Visualizzazione post con etichetta Vendola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vendola. Mostra tutti i post
martedì 31 maggio 2011

Pisapia e De Magistris giustizieri del berlusconismo?

Per il centro destra il risultato del ballottaggio delle amministrative è stata ben peggiore del primo turno: Milano, Napoli, Cagliari Trieste perdute. Un'autentica Caporetto dai risolti chiaramente politici. A Milano Berlusconi era sceso in prima persona in campo evidenziando la rilevanza nazionale del risultato; far fuori la spazzatura da Napoli era stato uno dei cavalli di battaglia dell'azione comunicativa del governo e i napoletani hanno risposto con un plebiscito per l'ex magistrato De Magistris; Cagliari, feudo della destra da quasi vent'anni è divenuto terra di conquista per il vendoliano Zedda.
Si tratta dell'esordio di un declino ineluttabile per il Cavaliere? Difficile a dirsi. Mai dare per spacciato Berlusconi che in molte occasioni ha dato prova di saper risorgere dalle sue ceneri , novella araba fenice. Ma il rovescio stavolta è pesante da soportare ed è il segnale chiaro di un elettorato stanco di una politica di annunci ottimistici che stride con le quotidiane difficoltà socio-economiche in cui versa il Paese. Il recupero del consenso da parte del premier passa obbligatoriamente per una profonda revisione dell'azione di governo nei due anni che restano da qui alla fine della legislatura. E non è detto che sia sufficientea modificare gli umori dell'opinione pubblica.
D'altro canto la sinistra deve essere consapevole che le sue contingenti vittorie sono sopratutto frutto dei demeriti dell'avversario. Il PD è il partito chiave della coalizione ma per vincere è stato costretto a ricorrere a esponenti dell'IDV e di SEL. Mentre bersani nel chiuso delle stanze del partito diffondeva via etere un analisi tencica del voto, Vendola appariva il vero trionfatore in piazza del Duomo; Una marcata differenza nel modo di comunicare il successo che fa il paio con le divergenze programmatiche tra le varie anime della sinistra che in vista dell'assalto a Palazzo Chigi devono ancora dimostrare di saper giungere a un'efficace sintesi.

lunedì 20 dicembre 2010

Vendola, Il Messia della sinistra senza una Terra promessa


Il nuovo Messia della sinistra si chiama Nichi Vendola, ha vinto per due volte le elezioni regionali in Puglia superando la concorrenza della destra e le diffidenza all'interno della sua stessa coalizione. Punta dritto all'anima dell'elettore con slogan emozionali come : "costruire il cantiere dell'alternativa" per "dire basta ai professionisti della sconfitta". O stare assieme all'"Italia migliore fatta di cittadini che hanno preferito la fatica dell’onestà al comfort della furbizia".
Poichè il personaggio incuriosisce per la sua naturale propensione ad affascinare l'interlocutore, mi chiedo cosa Vendola abbia in mente in concreto per combattere il precariato, per attirare gli investimenti delle imprese, per rendere la scuola e l'università più efficiente e meritocratica, per avvicinare la pubblica amministrazione alle esigenze del cittadini, e via discorrendo
Da tempo cerco delle risposte nei suoi discorsi. Mi sono spulciato anche il suo sito Internet. Ma vi ho trovato ben poco.
Attendo con impazienza che il Messia Vendola delinei meglio i tratti della nuova terra promessa agli Italiani.

lunedì 15 novembre 2010

Pisapia a Milano nel nome di Vendola

Perchè è così significativa la vittoria di Pisapia alle primarie di coalizione per la candidatura a sindaco di Milano nel centro sinistra?
Perchè Pisapia è il candidato di riferimento di Vendola. Anche a Milano gli elettori di centro sinistra sono sempre meno di centro.
Ma è assai improbabile che i milanesi decidano di preferire alla Moratti l'avvocato di Ocalan e Carlo Giuliani.

mercoledì 31 marzo 2010

Alle Regionali del trionfo della Lega, manca l'effetto-traino di Berlusconi e cala il PD

Le elezioni regionali del 2010 vedono il sorpasso del centro destra anche nel governo locale. Prima del voto del 28 e 29 marzo la sinistra governava 14 regioni su 20; adesso dopo le quattro regioni ( Piemonte, Lazio, Campania, Calabria) è il centro sinistra ad avere il controllo di 11 Giunte regionali che amministrano una popolazione di 42 milioni. Il partito che incrementa maggiormente i consensi è la Lega: Il Carroccio raddoppia la sua base elettorale con un milione e 370 mila voti in più rispetto alle precedenti regionali del 2005. La grande novità è che l'avanzata del Carroccio non si limita al tradizionale terreno di caccia padano ( dove va comunque il sorpasso effettuato in Veneto ai danni del PDL come primo partito) ma si estende alle zone rosse: La lega aumenta i supoi consensi del 165% in Emilia Romagna, li raddoppia in Toscana, li triplica nelle Marche, li incremetna di sei volte nelle Marche. A fronte del successo leghista va registrata a sinistra la crisi di consenso del PD: Il partito Democratico perde due milioni di voti rispetto al 2005. la perdita è generalizzata ma particolarmente pronunciata in tre delle quattro regioni espugnate dal centrodestra ( in Calabria con oltre il 50%; in Campania e Piemonte circa il 30%; più contenuta nel Lazio con il 14%). Ad avvvanttaggiarsi del calo del PD è l'Italia dei Valori che dopo la Lega è il partito che registra l'incremento maggiore con 1 milione e 227 mila voti in più, pur partendo da un precedente dato di partenza assai basso.
Per quanto riguarda il PDL, al contrario di quanto affermano i suoi sostenitori, non c'è stato l'effetto trainante di Berlusconi sul centrodestta: il popolo della Libertà perde rispetto al 2005 oltre un milione di voti. il Dato va però interprtato tenedno conto che quasi 600000 voti sono stati persi nel Lazio a causa della mancata prsentazione della lista in provincia di Roma. Ciò detto il calo del PDL è marcato anche in molte regioni settentrionali Piemonte (–178 mila, –27%), Lombardia (–162 mila, – 11%), Veneto (–154 mila, –22%) – e “rosse” – Emilia-Romagna (–99 mila voti, -16%), Toscana (–95 mila, –19%).
Le elezioni regionali hanno visto un notevole riequilibrio dei rapporti di forza in entrambi gli schieramenti: nel 2005 Forza Italia e AN ( poi fusi nel PDL) avevano un consenso di 5,1 volte superiore a quello della Lega. Nel 2010 questo rapporto è sceso a 2,2. Stessa cosa dicasi per il centro-sinistra dove dal 2005 al 2010 l'incidenza dei consensi del Partito di Di pietro sull'intera coalizione è cresciuto dal 4% al 21%. Difficilmente i dirigenti nazionali dei due schieramenti potranno ignorare questi verdetti.
Per quanto riguarda le formazioni minori, L'UDC ha perso il 15% dei voti ( -227000) rispetto al 2005. Il calo è stato più marcato nelle regioni in cui il partito di Casini ha scelto di allearsi con il centro sinistra. Ma l'autentico crollo si è avuto per le formazioni della sinistra radicali che nonostante l'exploit di Vendola in Puglia hanno perso 1 milione 274 mila voti attestandosi su un modesto 3% a livello nazionale e confermando di subire la concorrenza di altre formazioni come l'IDV a cui si è aggiunta in questa tornata il movimento di Beppe Grillo che nelle 5 regioni in cui si è presentata ha ottenuto 390000 voti: un interessante risultato per una formazione che se presentava alle urne per la prima volta.

FONTE: ISTITUTO CATTANEO SU DATI MINISTERO INTERNO E REGIONI CALABRIA, PUGLIA, MARCHE, TOSCANA