Alemanno era l'ultimo esponente della destra sociale dell'ex MSI poi AN ancora sulla breccia. Con il suo tonfo romano si chiude forse definitivamente l'epoca dei Fini, Polverini, Storace, esponenti di una forza politica che aveva cavalcato il giustizialismo di Mani Pulite e che ora per contrappasso viene da esso schiacciato in virtù del peso di troppi scandali legati alla gestione del potere. Per il resto il secondo turno delle amministrativo amplifica il massiccio astensionismo già registrato due settimane prima. E in questo contesto di generale rifiuto della politica è naturale che a resistere sia stato il partito democratico, meglio organizzato sul territorio e capace di mobilitare con maggiore prontezza il proprio zoccolo duro. Ma a sinistra farebbero un grave errore a considerare risolti i problemi. Resta per loro la necessità di allargare a livello nazionale la base di consenso.
La resa di Alemanno, ultimo giapponese della destra sociale.
A Roma le ragioni degli indignados sopraffatte dalla violenza
Chi era sceso in piazza ieri a Roma aveva ottime ragioni da far valere, soprattuto i giovani che vedono le loro speranze e il loro futuro a rischio, compromesso da una crisi economica non creata da loro. Ma le violenze che hanno messo a ferro e fuoco la città hanno sopraffatto queste ragioni, costringendo la maggioranza pacifica al silenzio.
C'è anche chi avanza il sospetto che l'obiettivo dei teppisti fosse proprio quello di impedire alla protesta di piazza di far sentire le proprie rivendicazioni. Spetta agli inquirenti accertare i fatti; personalmente però non amo per niente la filosofia complottista perchè rimanda alla tentazione di scaricare le colpe su un altro indefinito. L'idea di una misteriosa Spectre, origine di tutti i mali è un comodo alibi per annullare le proprie responsabilità da cui nessuno in questo caso può chiamarsi fuori: chi ha organizzato il corteo deve interrogarsi se ha fatto tutto il possibile per prevenirne la degenerazione. Dall'altra parte c'è il governo che in uno stato democratico ha il dovere di garantire la compatibilità tra il diritto costituzionale a manifestare e quello dei cittadini a non doversi chiudere in casa per sfuggire all'orda barbarica e quando non riesce ad assolvere il compito rivela semplicemente la sua inadeguatezza.
Al netto di tutte le polemiche gli unici che ieri avevano il diritto di essere indignados erano i Romani.
Gli anatemi veneti contro Roma olimpica
Il Coni ha scelto Roma come candidata ufficiale dell'Italia per le Olimpiadi del 2020. La bocciatura di Venezia ha scatenato gli strali campanilistici dei politici locali: l'ex sindaco Cacciari ha definito l'esclusione di Venezia "una scelta miope"e il governatore del Veneto Zaia ha parlato di scelta politica di cui "non condivide nè il metodo né il metodo". C'è poi chi all'interno del Carroccio ha riproposto l'antico linguaggio parlando di scelta romanocentrica.
Al di là del fatto che le ultime Olimpiadi Italiane sono state organizzate nel 2006 nel profondo nord, a Torino, in realtà la decisione di puntare su Roma appare ineccepibile: la Capitale si presentava con requisiti nettamente migliori di Venezia per le infrastrutture, per i trasporti, per gli impianti già a disposizione e per l'esperienza nell'organizzare grandi eventi sportivi ( l'ultimo dei quali, il mondiale di Nuoto del 2009 ha ricevuto un generale apprezzamento ).
I casi di Seoul, Barcellona e Sydney mostrano come organizzare un evento come l'Olimpiade può essere una grande occasione di sviluppo e promozione non solo per Roma ma per tutto il Paese. A patto di agire in spirito di collaborazione mettendo da parte i particolarismi.
La destra statalista non molla il boccone Alitalia. Letizia Moratti e la Lega difendono la Milano ladrona
Il piano voli della Cai sceglie Fiumicino. I voli previsti dalla nuova compagnia che comincerà a volare dal 13 gennaio vedono nettamente privilegiato le rotte dallo scalo romano rispetto a Malpensa. Sono 66 le destinazioni da Fiumicino: 21 domestiche, 32 internazionali, 13 intercontinentali. £5 da Milano di cui 11 domestiche (6 da Linate e altre 5 spalmate tra Malpensa e il Forlanini), 21 internazionali (7 da Linate, quella sul Parigi CdG operata da entrambi gli scali, e 13 da Malpensa e 3 intercontinentali tutti da Malpensa. Da ciò si evince come la compagnia si stia orientando verso la scelta Air France rispetto a Lufthansa che avrebbe avuto intenzione di controllare da subito la nuova azienda. In definitiva si è ritornata alla scelta iniziale tanto disprezzava in campagna elettorale da Berlusconi con in più un ulteriore aggravio per il cittadino dato dai 300 milioni di prestito ponte più i debiti della bad company fallita (circa 1,5 miliardi di euro . In più la supervalutazione di Airone ( altri 800 milioni di euro).
Non contenta di aver fatto disastri, la politica torna alla carica e pretende di continuare a dettare le scelte della nuova azienda. Poco importa che la Nuova Alitalia non sia più una compagnia pubblica. Ed ecco il sindaco di Milano Moratti chiedere al governo di scegliere Lufthansa. Peccato che il governo non può permettersi scegliere proprio nulla riguardo una decisione di esclusiva competenza degli imprenditori privati. Si direbbe che Donna Letizia per convenienze politiche si si sia convertita una tantum al capitalismo di Stato. Per non parlare della Lega che per bocca di Castelli minaccia sfaceli qualora non venga tutelata Malpensa: poco importa che per difendere un interesse locale siano stati sottratti dalle tasche di tutti i cittadini miliardi di euro. Parafrasando un motto leghista: qui è Milano la ladrona!!!
In un paese dove il mercato funziona, simili uscite potrebbero essere prese alla leggera come sfoghi di politici frustrati per i fallimentari risultatati delle proprie iniziative. Ma in Italia dove non si fa impresa se non a stretto braccetto con la politica c'è da stare sicuri che queste lagnanze non rimarranno inascoltate. In poche parole la pasticciata telenovela Alitalia non è ancora all'atto finale: attendiamoci nuovi condizionamenti da parte della politica. E temo che i costi che dovranno pagare i contribuenti si alzeranno ulteriormente.
LEGGERE ANCHE IL COMMENTO DI TITO BOERI SU REPUBBLICA.IT
Elezioni: Alemanno sfratta la sinistra dal Campidoglio
La vittoria di Alemaano non mi sorprende per niente: dopo l'abdicazione da parte di Veltroni della questione della sicurezza e la candidatura al campidoglio di Rutelli in omaggio al vecchio principio della minestra riscaldata i romani non potevano accettare di essere presi in giro e hanno deciso di dare una bella lezione ai sinistrati del PD. Vedremo Alemanno che combinerà. Spero che sia consapevole che i romani lo hanno votato non tanto perchè stravedono per lui ma perchè non sopportavano più la sinistra.












