lunedì 15 novembre 2010

La vendetta della Lega contro Montezemolo

Poche settimane fa l'associazione Italia Futura di Montezemolo definì la Lega corresponsabile dell'impoverimento del Paese. Il Carroccio se l'è legata al dito e per bocca di Calderoli e Castelli ha colto l'occasione della perdita del mondiale di F1 da parte della Ferrari per imputare al suo presidente la responsabilità della sconfitta sportiva e chiederne le dimissioni.
Emerge in tutta evidenza una differenza: mentre un cittadino come Montezemolo ha il diritto di entrare nel merito delle politiche dei partiti facenti parte della maggioranza di governo del suo Paese, degli esponenti politici non hanno alcun titolo per valutare i risultati ( in questo caso sportivi) e la gestione di un azienda privata e commettono un abuso potenzialmente destabilizzante. Tra l'altro l'affondo leghista è parziale anche nel merito perché volutamente dimentica che La Ferrari sotto la presidenza Montezemolo ha vinto sei mondiali piloti e otto mondiali costruttori .
Forse era proprio questo che volevano al Carroccio: creare delle polemiche per poter far confluire il cavallino rampante nella propria sfera d'influenza.

domenica 14 novembre 2010

Birmania: la liberazione di Aung San Suu Kyi un contentino del regime militare

Aung San Suu kyi, la dissidente birmana che ha trascorso agli arresti 15 degli ultimi 21 anni è stata liberata dal regime militare. Non a caso pochi giorni dopo le elezioni farsa indette dal governo di Rangoon :ciò a indicare come pur trattandosi di un fatto importante, uno dei tanti contentini che i generali danno ogni tanto alla comunità internazionale.
La realtà della Birmania è fatta di quotidiane violazione dei diritti umani e oltre 2000 oppositori ancora imprigionati. La Strada da percorrere per giungere alla democrazia è ancora lunga e tortuosa.

giovedì 11 novembre 2010

Ruby: Il pm Fiorillo smentisce la versione di Maroni. Chi tra i due dice il falso?

Il pm dei minori Anna Maria Fiorillo esce allo scoperto contesta la versione dei fatti esposta in Parlamento da Maroni e dichiara di non aver mai autorizzzato l'affido di Ruby alla Minetti e di aver disposto l'affido della ragazza ( allora minore) a uno
E' evidente che uno dei due mente. Ma se sono sono chiare le motivazioni che potrebbero indurre il ministro dell'Interno a coprire una verità scomoda per il suo presidente del Consiglio, non si vede per quale motivo il magistrato dovrebbe dichiarare un qualcosa che potrebbe essere facilmente smentito dai documenti.
Infine stante la evidente divergenza di posizioni tra Maroni e la Fiorillo appare dubbia anche l'opportunità che la procura di Milano archiviasse la posizione giudiziaria della questura su una vicenda i cui contorni risultano tutt'altro che chiariti.

CGIL: Camusso alla prova delle barricate FIOM


Il neo segretario della GCIL Susanna Camusso viene dalla Fiom, da cui poi si è allontanata per contrasti con la linea massimalista emersa nel sindacato dei metalmeccanici. Ora queste divergenze riemergono nell'accusa rivoltale da Landini e soci, di dialogare troppo con Confindustria.
Fa bene la Camusso a cercare di intavolare un dialogo, sia pure da posizioni critiche, con la Condindustria, in quanto naturale controparte del sindacato. Evidentemente però secondo i dirigenti FIOM l'unico approccio con gli industriali deve essere quello del lancio di petardi e uova marce.
Il più grave errore di Epifani è stato proprio quello di essere succube delle poszioni FIOM. E' auspicabile che la Camusso nell'interesse dei suoi associati sappia distanziarsi dal suo successore.

martedì 9 novembre 2010

Boom di ascolti per Fazio e Saviano: una lezione di buona tv per Masi


Promossi a peni voti: Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno offerto uno spettacolo capace di ben coniugare leggerezza e riflessione e con i fatti hanno rispedito al mittente le pretestuose polemiche preventive legate alle spese del programma.
Spassosissimo il monologo comico di Benigni con canzone finale immancabilmente dedicata a Berlusconi. Saviano ha ripercorso la vicenda di Giovanni Falcone, triturato dalla macchina del fango durante la sua attività da magistrato e divenuto un eroe della legalità e della lotta alla mafia solo da morto. Importante anche l'appello di Abbado a difesa della cultura.
Con "Vieni via con me" la Rai finalmente ha offerto uno spettacolo degno del servizio pubblico. Un'operazione gradita dalla gente: serata dominata con oltre il 25% di share e 7600000 spettatori hanno seguito il programma. A dimostrazione che si possono coniugare ascolti e qualità: una lezione che il direttore generale Masi farebbe meglio ad imparare alla svelta.

lunedì 8 novembre 2010

A Perugia Fini rompe con Berlusconi. Un punto di non ritorno tra prospettive e ambiguità


Con il discorso alla convention di Futuro e Libertà, Fini attua lo strappo definitivo con Berlusconi in un rapporto logorato da tempo. Lo fa esprimendo con chiarezza un concetto chiave che finora non era stato nemmeno accennato: Berlusconi si deve dimettere altrimenti i ministri finiani abbandoneranno il governo. E' un punto di non ritorno, una condanna di 16 anni di una leadership nel centro destra finora mai messa in discussione, un'affermazione di incompatibilità programmatica con la Lega, alleato sopportato perchè considerato indispensabile alla tenuta della coalizione.
Va detto che la procedura seguita è piuttosto inconsueta e mi fa sorgere parecchi dubbi: Fini apre una crisi ma chiede a Berlusconi di formalizzarla presentando le dimissioni. Un presidente della Camera che da il benservito al presidente del Consiglio e per di più invoca uno sviluppo extraparlamentare suona quantomeno stonato. Scontata la risposta del Cavaliere che non ha alcuna intenzione di cedere lo scettro, sfidando il leader di FLI a porre la sfiducia in Parlamento e mettendo in evidenza la contraddizione di ruoli in cui si muove Fini
Ma le perplessità non finiscono qui: si chiede un nuovo patto di legislatura, come ad affermare che il programma per cui si è ottenuto il consenso degli elettori non è più valido. Non sarebbe più corretto e trasparente rendere conto di questa svolta scegliendo direttamente la strada delle urne?
Infine l'invito a far entrare l'UDC nella maggioranza. Al di là del fatto che bisognerebbe chiedere a Casini, in quanto diretto interessato, cosa ne pensa, Fini può ancora pensare dopo le parole pronunciate a Perugia di poter essere lui stesso ancora alleato di Berlusconi?
Anche nel giorno in cui decide di liberarsi definitivamente del giogo soffocante che lo imprigionava da anni, Fini non riesce a fare a meno di quelle ambiguità che non gli hanno consentito sinora di essere un Leader completo e un'alternativa solida al cesarismo berlusconiano.
Ma se per la prima volta dopo Fiuggi la destra italiana riesce a guardarsi al suo interno e provare a immaginare un Futuro diverso con nuove prospettive lo deve ancora una volta a lui. Sembra tornare la possibilità di riprendere il cammino da quella promessa liberale elaborata dal 1993 al 1995. Appare però logico dubitare dell'adeguatezza di quelle persone che non sono riuscite a realizzarla.

domenica 7 novembre 2010

La Domus dei gladiatori di Pompei, ( e il Nostro Futuro) in macerie

La Domus dei gladiatori di Pompei, è crollata sotto il peso di decenni di incuria. Lasciata al suo destino, un tesoro culturale di inestimabile valore è divenuto un cumulo di macerie.
Il nostro patrimonio artistico che tutto il mondo ci invidia potrebbe divenire una risorsa trainante dell'economia italiana. Saper coltivare il passato potrebbe aprirci la strada a un Futuro di prosperità. E' auspicabile che gli Italiani se ne accorgano prima che crolli anche il Colosseo.

venerdì 5 novembre 2010

Per coprire la crisi la Fed compra bond. Ma è la produzione il vero problema degli USA

La Federal Reserve annuncia un piano di acquisto di titoli pubblici USA per 600 miliardi di dollari. Si spera così di rilanciare la ripresa economica che nemmeno le politiche di Obama sono riuscite a smuovere.
Occorre precisare che questa immissione di moneta è destinata a riversarsi sopratutto all'estero: e non è un caso che la cifra sia la stessa del disavanzo della bilancia commerciale statunitense. Dunque la banca centrale americana compra titoli sperando di coprire l'eccesso di domanda interna e il surplus importazioni sulle esportazioni. Il problema dunque torna alla produzione, alla capacità dell'industria americana di competere a livello globale. E' un problema di strategia industriale che si sta rivelando deficitaria. Gli States hanno puntato tutto sull'Hi-tech, in cui eccellono ma la loro produzione e non viene assorbita dal resto del mondo, mentre hanno ceduto il passo in molti settori tradizionali . Forse è giunta anche oltreoceano l'ora di ripensare al modello di sviluppo

giovedì 4 novembre 2010

Berlusconi, il Pd e la stampella Fini

Berlusconi in occasione delle celebrazioni per il 4 novembre ha stretto la mano a Fini dopo mesi di gelo. Il Cavaliere cerca una stampella politica per la sua traballante immagine. Il leader di Futuro e Libertà sarà disposto a fornirgliela?
E il PD? Dovrebbe partire da una frase del sindaco di Firenze Matteo Renzi: "il governo Berlusconi è all'igienista mentale. Il suo comportamento di questi giorni è inqualificabile. Ma noi dobbiamo tornare a vincere con la politica"

mercoledì 3 novembre 2010

Le elezioni di Mid Term lanciano il Tea Party e bocciano Obama. Bilancio in chiaroscuro di due anni alla Casa Bianca

In America lo chiamano "anatra zoppa" ( lame duck): è il presidente che non dispone di una maggioranza al Congresso. Se le elezioni di mid term non hanno gambizzato "politicamente" Obama di certo lo rendono claudicante per il resto del mandato. I democratici perdono nettamente la maggioranza alla Camera e mantengono un risicato vantaggio al Senato. Il partito del no dei repubblicani ha vinto grazie alle pulsioni populistiche del Tea party.
D'altronde a metà mandato Obama non poteva offrire risultati esaltanti al suo elettorato. La politica economica affidata ai vari Robert Rubin, Larry Summers
e al segretario del tesoro Geihtner, uomuni che erano già nello staff di Clinton caratterizzato dall'aver dato il via allo sfrenato liberismo finanziario che ha poi portato al disastro economico. Era davvero arduo pensare che queste persone potessero essere in grado di stimolare la crescita: e difatti Obama in questi due anni si è trascinato nell'incertezza sull'uso delle risorse pubbliche per salvare le banche oppure per finanziare la produzione e e l'industria.
La riforma sanitaria consentirà a 30 milioni di americani di avere l'assicurazione garantita, ma non ha raggiunto l'obiettivo dichiarato dell'opzione pubblica e i suoi elevati costi restano indigesti a un opinione pubblica scossa dalla crisi.
La green Economy era uno dei cavalli di battaglia del programma obamiano. Il Presidente su questo punto si è però mosso in maniera contradditoria , ad esempio con l'autorizzazione della trivellazioni petrolifere off-shore poche settimane prima del disastro ambientale del Golfo del Messico.
Infine come comandante in capo ha dovuto fronteggiare i malumori dei vertici militari, culminati con l'allontanamento di McCrystal, per una strategia afghana da molti ritenuta inadeguata.
Ora Obama dovrà contrattare il suo programma con un Congresso per molti punti ostile. Ma il suo interlocutore non sarà, come per Clinton, il classico partito repubblicano, con cui vi potevano essere margini di manovra per intavolare un compromesso. Gli uomini emergenti nell'elefante repubblicano sono Rand Paul e Marco Rubio che devono il loro successo alla capacità di cavalcare il malcontento popolare, con slogan che incitano a basse tasse e a un governo debole. E che non hanno alcuna intenzione di collaborare con Obama. Gli Stati Uniti dovranno affrontare i prossimi due anni e cercare di risollevarsi dalla crisi con la prospettiva non certo esaltante di un presidente debole e un Congresso diviso.
Obama ha portato il debito pubblico americano in due anni dal 70% a sfiorare il 100% del PIL con deficit annui a doppia cifra percentuale. Alla Casa Bianca già si preannuncia il Change per il 2012?

Caso Ruby: scagionata la questura; ma sulla telefonata di Berlusconi e l'affido alla Minetti restano i dubbi

Sul caso Ruby la procura di Milano ha concluso stabilendo che la questura ha rispettato formalmente tutte le procedure. Decisiva per l'assoluzione dei funzionari di polizia la procedura fotosegnaletica effettuata dagli agenti della volante che hanno tradotto in questura Ruby e il fatto che la posizione della pm dei minori Anna Maria Fiorillo sia stata meno granitica di quanto descritto inizialmente dai giornali sul rifiuto di affidare Ruby alla Minetti.
Restano in piedi due elementi assai gravi: la telefonata di Berlusconi in cui si chiedeva la liberazione della ragazza in quanto figlia di Mubarak e il fatto che essa sia stata consegnata alla Minetti nonostante secondo quanto scritto dal Corriere vi fossero posti diponibili in alcuni comunità mai contattate dalle autorità milanesi di pubblica sicurezza

martedì 2 novembre 2010

Di Segni ha ragione: la fiction su Pio XII è propaganda cattolica sul dolore degli ebrei della Shoah

Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha definito "Una patacca propagandistica, un'opera apologetica" la fiction di Rai Uno "Sotto il cielo di Roma" riguardante la figura di Pio XII e il suo rapporto con la Shoah.
Il comportamento di Papa Pacelli nei confronto degli ebrei perseguitati è fortemente controverso e i documenti storici non consentono di qualificare nettamente la mancata esplicita condanna della persecuzione nazista da parte del pontefice. Per cui gli storici si dividono nei giudizi tra chi critica il silenzio come un atto di mancato coraggio che forse avrebbe potuto impedire odiosi crimini e chi invece lo reputa necessario ad evitare ulteriori sofferenze.
La fiction ha totalmente annullato questa problematicità riducendo il dramma degli ebrei romani a una favoletta che vedeva ergersi a protagonista Pio XII nella sua immensa pietà umana. Per questo le rimostranze del rabbino sono giustificate e condivisibili.

Sul tema consiglio la lettura del libro di Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII. Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah, Milano, Rizzoli, 2000.

Berlusconi dall'abuso di potere all'omofobia.

Berlusconi alla fiera di Milano: "qualche volta mi capita di guardare in faccia una bella ragazza, ma è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay".
Il presidente del Consiglio passa dalle telefonate alla questura per proteggere le sue amichette all'apologia dei peggiori pregiudizi sugli omosessuali. Dalla padella alla brace. Come può la destra liberale e civile sentirsi rappresentata al vertice da un un personaggio simile? Il Nostro Paese merita di meglio.

lunedì 1 novembre 2010

Dilma Rousseff, prima presidente donna del Brasile


Dilma Rousseff, braccio esecutivo e candidata designata dal presidente uscente Lula, vince in Brasile con il 56% delle preferenze. Sarà la prima presidente donna del Brasile. Sconfitto il socialdemocratico Josè Serra.
Il programma della Rousseff si incentra sulla promessa di garantire i diritti chiave a tutti i brasiliani: alimentazione, dimora degna e pace sociale. In un Paese che aspira anche a divenire una grande potenza globale.
Lula che non poteva candidarsi potrà però ripresentarsi nel 2014: un fantasma si aggirerà nel palazzo presidenziale brasiliano?

Ruby: l'inganno di Papi Silvio coperto dalla questura?

Versioni contrastanti tra la procura e la questura di Milano sul caso Ruby a conferma delle zone d'ombra riguardo alla vicenda: secondo il magistrato dei minori non venne mai autorizzata la consegna della ragazza a Nicole Minetti. Per la questura invece tutto venne fatto secondo le normali procedure.
Papi Silvio non risulta indagato. Dobbiamo dedurre che fare pressioni per il rilascio delle proprie amichette accusate di furto e inventarsi parentele con capi di Stato stranieri non è reato, o meglio non lo è quando a commetterlo è il presidente del Consiglio