mercoledì 3 dicembre 2008

Un'altra bugia anticlericale: il Vaticano contro la tutela dei disabili

Dopo la falsa notizia sul reato di omosessualità ecco gli anticlericali tornare all'attacco con un'altra perla di intolleranza. Il Vaticano si rifiuterebbe di firmare la convenzione ONU dei diritti dei disabili e questo testimonierebbe la scarsa sensibilità della Santa Sede sulla questione. In realtà chi pone la notizia in questo modo dimentica due elementi importanti. Il primo è che il Vaticano ha contribuito alla redazione del testo e che la radio Vaticana descrive oggi la Convenzione Onu come un "passo importante sulla via delle pari opportunita' per i 650 milioni di disabili del mondo, circa il 10 per cento della popolazione globale, molti dei quali si vedono ancora negare i diritti fondamentali, quali il pari riconoscimento davanti alla legge, la liberta' di espressione e di opinione, l'esercizio del voto e altre forme di partecipazione alla vita politica e pubblica". Per Radio Vaticana, "tra gli aspetti piu' rilevanti del testo figura l'insistenza sulla sicurezza personale e di vita, mediante l'accesso dei disabili in situazione di poverta' al sostegno da parte dello Stato sul piano economico, psicologico e sanitario". "Nei Paesi in via di sviluppo - riconosce l'emittente - la disabilita' e' fortemente collegata alla poverta' ed e' spesso sinonimo di esclusione dall'istruzione e dall'assistenza sanitaria, soprattutto nel caso della popolazione femminile e infantile. Il protrarsi di tale forme di emarginazione rendono quindi necessaria la ratifica e l'implementazione della Convenzione, anche ai fini del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Agli Stati si chiede dunque di procedere rapidamente alla ratifica della Convenzione e di formulare politiche e programmi che abbiano un'efficace ricaduta sull'esistenza delle persone con disabilita".
E allora come mai la Santa Sede non firma la convenzione?Perchè all'interno vi è un articolo che è del tutto incompatibile con la sua posizione a difesa della vita. Si tratta dell'articolo 10 in cui si prevede che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l'aborto. Il che introduce una contraddizione nello stesso testo: da un lato si intendono tutelare i disabili da nati, ma prima che vengano al mondo li si può anche far fuori

3 commenti:

bp ha detto...

e le 100000 buone ragioni da te citate per firmare, che fine fanno?

storico ha detto...

adoro questi commenti ermetici..... :)

Anonimo ha detto...

beh,siamo in attesa di una risposta..le buone ragioni ke la chiesa avrebbe avuto per firmare??