sabato 21 febbraio 2009

Il legame tra delinquenza e immigrazione clandestina. lo studio di Marzio Barbagli

Il sociologo Marzio Barbagli si è occupato da anni dei legami tra immigrazione e sicurezza. ed è tendenzialmente orientato a sinistra. Ebbene Barbagli nel suo recente saggio"Immigrazione e sicurezza in Italia" (ed. Il Mulino), sottolinea un dato che dovrebbe mettere in crisi il perbenismo ideologico della sinistra: la quota degli stranieri sul totale delle persone denunciate per stupro sono passate, negli ultimi 20 anni, dal 9 al 40%. In testa alla classifica degli stupratori, i romeni (più che raddoppiati in tre anni), seguono i marocchini e gli albanesi. E la percentuale di stranieri denunciati per reati è aumentata negli ultimi anni. Un problema reale, non solo propaganda politica che va affrontata dando risposte ai cittadini per evitare la diffusione del razzismo che si scatenerebbe se si continuasse con un atteggimento di inerzia


Rispetto alla nazionalità degli autori di violenze sessuali (dal 2004 al 2007) spicca l'avanzamento significativo dei cittadini romeni (da 170 a 447). La classifica segue con i marocchini (243-296), gli albanesi (127-153), i tunisini (80-121), peruviani (22-40), equadoregni ( 30-35), indiani (25-42), algerini (23-19).

“A commettere reati sono soprattutto gli stranieri che non hanno il permesso di soggiorno. Per quanto riguarda invece gli immigrati regolari, i dati mostrano che la relazione diretta fra immigrazione e criminalità scompare. "A parità di condizione economica e di integrazione familiare, gli immigrati regolari sembra che violino le norme penali con la stessa frequenza degli autoctoni”

2 commenti:

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

Ma l'ultimo capoverso non è in contraddizione?

storico ha detto...

beh non mi pare.... il prof Barbagli sottolinea che l0eesere immigrato clandestino con la precarietà e la difficoltà di integrazione che ne consegue favorisce il reclutamento da parte della criminalità. quanod l'immigrato ha un lavoro e si integra nella vita sociale non si registrano invece differenze particolari con gli italiani per ciò che concerne le statistiche sulla devianza