La Corte costituzionale spagnola ha accolto l'insieme dello Statuto dell'autonomia catalana ma ha respinto alcuni elementi fondamentali come il principio che la Catalogna possano essere nazione e l'uso preferenziale della lingua catalana nell'amministrazione.
Questo depotenziamento dello Statuto non è stato ben digerito a barcellona e ciò incrementa le difficoltà per Zapatero che ha bisogno dell'appoggio dei partiti autonomisti per mantenere la fiducia al Congresso.
La grana dell'autonomia della Catalogna si abbatte su Zapatero
Nel g 20 di Toronto Obama dice no a più poteri alle banche centrali
Durante il g 20 di Toronto si è deciso che i Paesi membri dovranno dimezzare il loro deficit entro il 2013. Se attuata sarebbe una misura importante. Va però ricordato che spesso ciò che viene deciso non viene effettivamente realizzato dai singoli Stati e che riunioni come il g8 e il g20 sono occasioni in cui i leader politici cercano di lustrare la loro immagine più o meno appannato a scapito dell'assunzione di impegni vincolanti. In questo senso sarebbe stato fondamentale trovare un accordo per restituire alle banche centrali maggiori poteri di controllo sull'attività delle banche, ma a ciò si è opposto Obama e la delegazione americana nonostante le pressioni europee
L'Italia del calcio al collasso dopo i mondiali in Sudafrica. Perchè Lippi lascia e Abete no?
L'Italia di Lippi esce dal primo turno della Coppa del mondo di calcio, e per la prima volta nella sua storia senza vincere nessuna partita nella fase finale. Ad eliminarci non sono state Brasile o Argentina., ma paraguay e Slovacchia, due oneste compagini senza grandi valori tecnici ma con un umiltà e una determinazione mancata agli azzurri. A precederci nel girone persino la Nuova Zelanda, numero 78 del ranking Fifa, con soli 4 professionisti nella rosa composta per lo più da calciatori dopolavoristi.
La figuraccia sudafricana non giunge inaspettata. L'anno precedente in Confederations Cup si erano collezionate magre esibizioni e nel giro di pochi mesi gli azzurri avevano subito due nette sconfitte dal Brasile ( 2-0 e 3-0) , a indicare l'accresciuto gap da recuperare dalle nazionali di punta. Nel frattempo Lippi di fronte agli scricchiolii che si manifestavano non solo non si è adoperato per risolverli ma li ha aggravati fino a giungere al crollo finale. Il c.t ha tenuto pochissimo conto di ciò che aveva espresso il campionato: lasciando a casa coloro che avevano offerto un buon rendimento come Cossu, Balzaretti e Poli, non tendendo conto della qualità e dell'accresciuta maturità di Cassano, preferendo portare a tutti i costi i suoi pretoriani Camoranesi e Gattuso pur reduci da una stagione ampiamente negativa; si è dimostrato confuso lasciando a casa il miglior centrocampista della stagione Perrotta, preferendogli un Marchisio in evidente imbarazzo nel giocare da incursore dietro le punte, ruolo che non gli si addice e che invece è tagliato su misura per il romanista. Discorso diverso va fatto per Balotelli, reclamato a furor di popolo nel gruppo , ma che invece secondo me durante in virtù delle intemperanze all'Inter non si è meritato di far parte del gruppo. ma anche durante la competizione mondiale si è proseguito negli errori, inserendo giocatori fuori ruolo e ignorando elementi come Quagliarella e Maggio che appena una volta inseriti alla prova dei fatti si sono dimostrati i più in forma.
Rimedi tardivi dettati più dalla disperazione che dalla logica.
L'Italia pallonara torna dunque a casa a capo chino. Lippi lascia l'incarico; invece chi lo ha scelto rimane in sella. Il presidente della Federazione Abete annuncia di non aver alcuna intenzione di dimettersi e di avere la coscienza a posto. Resta il fatto che durante la sua gestione si è passati dal titolo di campione del mondo e da un medaglia di bronzo olimpica alla peggiore spedizione mondiale di sempre e a un Under 21 a forte rischio di eliminazione per gli Europei con conseguente perdita dopo trent'anni del treno a cinque cerchi. dati che dovrebbeero indurre a fare un passo indietro anche chi tiene le redini del calcio patrio
Sul futuro diella Fiat di Pomigliano l'ombra del sindacalismo massimalista
La Fiat ha proposto un piano di 700 milioni di euro di investimenti per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco. Va ricordato che i motivi per cui la Fiom, unico tra i sindacati ad essersi opposto all'accordo, non riguardano la durezza prevista per i turni di lavoro ma due clausole che dovrebbero limitare le assenza in massa per malattie per ragioni non di salute ( la partita di calcio del mercoledì per intenderci) e gli scioperi indetti in violazione degli accordi sottoscritti. Si tratta di misure legittime , assolutamente non contrastanti con la Costituzione, aventi come obiettivo la tutela della necessaria produttività. La maggioranza dei lavoratori l'ha capito dando il proprio assenso all'accordo. Ma il 37% di lavoratori contrari potrebbe indurre la Fiat a lasciare la produzione della Panda in Polonia per timori di boicottaggi. Sarebbe una brutto segnale di immagine per l'Italia , un Paese che nell'Unione Europea riesce ad attrarre investimenti esteri meno di tutti, Grecia esclusa
Il Belgio a rischio disgregazione sotto la spinta dei secessionisti delle Fiandre
la vittoria dei secessionisti delle Fiandre nelle elezioni politiche del Belgio. non è affatto sorprendente. il ricco Nord fiammingo si tiene sulle spalle il sud vallone francofono che da anni vede il suo sistema industriale in difficoltà. D'altronde il sistema federale non si è rivelato efficace, ma anzi piuttosto costoso in quanto le decisione sull'imposizione fiscale è rimasto di competenza dello stato centrale, lasciando alle regioni la discrezionalità di come impiegare le risorse a loro trasferite. per questo i fiamminghi spingono per modificare l'assetto istituzionale belga in una confederazione. Una tendenza centrifuga che si somma a quelle già in atto in Spagna, Italia e Inghilterra e che getta ombre sulla futura compattezzaz dell'Unione Europea
La Turchia di Erdogan lontana dall'Occidente, vicina ad Hamas ed Iran
Per il primo ministro della Turchia Erdogan Hamas non è un gruppo terroristico, ma un movimento di resistenza che difende la propria terra.
Era solo il 1996 quando Turchia e Israele raggiungevano un accordo in funzione antisiriana. Ma è come se fosse un altra epoca: da quando è andato al potere nel 2002 con il suo partito filoislamico AKP, Erdogan ha operato un deciso riavvicinamento a Siria e Iran come contrappeso alle difficoltà del suo paese di farsi accettare come membro dell'Unione Europea. E contestualmente sul piano interno erodeva gradatamente le fondamenta della laicità dello Stato di ispirazione kemalista, svincolandosi dal controllo dei militari che fino ad allora di quel principio erano stati inflessibili tutori anche ricorrendo a soluzioni autoritarie.
La Turchia intende giocare un ruolo di primo piano nello scacchiere mediorientale, forte dell'acquisita potenza come forza militare convenzionale ( e forse nucleare in ambnito Nato e del suo ruolo di punto di transito delle fonte energetiche )( gas e petrolio) verso l'Europa occidentale. E con Erdogan difficilmente starà a fianco di Israele.
Dopo l'assalto con vittime alla Freedom Flottiglia Israele rischia l'isolamento internazionale
Sangue al largo di Gaza: uno scenario che ha visto da una parte pacifisti o sedicenti tali con bombe molotov e spranghe da spaccare in testa agli odiati israeliani , dall'altra i soldati dal grilletto facile. E' di 10 morti il bilancio dell'attacco di Israele alla flottiglia pacifista che portava a Gaza aiuti umanitari. Un convoglio finanziato dalla IHH, una ONG turca dietro cui si nasconderebbe una organizzazione islamista radicale in relazione con i Fratelli Musulmani e con Hamas. E sullo sfondo il governo turco di Erdogan avvicinatosi alla Siria e all'Iran, pronto ad accusare Israele di terrorismo di Stato.
Una provocazione quella della Freedom Flottiglia, nella quale Israele è cascata in pieno. Non solo a causa delle vittime provocate, ma anche perchè l'assalto è avvenuto in acque internazionali. Israele sostiene di aver diritto di tutelare il suo blocco navale posto su Gaza anche al di fuori delle acque territoriali e di aver preventivamente avvertito via radio la flottiglia dell'esistenza del blocco. Ma resta l'impressione di una operazione gestita male e finita peggio ( perchè ad esempio l'uso dell'esercito e non della polizia?) Tel Aviv rischia l'isolamento internazionale; tanto più dopo il rifiuto di aderire a una commissione internazionale che indaghi sull'accaduto.
Maneggi e illegalità in Rai e il dietrofront di Santoro
Contrordine compagni: il prode Santoro fa marcia indietro e rinuncia eroicamente al compenso milionario che la Rai gli offriva per rinunciare la contratto da dipendente e lavorare come collaboratore esterno, ovviamente dopo aver subodorato un crollo della popolarità presso il suo pubblico di aficionados.
Il buon Santoro avrebbe preteso che l'accordo venisse reso noto una volto concluso. La fuga di notizie a sua dire ha leso la sua dignità. Io penso invece che abbia provvidenzialmente evitato ai contribuenti l'ultimo salasso nell'infinita serie di sprechi di cui si è resa protagonista la tv di Stato. Se non bastasse In viale Mazzini per il 2009 hanno presentato un bilancio con un passivo di 61,9 milioni di euro. E la Corte dei Conti ha rilevato una serie di illegalità nella gestione; in Rai non viene resa pubblica la contabilità separata così da non consentire ai contribuenti di sapere come vengono spesi i soldi del canone. Contabilità separata che i dirigenti puntualmente rispolverano solo quando si tratta di batter cassa per chiedere un aumento dell'importo dell'abbonamento. La magistratura contabile rilevava anche la disapplicazione della norma che dal 2008 richiederebbe la pubblicazione su Internet dei dettagli dei compensi per le consulenze esterne. Peccato che a tutt'oggi la relativa pagina web sia ancora in allestimento.
Ordinaria illegalità del servizio pubblico.Tanto paga Pantalone!!!
Quelli che difendono Santoro
Quelli che difendono Santoro sono i numi tutelari dei proletari e della giustizia sociale che però plaudono a un compagno che gridando alla persecuzione, si arraffa 16 milioni di euro del servizio pubblico. Sono quelli a cui non piace l'Italia non perché loro sarebbero capaci di crearne una migliore ma perché in questo momento al potere ci sta un Cavaliere che si fa i propri comodi. Loro odiano quel Cavaliere e chi li ha consegnato l'Italia. Ma in verità vorrebbero essere come lui. E si cercano come Santo protettore il suo alter ego, che ha abbandonato il suo scranno al parlamento europeo dopo soli sei mesi di mandato. I Santoriani sono gli arciitaliani, provinciali ed esterofili allo stesso tempo, i furbetti pronti a giustificare il principe dei furbi. Perché vuoi mettere la goduria di vedere partecipare uno di loro al magna magna......
Thailandia: le cause del conflitto tra i fedeli di Shinawatra e l'esercito
L'origine delle violenze di questi giorni in Thailandia va ricercata nel settembre 2006 quando l'allora premier Shinawatra venne defenestrato da un colpo di stato. Takhsin Shinawatra, magnate delle comunicazioni, ha reso i ceti rurali thailandesi dei protagonisti della politica. Ma quando parte della sua azienda, la Shin corporation, venduta ai fondi sovrani del Singapore fu accusato di aver messo pericolo la sicurezza economica.
Il passo falso di Shinawatra fu di essersi contrapposto al re come figura paternalista di aiuto ai disagiati. Takshin invece ha fornito questo aiuto ai contadini non solo retoricamente come fa il re ma con un concrete politiche. Da qui si comprende perchè le camicie rosse ( esponenti proprio di quel ceto contadino) la cui protesta viene repressa dall'esercito, diano consenso a Shinawatra. E ciò disturba le élite cittadini e industriali che sostengono l'attuale potere
Gli anatemi veneti contro Roma olimpica
Il Coni ha scelto Roma come candidata ufficiale dell'Italia per le Olimpiadi del 2020. La bocciatura di Venezia ha scatenato gli strali campanilistici dei politici locali: l'ex sindaco Cacciari ha definito l'esclusione di Venezia "una scelta miope"e il governatore del Veneto Zaia ha parlato di scelta politica di cui "non condivide nè il metodo né il metodo". C'è poi chi all'interno del Carroccio ha riproposto l'antico linguaggio parlando di scelta romanocentrica.
Al di là del fatto che le ultime Olimpiadi Italiane sono state organizzate nel 2006 nel profondo nord, a Torino, in realtà la decisione di puntare su Roma appare ineccepibile: la Capitale si presentava con requisiti nettamente migliori di Venezia per le infrastrutture, per i trasporti, per gli impianti già a disposizione e per l'esperienza nell'organizzare grandi eventi sportivi ( l'ultimo dei quali, il mondiale di Nuoto del 2009 ha ricevuto un generale apprezzamento ).
I casi di Seoul, Barcellona e Sydney mostrano come organizzare un evento come l'Olimpiade può essere una grande occasione di sviluppo e promozione non solo per Roma ma per tutto il Paese. A patto di agire in spirito di collaborazione mettendo da parte i particolarismi.
Da Michele Santoro a Sant'oro. La Rai versa 16 milioni di euro al martire della libera informazione
il difensore dei proletari Michele Santoro chiude la sua avventura di Annozero battendo cassa: ottiene un contratto di collaborazione di 24 mesi con due annualità di buonuscita (due milioni di euro), con annessa possibilità di produrre dieci docufiction in prima serata e due miniserie Tv da 1 milione e duecento euro l’una, per un totale di circa 16 milioni di euro.
Un salasso perpetrato ai danni del servizio pubblico, pagato da tutti gli abbonati proprio in un periodo in cui la crisi economica richiede ai comuni mortali sacrifici quotidiani. Naturalmente il prode Michele non perde l'occasione per presentarsi al suo pubblico come vittima di mobbing da parte dell'ostile dirigenza Rai, altra faccia di questa indecorosa vicenda. Non mi ricordo casi di martirio così ben ricompensato. Se i fedelissimi di Sant'oro vogliono credere a questa sua ennesima recita melodrammatica potrebbero anche decidere di fare una colletta per pagare il robusto onorario del loro protettore . Ma in mancanza di ciò risulta difficile da digerire il fatto che a scucire i soldi debbano essere tutti i cittadini.
Berlusconi riapre a Casini. Ma la Lega frena
Preoccupato che la frattura con Fini e i problemi giudiziari di alcuni suoi luogotenenti possano avere ripercussioni sulla solidità del suo governo Berlusconi starebbe pensando di provare a reintegrare nella maggioranza di governo l'ex alleato Casini. Un'eventualità che non entusiasma Bossi. E a parole nemmeno lo stesso leader dell'UDC sembra propenso a prendere in considerazione. Ma non è detto che l'astinenza dalle poltrone non lo induca a cambiare idea....
L'Euro: debolezza di una moneta senza Stato
La crisi finanziaria sta mostrando la debolezza dell'euro. La reazione dell'Unione Europea di fronte agli scossoni dei mercati è stata troppo lenta e la si è pagata con la spesa di soldi pubblici per centinaia di miliardi di euro. E forse potrebbero non bastare. Ci si interroga come possa funzionare una moneta che non ha dietro uno Stato ma che deve essere gestita a più voci da Paesi conservano pregiudizi reciproci
Può funzionare uno unione economica senza un unione politica forte?
Bondi contro Draquila: tragicommedia sul liberalismo di destra
Il ministro dei Beni Culturali Bondi ha annunciato alcuni giorni fa che non andrà al Festival di Cannes in segno di protesta contro l'ammissione del documentario Draquila di Sabina Guzzanti che a suo dire offenderebbe l'Italia.
Personalmente ritengo che Draquila sia un opera di buon livello che ha il pregio di indagare sui retroscena dell'onera di ricostruzione de L'Aquila a seguito del terremoto del 2009. E si pone domande la cui legittimità è confermata dalle recenti inchieste giudiziarie sugli appalti della Protezione civile.
Ma anche si fosse trattato di un prodotto mediocre quando un ministro cerca di fare terra bruciata attorno a un opera che non gli piace fa un cattivo uso del suo ruolo politico. Non certo un bel segnale per chi ha a cuore la libertà di espressione in Italia. L'ennesimo indizio della singolare interpretazione del concetto di liberalismo predominante tra gli uomini della destra al governo












