venerdì 20 febbraio 2009

Le ronde anti stupro nel mirino della sinistra moralista

Il provvedimento del governo che ha deciso di introdurre le ronde all'interno del pacchetto sicurezza ha scatenato le polemiche di parte della sinistra secondo cui esse richiamerebbero i sistemi tipici del fascismo. In realtà le cosiddette ronde saranno dei gruppi di cittadini non armati che facendo della vigilanza passiva segnaleranno alle forze di polizia eventuali turbative dell'ordine pubblico. Il problema non sta quindi nelle ronde ma nell'estemporaneità dei provvedimenti con cui si vuole garantire la sicurezza. La misura delle ronde è assolutamente velleitaria e non c'è certo bisogno di decreto legge per sottolineare il diritto già esistente e utilizzato da anni dai cittadini di potersi riunire collaborando con le istituzioni alla vivibilità del proprio quartiere . Ma se la reazione dell'opposizione è moralistica e ideologica essa non può fornire alcun contributo per affrontare in maniera costruttiva i problemi e non fa che favorire la popolarità dei provvedimenti che in realtà vorrebbe contrastare.

2 commenti:

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

Non credo sia questione di moralismo, ma di realismo. Infatti, la sinistra sa bene che questi provvedimenti dall'aria innocente possono trasformarsi in 'armi sociali'. Se pensiamo a come possano evolvere queste ronde... Bisogna pensare sempre all'evoluzione delle cose e le prospettive non sono rosee. La ronda sarà anche legittimata a picchiare, fornendo una scusa qualunque. Questo avverrà. Questo è realismo.
Ciao

storico ha detto...

se la sinistra sapesse bene cosa fare e avesse pensato veramente all'evoluzione delle cose non si sarebbe lasciato alla destra il monopolio della questione sicurezza. le "ronde" sono una risposta al desiderio di sicurezza della popolazione. del tutto insufficiente ma è un qualcosa che si contrappone al nulla della sinistra. e sono assolutamente pacifiche.non è vero che sono legittimate a picchiare. affermare questo è indice di moralismo. quello stesso moralismo che si contenta di criminalizzare le proposte dell'avversario politico senza preoccuparsi di dare una risposta alle esigenze delle persone.