domenica 29 novembre 2009

Rubbia: per il futuro puntare sul solare. E per il presente?

Il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia in un intervista a Repubblica invita a puntare come fonte energetica sul solare termodinamico piuttosto che sul nucleare che continua ad avere gli stessi problemi di 40 anni fa in termini di resa e di smaltimento delle scorie. Un'opinione che farà felici gli ambientalisti ma che in realtà non da una soluzione ai problemi. Rubbia infatti guarda al futuro, e per il il futuro tutti sanno essere dei maghi. ma se si guarda alle previsioni fatte in passato si vede che Rubbia qualche difetto di veggenza lo aveva avuto giacchè solo pochi anni (2003) addietro puntava sul nucleare e sul carbone "puliti". Per il presente dobbiamo prendere atto che gli Stati Uniti continua a servirsi come fonti sopratutto di petrolio e nucleare e la Gran Bretagna di carbone e petrolio. Mentre la Spagna che è lo Stato più avanti riesce a coprire con le fonti rinnovabili circa il 20% della sua domanda di energia. per cui giusto guardare alle energie pulite con uno sguardo all'ambiente, ma senza dimenticarsi che per ora abbiamo ancora bisogno dei combustibili fossili e del nucleare.

9 commenti:

Marco ha detto...

Dato che per fare una centrale nucleare ci vogliono circa 10 anni, direi che è meglio pensare al futuro.

storico ha detto...

Si devono fare tutte e due le cose.
Dieci anni passano in fretta, Marco, il futuro è già nel presente. Sappiamo cosa ci possono dare le fonti energetiche tradizionali, dobbiamo ancora capire invece le reali potenzialità di quelle alternative.

Marco ha detto...

E' un argomento che affronto spesso anche io e penso poche semplici cose. E' questione di priorità: 1)risparmio energetico, 2) fonti rinnovabili, 3) nucleare.
Il giorno in cui vedrò che il governo affronta seriamente i primi due punti potrò prendere in considerazione il nucleare. Ora, purtroppo non ci sono le prime due condizioni.

storico ha detto...

comprendo il tuo punto di vista, ma la priorità è assolutamente un altra.
l'Italia ha il costo dell'energia elettrica più alto del Continente Questa è una delle concause che stanno mettendo in seria crisi il nostro sistema produttivo. Senza energia in abbondanza e a basso costo non è possibile sostenere la competizione a livello globale.
Occorre quindi dotarsi di un piano energetico a vasto raggio, cosa che da noi manca da decenni e per fare ciò non ci possiamo permettere come è stato fatto in questi anni di porre dei veti ad alcuna fonte energetica, nemmeno al nucleare. I posti di lavoro persi, le industrie che chiudono sono una conseguenza di questo atteggiamento miope.

Marco ha detto...

Era proprio a questo punto che volevo arrivare. Tu dici: la priorità è il deficit di energia perchè dobbiamo competere nel mondo. Perfetto. Hai ragione: dobbiamo competere. Vediamo cosa sta facendo il mondo: in Europa solo la Finlandia sta costruendo una centrale, tutti gli altri paesi (germania in primis) hanno programmazioni energetiche che stanno escludendo il nucleare. Solo la Cina e l'Iran (due paesi noti per la loro democrazia) considerano il nucleare come una priorità. Vogliamo essere competitivi e creare posti di lavoro: il mercato dice chiaramente di puntare sulle fonti di energia rinnovabile. Per motivazioni economiche e ambientali il nucleare è di fatto una soluzione che non può essere prioritaria.

storico ha detto...

stanno escludendo il nucleare solo a parole. se vai a vedere l'approvvigionamento energetico dei singoli paesi (e nel post ne cito alcuni con i relativi link) il nucleare continua a essere tra le due-tre fonti ancora maggiormente utilizzate. Solo la Gran Bretagna che, però si serve del carbone ( che incide sul CO2) in grande quantità, ricava una percentuale molto ridotta del suo fabbisogni dall'atomo:

Marco ha detto...

Ad oggi è certamente vero. Il nucleare incide. Ma tra 10/15 anni quando l'Italia aprirà il primo impianto? Le politiche degli altri paesi sono per limitare il nucleare non per aumentarlo.

Anonimo ha detto...

Alcune precisazioni sui link.

1. in Spagna l'eolico è tra il 20 e il 30%, l'idroelettrico tra il 10 e il 20%. Il link che hai dato riporta dati giornalieri che variano molto da giorno a giorno.

2. Il video di Rubbia che parla di "carbone pulito" è tagliato proprio nella parte in cui Rubbia precisa che "rimane il problema di emissione di CO2 che è responsabile dei cambiamenti climatici".
Tra l'altro nel 2005 Rubbia stava già lavorando sul "solare termodinamico" (in Italia prima di essere cacciato in Spagna).
Il senso della sua risposta è dire che tra le alternative "sporche" il carbone è la meno peggio.

Quello che si sta facendo in Italia è puntare sul nucleare "per il futuro", non certo per il presente. Visto che i tempi e i costi della realizzazione di centrali si ammortizzeranno tra decenni.

storico ha detto...

1. in Spagna l'eolico è tra il 20 e il 30%, l'idroelettrico tra il 10 e il 20%. Il link che hai dato riporta dati giornalieri che variano molto da giorno a giorno.

Il link riporta valori giornalieri ma vengono registrati anche i valori dei giorni e dei mesi prima dove si può verificare facilmente che l'eolico è un fonte che presenta accanto a punte giortnaliere che superaono il 30% giorni in cui si arriva al 10%.

La produzione media annua è del 20%

http://en.wikipedia.org/wiki/Renewable_energy_in_Spain


Il video di Rubbia che parla di "carbone pulito" è tagliato proprio nella parte in cui Rubbia precisa che "rimane il problema di emissione di CO2 che è responsabile dei cambiamenti climatici".

il video di Rubbia è tratto dalla puntata del 10 maggio 2003 di Striscia la Notizia ( e non del 2005 come erroneamente riportato). Il contenuto del video invece riporta in maniera corretta le opinioni del professore. a tal proposito cito il riassunto del servizio dal sito di Striscia:

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/bin/48.$plit/P_35_56_indexstory_listapdf_itemName_2_binary.pdf

"Dopo le provocatorie dichiarazioni di Beppe Grillo a proposito del carbone come fonte energetica superata e costosa e le repliche dell'Assocarboni, Striscia propone l'autorevole parere del premio Nobel Carlo Rubbia. il professore spiega che le riserve di carbone presenti sul nostro pianeta sono sufficente per 200 anni a differenze di quelle petrolifere che si esauriranno in 30 anni al massimo. Tuttavia per briciare carbone è indispensabile utilizzare tecnologie avanzate per tenere sotto controllo le emissioni inquinanti. Tali tecnologie in Italia sono disponibili, ma per la diffusione di C02 ( anidride carbonica) che si diffonde a ampio raggio e causa l'effetto serra, è obbligatorio limitare l'emissione ai parametri stabiliti dagli accordi di Kyoto firmati dall'Italia e da altri paesi.