Gli scioperi selvaggi nel settore dei servizi pubblici in particolare in quello dei trasporti rendevano improcrastinabile una riforma della regolamentazione della materia. Il principio con cui si è mosso il governo va nella direzione giusta. Subordinando lo sciopero alla verifica del consenso da parte della base si evita che gli scioperi vengano proclamati come avveniva sempre più spesso da sigle con una bassissima rappresentatività sindacale. Anche l'idea di introdurre il c.d sciopero virtuale come sottolinea Pietro Ichino su lavoce.info è buona: essa applicata al settore dei trasporti consentirebbe di garantire i servizi per gli utenti, facendo pagare il doppio dello stipendio alle aziende che così avrebbero un consistente danno economico. I soldi verrebbero devoluti a un fondo cogestito destinato a opere di utilità sociale , con una parte di quell'ammontare di denaro destinato a venire utilizzato per pubblicizzare le ragioni della protesta. In questo modo i manifestanti otterrebbero un vantaggio di immagine non danneggiando gli utenti e renderebbero comunque visibili all'opinione pubblica le ragioni del loro malcontento. Purtroppo però come sottolinea sempre Ichino difficilmente in Italia si comprenderà lo spirito e l'utilità di questo tipo di sciopero
Franceschini comincia con il piede giusto
il neo segretario del PD Franceschini ha deciso di azzerare il vecchio organigramma dirigente e ha chiamato a comporre la nuova segreteria esponenti di partito con esperienza di governo e di lotta politica nelle realtà locali: Vasco Errani (presidente della Regione Emilia Romagna), Sergio Chiamparino (sindaco di Torino), Fabio Melilli (presidente della provincia di Rieti), Maurizio Martina (segretario regionale del Pd in Lombardia), Elisa Meloni (segretario provinciale del Pd di Siena), Federica Mogherini (parlamentare), Giuseppe Lupo (consigliere regionale in Sicilia).
Le mosse di Franceschini sono doppiamente giuste: per un verso toglie potere a coloro che sono stati responsabili con i loro insuccessi di 15 anni di dominio berlusconiano. Inoltre si prende atto della difficoltà del partito di entrare in sintonia con le basi a livello locale e con la scelta di dare maggiore ruolo proprio a chi queste realtà le conosce meglio si segna un importante inversione di tendenza. Ovviamente deve trattarsi solo dell'inizio: non si può pensare che basti qualche avvicendamento nei piani alti del partito per pensare di avere invertito la rotta. Ma la strada è quella giusta per tornare a comprendere le mille sfaccettature dell'elettorato italiano e a dare soluzioni che possano venire incontro alle istanze autentiche della società.
Obama annuncia la fine dell'impegno militare in Iraq entro l'agosto 2010
Obama ha ufficializzato che entro il 31 agosto 2010 le truppe americane concluderanno la loro missione di combattimento in Iraq. Tuttavia un contingente di truppe di 35-5000 soldati rimarrà per aiutare e continuare ad addestrare le forze irachene ma entro la fine del 2011 tutte le mtruppe lasceranno l'Iraq. Nonostante questo annuncio rimangono validi i dubbi sollevati dal New York Times che citando fonti interne all'amministrazione americana affermava che la crisi economica avrebbe potutorallentare il cammino per la ricostruzione dell'Iraq.
Obama: aumentare le tasse ai ricchi per dare cure mediche ai poveri
Obama avrebbe intenzione di aumentare le tasse alle classi più abbienti per finanziare il suo piano di riforma sanitaria e di investimento sulle energie alternative. E' quanto rivela il New York Times secondo cui il riordino della sanità che dia accesso alle cure mediche anche per i più poveri dovrebbe essere finanziata con 634 miliardi di dollari (498 miliardi di euro) per i prossimi 10 anni.
Obama prevede di affiancare alle riduzioni fiscali per il ceto medio (redditi inferiori ai 250mila dollari l'anno) un aumento delle tasse per i più' abbienti. Il Times non ha precisato l'ammontare degli interventi
La crisi economica complica la ricostruzione in Iraq e il piano di ritiro americano
la crisi economica mondiale potrebbe mettere in crisi i piani di ricostruzione per l'Iraq. Il crollo del prezzo del petrolio che la scorsa estate era a 150$ al barile ora è al di sotto dei 40 e i ricavi dalla vendite del greggio che sono la prima voce in entrata del governo di Bagdad sono in brusco calo. E ritardando la messa in sicurezza del territorio e la possibilità di fornire i servizi base alla popolazione ( acqua, fogne, elettricità) in maniera autonoma da parte dell'Iraq sarà molto più arduo rispettare la promessa di Obam du ritirare le truppe entro l'agosto del 2.010. Prima della crisi il governo iracheno aveva aumentato lo stipendio dei dipendenti pubblici. Ora gli stipendi incidono per il 35% del budget dello Stato iracheno. Secondo gli Stati Uniti per far fronte a questa temporanea penuria di cassa il governo iracheno potrebbe utilizzare le riserve ottenute in passato dalla vendita del petrolio e ammontanti a circa 35 miliardi di dollari e posti in diversi conti di banche estere incluso uno nella Federal Reserve a new York
Turchia : Deputato curdo parla nella sua lingua. E la tv censura il discorso
La questione curda scatena nuovamente polemiche in Turchia. Ahmet Turk, capogruppo del Partito curdo per la società democratica (Dtp), stava tenendo un discorso al parlamento quando dal turco è improvvisamente passato alla lingua curda, probita dalla costituzione che permette di usare in parlamento solo il turco. A quel punto la tv di Stato TNT ha tagliato la diretta.
La Tv pubblica si è difesa dalle critiche citando proprio il dovere di rispettare al costituzione. D'altra parte il gesto di Turk ha scaldato gli animi dei nazionalisti che hanno colto l'occasione per criticare le recenti concessioni ai curdi ( tra cui un canale di stato in lingua curda) del premier Erdogan, il quale si è trovato in imbarazzo e ha anch'egli criticato Turk parlando di provocazione elettorale. Erdogan, leader del partito Giustizia e progresso, tuttavia difficilmente tornerà indietro sui suoi passi per evitare di sprecare la fetta di voti curdi che si è conquistato con le recenti concessioni.
Berlusconi e lo spauracchio del referendum elettorale
I prossimi appuntamenti elettorali saranno le elezioni europee, le amministrative e il referendum elettorale. Ebbene sembra che l'intenzione di Berlusconi non sia quella di accorpare tutti e tre gli eventi in un unico election day ma di tenere separato il referendum con lo scopo di farlo fallire. Il referendum prevede di eliminare il sistema delle pluricandidature e di dare il premio di maggioranza non più alla maggiore coalizione ma al partito più grande. Questo negli scopi dei promotori dovrebbe ridurre l'eterogeneità delle coalizioni che rende più difficile la governabilità e favorire la semplificazione del sistema politico in direzione di un bipartitismo compiuto. Il Cavaliere non appare convinto da questa soluzione: essa metterebbe in discussione il sistema di potere che si è già creato e che lo vede in una posizione dominante, suscitando le riottosità degli alleati ( Lega in primis) e quindi ponendolo in una situazione di maggior incertezza che certamente non gli gioverebbe in questo momento a lui favorevole sotto il profilo del consenso. Il problema consiste nel fatto che ancora una volta Berlusconi fa i suoi interessi contro quelli del paese: non solo non si capisce per quale motivo si debba spendere più soldi per fare più tornate elettorali ma va anche detto che un sistema tendente al bipartitismo renderebbe più coerente le azioni di governo dei vari esecutivi che dovessero succedersi al potere.
Obama fa appello al patriottismo americano per superare la crisi
Obama nel primo discorso pronunciato alle Camere riunite invita l'America ad avere fiducia nel futuro. Il presidente degli Stati Uniti si è concentrato sui temi economici più che su quelli di politica estera, ha sottolineato la necessità di punire i banchieri che hanno sbagliato ma ha enfatizzato il ruolo della finanza e come banche e il sistema finanziario servono per rimettere in piedi il sistema-paese. Non è tornato specificamente sulla nazionalizzazione parziale di Citigroup ma Obama ha tenuto a precisare che questo non significa che gli Usa siano diventati un paese socialista poiché solo in caso di necessità lo Stato interviene per tutelare il risparmio non i banchieri . Quello di Obama è stato un discorso fortemente patriottico "noi dobbiamo tornare a essere i leader del mondo" ha detto richiamandosi spirito nazionale non inteso come esaltazione dell'apparato ma del fare appello alle risorse della collettività.
Alla prima Alessio Vinci non sostituisce Mentana nei cuori dei telespettatori
La prima puntata del nuovo Matrix condotto da Alessio Vinci in sostituzione di Enrico Mentana è stata un flop dal punto di vista degli ascolti: il programma ha realizzato appena il 10% di share con poco più di un milione di telespettatorti letteralmente asfaltato da Bruno Vespa che ha raggranellato il triplo dello share nello stesso orario. Và anche detto che Porta a porta ha puntato su Sanremo e che questo argomento nazionalpopolare ha sicuramente fatto più resa sul pubblico rispetto al tema sicurezza affrontato da Matrix. Ma probabilmente al primo impatto il pubblico di Matrix si è sentito orfano dello stile colloquiale di conduzione di Mentana decisamente diverso dall'approccio distaccato di Vinciin stile molto anglosassone. Alessio Vinci, storicoe bravo inviato della CNN, potrebbe anche non riuscir come conduttore di un approfondimento politico. Effettivamente in questo ruolo alla prima uscita è apparso abbastanza impacciato. Ma per esprimere giudizi definitivi è giusto attendere.
Darfur: il capo dei ribelli giura che deporrà il presidente del Sudan al Bashir se la CPI ne chiederà l'arresto
In un'intervista al quotidiano inglese The Times, Khalil Ibrahim,il leader del gruppo ribelle del Darfur Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem) ha dichiarato che il suo movimento raddoppierà gli sforzi per deporre il presidente del Sudan al Bashir qualora la CPI spiccasse un mandato di arresto ai suoi danni: "Se verrà emesso un mandato di arresto - dice Khalil Ibrahim - per noi sarà la fine della legittimità di Bashir come Presidente del Sudan. Faremo di tutto per rovesciarlo. Se non collaborerà con la Cpi, la guerra si intensificherà"
Secondo l'accusa del Procuratore generale della Cpi, Luis Moreno-Ocampo, che a luglio aveva chiesto alla corte di emettere un mandato di arresto contro Bashir, per genocidio, crimini contro l'umanità , crimini di guerra il Presidente sudanese "ha pianificato e messo in atto un piano per distruggere gran parte dei Fur, Masalit e Zaghawa (gruppi etnici africani del Darfur, che vuol dire, appunto terra dei Fur, ndr), sulla base della loro appartenenza etnica". "I membri di questi tre gruppi, storicamente importanti in Darfur, contestarono la marginalizzazione della provincia e si ribellarono al Bashir che non riuscendo a sconfiggere il movimento armato, quindi si rivolse contro la popolazione. I suoi motivi erano ampiamente politici. Il suo alibi era la 'controguerriglia'. Il suo intento era il genocidio'"
Il dissenso di Rutelli sul testamento biologico fa emergere l'autoritarismo etico nel PD
Sul testamento biologico si divide il Partito Democratico. Rutelli , il capogruppo Dorina Bianchi e altri parlamentari PD non firmano l'emendamento al ddl che prevede di poter includere nel testamento biologico il diritto di scelta del paziente anche sull'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione. L'ex leader della Margherita invece presenta un emendamento alternativa che lascia decidere al medico in scienza e coscienza assieme al fiduciario. Questa posizione ha scatenato la forte polemica de L'Unità che ha accusato i dissidenti di voler dividere il partito e di seguire le linee etiche del Vaticano. La posizione del giornale della sinistra rispecchia fedelmente la linea autoritaria di stampo vetero comunista ed è totalmente incompatibile con il diritto del singolo parlamentare a decidere su questioni etiche in libertà di coscienza. Se dovesse prevalere questo metodo il Pd dovrebbe cambiare nome: quando si vuole imporre una linea unica in questioni così delicate e che toccano i e valori le convinzioni più profonde delle singole persone non ci si può definire democratici.
L'accordo con la Francia sul nucleare forse mette fine all'ideologia dell'integralismo ambientalista
Berlusconi ha raggiunto un accordo con il presidente francese Sarkozy per la costruzione in Italia di quattro centrali nucleari, la prima delle quali entrerà in funzione entro il 2020. le centrali nucleari saranno realizzate con una partnership Enel-Edf. Esse avranno una portenza complessiva di 6.4 e ptrebbero arrivare a produrre annualmente 56.064 GWh, il 16% del fabbisogno complessivo annuale del Paese ( pari a 339.928,2 GWh). Saranno prevedibili obiezioni all'insegna dell'ambientalismo, in particolare da sinistra, quella stessa parte politica responsabile di una gestione della politica energetica velleitaria per non parlare del fatto che il più grave disastro ambientale italiano è avvenuto in Campania con l'inerte complicità della giunta di sinistra Bassolino. Dallo sciagurato referendum che abolì il nucleare , fatto sull'onda emotiva del disastro di Chernobyl, il nostro paese è stato dominato da una mentalità pseudo-ambientalista che pretendeva di fare in modo che lo sviluppo industriale avesse impatto ambientale pari a zero. Con l'aggravante di avere sprecato importante conoscenze scientifiche che avrebbero permesso di fare della tecnologia nucleare italiana un prodotto di esportazione e che invece ci costringono ora ad appoggiarci alla Francia I risultati economici di questo atteggiamento sono dinanzi agli occhi di tutti. Se uno vuole continuare a sostenere questo tipo di idea di non sviluppo sostenibile deve andare a vivere da eremita sul cucuzzolo della montagna, dove non avrà problemi a vivere in una natura incontaminata. Ma non può pretendere di imporre la sua visione e farla subire all'intero sistema produttivo italiano che da decenni paga l'energia più cara d'Europa.
Amnesty chiede a Obama di sopendere la fornitura di armi ad Israele
Amnesty International ha diffuso un rapporto in cui documenta in modo dettagliato l'uso di armi di fabbricazione americana compiuto da Israele durante la recente guerra a Gaza, inclusi razzi al fosforo bianco bombe e missili Hellfire. L'ONG chiede dunque ad Obama un immediato embargo nella fornitura di armi ad Israele che da parte sua afferma di avere utilizzato solo armi consentite. Gli Usa sono il principale fornitore di armi per Israele: nel quadro di un accordo decennale sottoscritto durante la presidenza Bush daranno aiuti miliari a Israele per 30 miliardi di dollari. Amnesty non è tenera neppure nie confronti Hamas che è stata sostenuta militarmente da stati esteri: «Al tempo stesso, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato contro le aree civili israeliane centinaia di razzi introdotti a Gaza dall'esterno o assemblati con componenti prese all'estero»
In Gran Bretagna la crisi economica potrebbe scatenare violenze nella prossima estate
Secondo la polizia britannica la crisi economica potrebbe essere questa estate l'effetto scatenante di gravi disordini per ciò che concerne l'ordine pubblico. Questo tipo di insofferenza si è già scatenata nelle recenti proteste contro le raffinerie di petrolio che assumevano lavoratori stranieri. Un altro obiettivo potrebbero essere le banche, che continuano a pagare grandi dividendi nonostante abbian o ricevuto parecchi miliardi di aiuti con soldi del contribuente. Un altro evento critico potrebbe essere il g-20 che si dovrebbe tenere a Londra in aprile. le inquietudini sociali potrebbero essere utilizzate da gruppi fascisti come elemento di proselitismo nei confronti delle persone che stanno subendo gli effetti della depressione economica sia in termini di reddito che di perdita di occupazione.
Messico: Ciudad Juarez una città succube della violenza del narcotraffico e dell'esercito
Ciudad Juarez, è una città del Messico al confine con gli Stati Uniti, i cui abitanti sono da tempo vittime di una violenza esasperata che contrappone da una parte i narcotrafficanti, dall'altra l'esercito inviato con l'obiettivo di combattere il business della droga ma che nei fatti finisce per usare la forza bruta sopratutto nei confronti della popolazione più debole. Le proteste di questi giorni proprio nei confronti dell'esercito che sono state liquidate dal governo centrale come una strumentalizzazione dei trafficanti in realtà si spiegano se si tiene contro dell'esasperazione di un popolazione stanca di essere vittima del fuoco incrociato della malavita e delle forze dell'ordine, violenze che hanno provocato migliaia di vittime civili negli ultimi anni ( 1600 nel solo 2008). E nel frattempo lo Stato da un ennesimo segnale di debolezza: il capo della polizia locale ha lasciato l'incarico dopo la minaccia della criminalita' organizzata di uccidere un agente ogni 48 ore se non si fosse dimesso. Nel 2008 hanno perso la vita 50 agenti di Juarez a causa delle violenze












