venerdì 3 settembre 2010

7 miliardi di euro per assumere gli insegnanti precari. Sintesi di una scuola al collasso

Secondo i calcoli del TG la 7 ( edizione delle 20 del 2 settembre) assumere i 232000 insegnanti precari di elementari, medie e superiori costerebbe allo Stato una cifra di 7 miliardi di euro annui, 5,5 miliardi al netto dei contributi. Chi si indigna contro le dichiarazioni della Gelmini che ha espresso l'im possibilità di assumere tutti i precari avrebbe il dovere di dire preventivamente dove si vanno a prenderli i soldi per coprire una simile spesa. Dalle tasche dei cittadini già tartassati?




Per capire meglio di cosa si parla si prenda qualche dato dal rapporto Ocse, Education at a glance del 2009.
Il 92 % delle risorse spese in Italia per l'istruzione proviene da fonte pubblica ( tabella b31)
L'Italia ha una spesa media per studente ( compresa l'università) di 8263 euro annui contro la media OCSE di 7840 euro ( tabella b1a)
Le risorse sull'istruzione spese dall'Italia sono destinate sopratutto alla spesa corrente (95,1% nella scuola primaria e 96% nella scuola secondaria contro una media OCSE del 91,7% e del 92%) rispetto alla spesa in conto capitale. Della spesa corrente la fetta più grande è destinata al pagamento degli stipendi ( 83, 9% nella scuola primaria e 84,2% nella scuola secondaria contro la media Ocse dell' 80 e del 79, 4% ). Anche la spesa per gli stipendi degli insegnanti è al di sopra della media Ocse ( 67,8 contro 63,6 della media Ocse per la scuola primaria e 68,1% contro 63,8% della media Cose per la scuola secondaria) (tabella b62a)
Ciò nonostante i docenti ricevono uno stipendio annuo nettamente inferiore a quello dei loro colleghi negli altri paesi OCSE ( 24945 euro come stipendio iniziale per un insegnante di scuola contro i 28687 dell'OCSE e per un insegnante di scuola secondaria con il massimo grado gerarchico 42179 euro contro lo stipendio medio Ocse di 54400) ( tabella td 3.1 e seguenti).
l'elemento che più pesa nella spesa è il tempo che i ragazzi trascorrono a scuola (tabella tb7): la scuola italiana è progettata tenere i ragazzi a lungo in classe ( per un numero di ore all'anno decisamente superiori alla media Ocse; tabella D1 e seguenti) e per questo occorre pagare molti insegnanti ( più di quelli che sarebbero necessari) con stipendi bassi e senza alcun riconoscimento della qualità del lavoro fatto . Gli unici elementi che determinano l'entità della retribuzione sono l'anzianità di servizio e lo stato di famiglia ( se si è sposati o meno e quanti figli si hanno; tab. tD3a)

Il risultato della scuola così congegnata è non preparare adeguatamente gli studenti ( i ragazzi italiani sono al 29° posto per l'apprendimento scientifico nella classifica OCSE-PISA) e non premiare la meritocrazia tra gli insegnanti. Per ovviare a questo occorrerebbe rivoltare la scuola come un calzino rinunciando a logiche corporative basate sull'idea che uno stipendio basso ma sicuro per tutti sia da preferire rispetto al riconoscimento ai migliori del proprio contributo validamente offerto.

P.S: in molti blog si propone l'eliminazione degli insegnanti di religione e del finanziamento alle scuole private. Indipendentemente dalle valutazioni di merito su questi provvedimenti, eliminare entrambe queste spese non risolverebbe il problema: gli insegnanti di religione in Italia sono 26000 di cui 14000 di ruolo. I Finanziamenti diretti alle scuole private al 2005 ammontavano a 500 milioni di euro annui .
Come si vede si tratta di numeri troppo esigui per coprire la spesa dell'assunzione a ruolo di tutti i precari.

3 commenti:

Roberto Scalia ha detto...

grazie per il commento su nodoingola

storico ha detto...

grazie a te per la visita :)

Anonimo ha detto...

Anche se eliminare gli insegnanti di religione (che altro non sono se insegnati di cristianesimo/cattolicesimo in uno stato che dovrebbe essere laico secondo costituzione) e i finanziamenti alle scuole private (se sono private è perché qualcuno ha soldi da investire per guadagnarne ancora di più, quindi perché questo qualcuno dovrebbe usufruire anche dei soldi pubblici rimane un mistero) non risolleverebbe il problema (stando solo alle tue fonti), potrebbe comunque essere un inizio.
Il problema non sono ne' la destra, ne' la sinistra, ma i politici e il potere che la politica porta con se'. Se non sbaglio, lo scorso anno era stata votato quasi all'unanimita' un nuovo incremento nello stipendio dei parlamentari...e vogliamo paragonare il lavoro di un parlamentare con quello di un insegnante? E la differenza tra i loro stipendi? I politici mangiano i nostri contributi, e ciò genera una mancanza nei fondi per istruzione, sanità, e tutto ciò che dovrebbe essere libero e gratuito. Viviamo in un meccanismo di soli ricchi per ricchi.