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mercoledì 1 dicembre 2010

Sulla vita e la morte di Mario Monicelli


Mario Monicelli è stato un genio del cinema e i suoi capolavori gli garantiranno immortalità artistica.
Sul modo con cui ha concluso la sua vita terrena la politica non ha perso occasione per speculare. Nel dibattito alla Camera dei deputati si sono fronteggiati la radicale Rita Bernardini che ha proposto una riflessione sul significato della "dolce morte" e la centrista Binetti che ha criticato "l'elegia del suicidio da parte di Rita Bernardini".
Si è trattato dell'ennesima occasione persa per tacere. Il suicidio di Monicelli non va nè elogiato come atto estremo nè giudicato moralisticamente. Come tutti i gesti estremi nasconde un imperscrutabilità che richiede il rispetto. E possibilmente il silenzio.

venerdì 2 aprile 2010

La sparata di Zaia contro la RU 486. I doveri del politico e le convinzioni etiche individuali


Prima sparata del neogovernatore leghista del veneto Zaia :"negli ospedali della mia regione no all'uso della Ru-486". E Il Vaticano applaude invitando alla disubbidienza nei confronti di leggi ingiuste. Il ministro della salute Fazio invita il neo governatore a leggersi la legge e a farla rispettare. Ma Zaia rimane sulle sue posizioni.
mentre è normale e persino doverso che la Chiesa inviti a opporsi all'aborto, una pratica che pone dei gravi conflitti di coscienza con l'etica del credente cattolico, ben diverso dovrebbe essere l'atteggiamento di chi rappresentando una istituzione come la Regione ha il compito di dare esecuzione alle leggi a tutela di tutti i cittadini non solo di coloro che l'hanno votato e la pensano come lui. Dunque a destra ricordino a Zaia (che sicuramente capisce più di agricoltura che di medicina) che esiste la legge 194 e che l'uso della pillola RU 486 è un'applicazione di quella legge.

domenica 30 agosto 2009

Dopo la strappo con la Lega e con la Chiesa dove va Gianfranco Fini?


Fini si è reso protagonista negli ultimi giorni di alcune esternazioni che hanno suscitato non poche polemiche. In primis si è dichiarato contrario a politiche vagamente razzistiche. Un riferimento alle tendenze xenofobe leghiste. Andrebbe però ricordato che la legge che si sta applicando sull'immigrazione porta anche il suo nome oltre a quello del leader del carroccio Bossi. Alcuni commentatori hanno osservatori che questa posizione sarebbe coerente con il ruolo super partes del presidente della Camera. Un interpretazione che appare poco credibile alla luce dell'impegno dichiarato da Fini a modificare la legge sul testamento biologico. Un attivismo incompatibile con il ruolo che compete al presidente della Camera di mero arbitro del corretto funzionamento dei lavori dell'assemblea.
E' evidente dunque che Fini non si muove su un un piano meramente istituzionale e che le motivazioni dei suoi interventi sono politiche. Alla base c'è un desiderio di differenziarsi nettamente dalla figura di Berlusconi. Acquisire una forte e autonoma posizione è il punto di partenza, Più difficile è capire quale sia la strategia di lungo periodo di Fini. A cosa vorrà approdare? Ad essere una sorta di coscienza critica del Pdl , attestato però in posizione però di netta minoranza nel partito? O addirittura si sta preparando a una futura separazione? E per confluire in quale formazione politica? Paradossalmente sembra l'unico a mettere d'accordo uno sgangherato partito democratico: perché non è pensabile a un Fini in atto di convertirsi a sinistra. Il fatto che abbia deciso di manifestare le sue posizioni proprio alla festa del PD di Genova però non aiuta a darsi una risposta alla fatal domanda: Fini è ancora di destra?

domenica 8 marzo 2009

Obama autorizza la ricerca sulle staminali embrionali. La Chiesa contraria

Obam ha deciso autorizzare la ricerca sulle cellule staminali embrionali, abrogando la legge che la vietava risalente all presidenza Bush. Non si è fatta attendere al protesta del Vaticano attraveersao le colonne dell'osservatore Romano che ricorda come già inpassto la Chiesa si sia espressa sultema della ricerca sulle cellule staminali definiendola immorale e superflua "sembra innegabile che una volta oltrepassata la fondamentale linea morale che ci impedisce di trattare gli esseri umani come meri oggetti di ricerca, non ci sara' piu' un punto di arresto"

venerdì 6 marzo 2009

Bambina brasiliana abortisce dopo stupro. E la Chiesa scomunica i medici

In Brasile una bambina di nove anni di Recife che era rimasta in cinta dopo essere stata stuprata dal patrigno è stata fatta abortire dai medici perché stando al loro parere se avesse proseguito la gravidanza ci sarebbe stato un serio rischio per la vita della bambina. La reazione della Chiesa brasiliana è stata durissima: scomunica per i medici che hanno praticato l'aborto. Il Vaticano ha appoggiato la scelta dei vescovi brasiliani. In Brasile questa l'aborto è illegale, ma si sono difesi i medici la legge lo consente in caso di stupro o di pericolo per la vita della donna. In Brasile è da tempo in discussione un progetto di legge che mira a depenalizzare l'aborto.

martedì 24 febbraio 2009

Il dissenso di Rutelli sul testamento biologico fa emergere l'autoritarismo etico nel PD


Sul testamento biologico si divide il Partito Democratico. Rutelli , il capogruppo Dorina Bianchi e altri parlamentari PD non firmano l'emendamento al ddl che prevede di poter includere nel testamento biologico il diritto di scelta del paziente anche sull'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione. L'ex leader della Margherita invece presenta un emendamento alternativa che lascia decidere al medico in scienza e coscienza assieme al fiduciario. Questa posizione ha scatenato la forte polemica de L'Unità che ha accusato i dissidenti di voler dividere il partito e di seguire le linee etiche del Vaticano. La posizione del giornale della sinistra rispecchia fedelmente la linea autoritaria di stampo vetero comunista ed è totalmente incompatibile con il diritto del singolo parlamentare a decidere su questioni etiche in libertà di coscienza. Se dovesse prevalere questo metodo il Pd dovrebbe cambiare nome: quando si vuole imporre una linea unica in questioni così delicate e che toccano i e valori le convinzioni più profonde delle singole persone non ci si può definire democratici.

domenica 15 febbraio 2009

Il testamento biologico e lo strano concetto di dialogo del senatore Marino


Il senatore del PD Ignazio Marino è un chirurgo luminare dei trapianti, ma in politica non conosce la fondamentale arte del compromesso. Intervenendo a un convegno dei radicali Marino ha detto che se la maggioranza non modificherà radicalmente il disegno di legge sul testamento biologico si procederà a un referendum. A parte il fatto che con un referendum abrogativo si tornerebbe al punto di partenza di un vuoto legislativo, quello di Marino è un modo estremamente singolare di incominciare un dialogo con la parte avversa su un tema eticamente controverso: o fate la legge come la vogliamo noi, oppure mandiamo tutto a carte e quarantotto e chi si è visto si è visto. Ed è anche uno strano modo di concepire il concetto di libertà di coscienza a cui il Partito democratico dichiara di ispirarsi nell'affrontare i temi eticamente sensibili: se questa coscienza non coincide con la visione di Marino essa non può essere considerata legittima. Ed infatti lo stesso PD appare perplesso dal metodo dialogico di Marino; una parte di esso ne ha preso già le distanze. L'ex presidente del Senato Marini: "Certo uno scienziato deve lavorare sulla fantasia' ma non si puo' 'andare avanti a colpi di lacerazioni', dice in un'intervista a Repubblica. 'Il Pd - afferma l'ex presidente del Senato - ha una posizione chiara, la liberta' di coscienza non e' una concessione ma un diritto di ciascuno' e sottolinea che le mozioni sono un punto di partenza che devono portare ad un 'vero confronto' perche' i cittadini si aspettano che la politica trovi una soluzione su un tema cosi' importante: 'Quello della nutrizione e dell'idratazione da non sospendere e' il punto' e 'bisogna mettere in campo ogni sforzo per tentare un avvicinamento e superare semplificazioni che un problema come questo che riguarda il fine-vita, il dramma del dolore e della morte, non merita.
Chiarissimo il pensiero di Rosy Bindi: "Parlare ora di referendum è un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita"

mercoledì 11 febbraio 2009

Dopo la morte di Eluana, si approvi la legge sul testamento biologico

Eluana Englaro è morta. Finalmente dopo tante speculazioni e cattiverie degne di una guerra di religione si abbia pietà e si lascino i familiari al loro dolore. Si riparta dalle parole di Napolitano che ha per l'ennesima volta chiesto alle forze politiche di usare questa tragica vicenda come occasione di riflessione per arrivare poi a una soluzione condivisa. Si arrivi cioè a una legge sul testamento biologico che metta finalmente in primo piano il diritto della persona a dire fino a che punto voglia essere curata in caso di grave malattia. Il parlamento ha il dovere di farlo con la dovuta celerità in modo da dare le adeguate risposte a un opinione pubblica che avverte la necessità che non si ripeta un altro caso Englaro che strazi inutilmente le coscienze.

sabato 7 febbraio 2009

Su Eluana Englaro tra una magistratura idelogizzata e Berlusconi che impone lo Stato etico si salva solo Napolitano


Comunque la si veda sul piano etico la vicenda di Eluana Englaro è destinata a rimanere una pagina molto controversa dei rapporti tra poteri dello Stato e del modo di creare il diritto in Italia. prima la magistratura stabiliva con una sentenza molto discutibile che la volontà di una persona in una stato vegetativo permanente si poteva ricostruire anche in assenza di un testamento biologico con le testimonianze univoche di parenti e familiari volte a ricostruirne la personalità. Così facendo il giudice veniva ad assumere non la posizione di interprete ma di creatore del diritto. Inoltre la volontà presunta di Eluana risultava essere ricostruita con l'ascolto di testimonianze che andavano tutte nella stessa direzione mentre incomprensibilmente venivano del tutto ignorate le testimonianze di insegnanti e compagne di studi che invece affermavano l'esatto contrario di quanto sinora emerso: e cioè che Eluana in realtà voleva vivere anche qualora si fosse trovata in condizioni precarie. Una sentenza che lascia molti dubbi dunque sul come è stata prodotta e sui principi che afferma, ma pur sempre confermata dalla Cassazione e dunque da tenere in considerazione con il rispetto dovuto a una pronuncia di un potere dello Stato. Così non la pensa evidentemente il presidente del Consiglio che incurante anche degli ammonimenti lanciati dal Quirinale a evitare soluzioni estemporanee, decideva di forzare la situazione e proponeva un decreto legge che di fatto annullava la sentenza della Cassazione imponendo che Eluana venisse alimentata e idratata. Napolitano valutando correttamente che non vi fossero i presupposti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione e preventivando uno scontro tra poteri istituzionali considerava tale decreto incostituzionale e non lo firmava. Il governo non demordeva e presentava lo stesso testo come disegno di legge pretendendo di imporre le proprie visioni etiche, puntando la pistola alla tempia al parlamento affinché decidesse in pochissimi giorni su una materia per la quale si era in situazione di stallo da anni .
Al di là delle valutazioni etiche quello che mi preme evidenziare è che scelte irresponsabili e ideologiche hanno condotto a dei conflitti istituzionali molto gravi: per un verso a uno scontro tra governo e presidente della Repubblica creato dal colpo di mano del cavaliere, e in secondo luogo a un potenziale conflitto tra magistratura e esecutivo causato da una sentenza discutibile e dall'arbitraria prepotenza di chi voleva sovvertirla andando al di là dei poteri costituzionalmente attribuitigli. E in questo senso Berlusconi si spingeva ancora più in là arrivando a minacciare di modificare la Costituzione qualora non si fosse riusciti a raggiungere l'approvazione del disegno di legge nei termini utili.

P.S: poiché non amo il giornalismo tribunizio voglio esprimere il più disappunto per la seguente affermazione del tribuno senza macchia Marco Travaglio presa da un articolo del suo blog ". "Napolitano ha ottenuto ciò che voleva: dimostrare che, almeno una volta nella vita, ha avuto il coraggio di rimandare indietro una legge vergogna". Secondo Travaglio dunque la scelta di travaglio sarebbe puro esibizionismo volto a dimostrare che ha il coraggio di andare contro Berlusconi. Ebbene questa affermazione è una colossale sciocchezza in quanto napolitano è da anni che dal suo ruolo richiama la politica alla necessità di trovare una soluzione condivisa sulla questione del testamento biologico. Ed essa dunque non può essere ridotta a una presa di posizione limitata alla situazione contingente. Napolitano ancora una volta si è comportato in maniera istituzionalmente impeccabile e dunque sarebbe meglio tenerselo stretto un simile presidente della Repubblica invece di fare affermazioni così demagogiche.

mercoledì 3 dicembre 2008

Un'altra bugia anticlericale: il Vaticano contro la tutela dei disabili

Dopo la falsa notizia sul reato di omosessualità ecco gli anticlericali tornare all'attacco con un'altra perla di intolleranza. Il Vaticano si rifiuterebbe di firmare la convenzione ONU dei diritti dei disabili e questo testimonierebbe la scarsa sensibilità della Santa Sede sulla questione. In realtà chi pone la notizia in questo modo dimentica due elementi importanti. Il primo è che il Vaticano ha contribuito alla redazione del testo e che la radio Vaticana descrive oggi la Convenzione Onu come un "passo importante sulla via delle pari opportunita' per i 650 milioni di disabili del mondo, circa il 10 per cento della popolazione globale, molti dei quali si vedono ancora negare i diritti fondamentali, quali il pari riconoscimento davanti alla legge, la liberta' di espressione e di opinione, l'esercizio del voto e altre forme di partecipazione alla vita politica e pubblica". Per Radio Vaticana, "tra gli aspetti piu' rilevanti del testo figura l'insistenza sulla sicurezza personale e di vita, mediante l'accesso dei disabili in situazione di poverta' al sostegno da parte dello Stato sul piano economico, psicologico e sanitario". "Nei Paesi in via di sviluppo - riconosce l'emittente - la disabilita' e' fortemente collegata alla poverta' ed e' spesso sinonimo di esclusione dall'istruzione e dall'assistenza sanitaria, soprattutto nel caso della popolazione femminile e infantile. Il protrarsi di tale forme di emarginazione rendono quindi necessaria la ratifica e l'implementazione della Convenzione, anche ai fini del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Agli Stati si chiede dunque di procedere rapidamente alla ratifica della Convenzione e di formulare politiche e programmi che abbiano un'efficace ricaduta sull'esistenza delle persone con disabilita".
E allora come mai la Santa Sede non firma la convenzione?Perchè all'interno vi è un articolo che è del tutto incompatibile con la sua posizione a difesa della vita. Si tratta dell'articolo 10 in cui si prevede che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l'aborto. Il che introduce una contraddizione nello stesso testo: da un lato si intendono tutelare i disabili da nati, ma prima che vengano al mondo li si può anche far fuori

giovedì 13 novembre 2008

I facili giudizi sul destino di Eluana


La Cassazione autorizza la sospensione dell'alimentazione a Eluana Englaro, la ragazza che vive in stato vegetativo da 17 anni. Nessuno può giudicare questa vicenda e nessuno può dichiararsi dalla parte del giusto: non chi metterà fine alla sua vita , non chi in nome di ragioni etiche pretendeva che questa vita destinata alla perenne incoscienza continuasse artificialmente. C'è solo il silenzio e il dolore di chi a Eluana ha valuto bene.

P.S: hai proprio un bel sorriso, Eluana. Ora potrà risplendere nuovamente da lassù.

martedì 11 novembre 2008

Sulle staminali io stò con il Vaticano

Mentre Obama si dichiarava favorevole alla ricerca sulle staminali embrionali, il Vaticano confermava la sua posizione contraria, dichiarandosi favorevole invece alla ricerca sulle staminali adulte. Non sono un clericale ma sulla questione delle cellule staminali, io sto dalla parte della Chiesa Cattolica. In primo luogo perchè la ricerca sulle staminali embrionali non ha portato ad alcun risultato. Ritengo dunque utile concentrare le risorse sulla strada che ha già prodott0 risultati , cioè quella delle staminali adulte. Inoltre allo stato attuale, fare ricerca per le staminali sull'embrione significa distruggerlo. E l'embrione rimane sempre il primo stadio della vita umana. Dunque distruggere consapevolmente un embrione è omicidio.

sabato 15 settembre 2007

per Il Vaticano tenere in vita un vegetale è rispettare la dignità di una persona

Per la Congregazione per la dottrina della fede un paziente in stato vegetativo anche permanente và sempre curato perchè rimane una persona che mantiene inalterata la sua dignità. è sempre difficile stabilire il confine tra un assitenza caritatevole e l'accanimento terapeutico ma l'interogativo che mi pongo è individuare dove sia la tutela della dignità di una persona nella somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali, con tubetti e tubicini vari. La mia sensazione è che siamo di fronte a disposizioni in cui entra in gioco più l'elemento giuridico e morale che la compassione verso che soffre. Gesù Cristo nel suo calvario, avrebbe accettato di veder prolungare all'infinito le sofferenze della croce in nome della difesa di un concetto come quello della dignità umana, che così come formulato dal santo Uffizio sembra tanto lontano quanto astratto?

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070801_risposte-usa_it.html