mercoledì 17 settembre 2014

Aumento dell'Iva: un errore da non ripetere

Aumentare l'Iva per finanziare la riduzione delle tasse sul lavoro: si tratta di una proposta lanciata da Bruxelles al governo italiano e che troverebbe la sua giustificazione nell'attuale contesto di deflazione che ne ridurrebbe al minimo gli effetti dannosi per la popolazione.
La mia opinione è invece di decisa contrarietà a qualsiasi innalzamento dell'Iva. Anzitutto la deflazione è proprio una conseguenza della forte riduzione dei consumi e per stimolare la domanda interna tutto serve fuorchè aumentare le tasse in questa direzione. L'aumento dell'Iva interesserebbe principalmente i beni di prima necessità e andrebbe a incidere in modo pesante sul potere d'acquisto dei redditi più bassi, cioè coloro che già adesso stanno subendo in maniera più pesante gli effetti della crisi economica.
Inoltre nel recente passato per consentire allo Stato di fare cassa abbiamo già assistito ad aumenti dell'Iva che hanno portato l'aliquota 20 al 22% i cui effetti recessivi sull'economia reale stiamo per l'appunto tuttora subendo.
Per ridurre le tasse sul lavoro occorre procedere a un'azione decisa contro la corruzione e gli sprechi della macchina statale, migliorare l'efficenza delle amministrazioni pubbliche, recuperare gettito dalla lotta all'evasione. Ma sopratutto bisogna smetterla di pensare che a mettere una pezza debbano essere i soliti comuni mortali già tartassati.

lunedì 15 settembre 2014

Il referendum scozzese ha in mano il destino della finanza britannica

Il referendum sull'indipendenza della Scozia che si terrà giovedì 18 settembre si presenta dall'esito molto incerto. Circa le conseguenze di una possibile separazione, il Financial Times stima che sono circa due milioni i posti di lavoro prodotti dal legame finanziario tra Londra e Edimburgo. La prosperità del Regno Unito si fonda in buona parte sui servizi finanziari e sotto questo aspetto le decisioni prese dalla Scozia avranno effetti per tutto il resto del paese e ci si dovrà porre domande sul mantenimento dell'attrattiva per gli investitori esteri. Molte banche e società finanziarie estere infatti hanno le loro sedi a Londra ma sfruttano i vantaggi fiscali e i minori costi operativi della Scozia.

sabato 13 settembre 2014

Cia, militanti dell'Isis cresciuti a 31000

La CIA valuta che l'Isis, lo Stato Islamico dell'Iraq e della Siria, riesca a raccogliere tra i 20.000 e i 31.500 combattenti in tutto l'Iraq e la Siria, sulla base di una nuova revisione dei rapporti di intelligence ricevuti da maggio ad agosto. Questo nuovo totale riflette un aumento di adesione a seguito dei numerosi successi avvenuti a partire da giugno sul campo di battaglia e la dichiarazione di un califfato, maggiore attività bellica, e un ulteriore attività di proselitismo. Funzionari della Cia esprimono preoccupazione anche per l'altro numero di combattenti stranieri, circa 15000, di cui almeno 2000 sarebbero sicuramente occidentali.

giovedì 11 settembre 2014

Obama contro l'Isis, pensando alle elezioni di mid-term

Rivolgendosi alla nazione per presentare la campagna volta ad annientare l'Isis, Obama ha tenuto a evidenziare le differenze con le operazioni militari del suo predecessore. Al contrario di Bush, Obama cercherà di coinvolgere il maggior numero di Stati in una coalizione internazionale ( a partire dall'Arabia saudita), e verrà fatto un marginale utilizzo di truppe di terra , impiegate esclusivamente in attività di supporto, senza alcun diretto coinvolgimento in azioni belliche.
Rassicurare gli americani e distanziarsi politicamente dai repubblicani: una strategia che guarda anche alle prossime elezioni di mid-term
Ha poi sottolineato la necessità di rinforzare i ribelli moderati che combattono in Siria. Ma non è chiaro come ci riuscirà concretamente visto che queste forze sono state marginalizzate proprio dagli estremisti.
C'è poi il nodo dei rapporti con il presidente siriano Assad: Obama ha ribadito che non ci si può fidare di lui nella lotta al terrorismo ma combattere l'Isis significa indirettamente dare un aiuto al presidente siriano. Nel sottolineare come Assad abbia perso legittimità presso il suo popolo, questa volta non ha però invocato la sua estromissione dal potere. Dietro questa prudenza c'è l'auspicio di un accordo politico con i ribelli, per far fronte comune contro l'Isis?

martedì 2 settembre 2014

Mogherini a capo della diplomazia europea: ma è la persona giusta?

La nomina di Federica Mogherini ad Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea è stato rappresentato come un successo dell'Italia e del premier Renzi. Bisognerebbe però chiedersi sopratutto se il profilo della Mogherini sia adatto all'incarico.
Il suo curriculum fimora non è cero straordinario: prima di divenire ministro degli esteri nel governo Renzi, la Mogherini si era occupata di relazioni internazionali per il Partito Democratico.
Considerando che l'Alto rappresentante svolge per lo più un ruolo di coordinamento della politica estera concertata dai governi degli Stati membri per essere incisivo occorrerebbe una personalità con un peso specifico che in questo momento alla Mogherini manca. È auspicable che da nuovo capo della diplomazia riesca ad acquisire la necessaria autorevolezza non tanto e non solo per il prestigio dell'Italia, ma sopratutto perché l'Europa deve parlare con una voce sola e forte.

sabato 30 agosto 2014

Ucraina: soldati russi sconfinano, volontari combattono con i separatisti

Dieci soldati russi che avevano sconfinato sono stati arrestati nell'est dell'Ucraina. Per il presidente russo Vladimir Putin "si erano persi".
Il leader della Repubblica popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko ha detto che l'esercito russo è in realtà coinvolto nei combattimenti in terra straniera. Parlando di 4000 volontari russi che lavorano a fianco dei separatisti di Donetsk, egli riconosce apertamente la presenza tra loro di soldati "che combattono al nostro fianco, militari in congedo, che sono venuti qui, piuttosto che prendersi una vacanza, in modo da combattere per la nostra libertà. "
Il segretario generale dell'ONU, Rasmussen ha chiesto alla Russia di "cessare le sue azioni illegali".

giovedì 28 agosto 2014

Il ruolo politico di Hamas nella nuova tregua israelo-palestinese

Dopo 50 giorni di guerra, israeliani e palestinesi hanno siglato l'ennesima tregua a tempo determinato. Hamas e il governo israeliano cantano entrambi vittoria ma la realtà è che si tratta di un compromesso dovuto al logoramento delle forze in campo: la popolazione di Gaza stremata dal sangue e dalla distruzione subita, quella israeliana preoccupata che le scuole ricominciassero sotto la minaccia dei razzi di Hamas. Alcune restrizioni al commercio e agli spostamenti a Gaza saranno allentate ma ( non abolite) in modo da consentire ai palestinesi di importare grandi quantità di cemento e di altri materiali da costruzione per iniziare uno sforzo gigantesco di ricostruzione.Se la tregua resiste le parti si riuniranno il mese prossimo per negoziare le questioni più spinose, come la costruzione di un aeroporto a Gaza e la smilitarizzazione di Hamas.
Sul piano politico forse chi ha ottenuto di più è però proprio Hamas: è vero che la sua forza militare è stata seriamente colpita, ma occorre ricordare che il negoziato vede come parte il governo di unità nazionale palestinese di cui fa parte proprio Hamas. Si tratta di un riconoscimento sia pure indiretto del ruolo di Hamas: solo poco tempo fa una concessione impensabile da parte di Israele.

mercoledì 27 agosto 2014

Stabilizzazione precari della scuola. Come funziona all'estero?


Il ministro dell'istruzione Giannini ha annunciato un maxi-piano di assunzioni in pianta stabile di 100000 precari nei prossimi tre anni. ma come si assumono gli insegnati negli altri Paesi Europei?
A tal proposito segnalo un'interessante articolo a firma di Francesco Rocchi.
In particolare mi sembra degna di particolare riflessione la seguente considerazione

In definitiva, in quasi tutti questi paesi (con un sistema scolastico di migliore qualità n.d.r) , sia pure in maniere diverse e con l’importante eccezione della Germania, le scuole godono di grande autonomia e sono le prime responsabili della scelta del proprio personale docente. Ognuno dei sistemi qui descritti impone, nel riconoscere agli insegnanti lo status di insegnante abilitato, dei requisiti minimi comuni che assicurino una coerenza di fondo al sistema scolastico, ma nelle procedure di assunzione assume una importanza particolare anche il curriculum personale del docente, cui viene chiesto, in sostanza, di essere in grado di affrontare la situazione specifica in cui si troverà ad operare.
Responsabilizzazione delle singole scuole nella scelta degli insegnanti, e verifica della concreta capacità del docente di adattarsi allo specifico contesto in cui dovrà operare. Due criteri che mi sembrano importanti per selezionare bravi insegnanti per i nostri ragazzi

martedì 26 agosto 2014

Montebourg contro Hollande: la sinistra francese si spacca sull'economia

In Italia Arnaud Montebourg è balzato all'onore delle cronache per l'elogio della politica economica anticrisi di Matteo Renzi. Ma queste dichiarazioni erano parte di un più ampio ragionamento in cui l'oramai ex ministro dell'economia transalpino criticava apertamente il governo di cui ancora faceva parte perchè, a suo dire, troppo debole nei confronti della politica dell'austerity proposta dalla Ue e dalla Merkel. Parole che hanno diviso l'opinione pubblica francese tra chi condivideva le critiche al rigore e chi invece osservava lo strano ruolo di un ministro dell'economia che non solo indeboliva il proprio governo ma criticava la politica economica di cui era corresponsabile.
Logica conseguenza di questa uscita è stata l'esclusione di Montebourg dall'esecutivo a seguito del rimpasto proposto dal primo ministro Valls e condiviso dal presidente Hollande. Quest'ultimo è il vero bersaglio della critica: Montebourg sembra determinato a presentarsi alla prossime primarie socialiste per l'Eliseo. Ma quest'attacco accresce le difficoltà dei socialisti - e quindi anche sue- di fronte all'avanzata della destra estrema di Marine Le Pen.
Montebourg in Francia si è distinto come un feroce critico della globalizzazione ed è stato l'artefice di una norma che permette allo Stato francese di porre un veto nei confronti degli investimenti esteri in settori strategici. La sua politica economica vuole mettere al centro la crescita anche a costo di un rilassamento dei conti pubblici e del controllo sul deficit.

domenica 24 agosto 2014

Il proselitismo dell'Isis sfida i valori dell'Occidente

Sarebbero oltre 4000 i britannici nelle fila deIl'ISIS, il gruppo jihadista autore della macabra uccisione del giornalista James Foley. Lo stesso boia di Foley sarebbe un britannico che nel video della decapitazione parla con un forte accento del sud dell'Inghilterra. A tal proposito si è acceso nel Regno Unito il dibattito sul proselitismo operato dall'estremismo islamico tra i propri cittadini. Intervistato dall'Independent il professor Anthony Glees dell'Università di Buckingham evidenzia come le idologie estremiste islamiste sono state in grado di diffondersi con relativa facilità nel Regno Unito sotto la vopertura della 'religione', della , libertà di parola' e del 'multiculturalismo' " Un piccolo numero di musulmani britannici hanno subito il lavaggio del cervello da parte dei cosiddetti predicatori, dai valori occidentali e sono stati convinti che devono uccidere per creare un califfato globale ".
La sfida più insidiosa che questi estremismi lanciano alle società occidentali è alla loro capacità di far coesistere sicurezza, tolleranza e libertà di espressione.

giovedì 7 agosto 2014

Aumentare il prezzo del quotidiano: la strategia tafazziana degli editori

Nel 2010 il prezzo dei quotidiani in edicola si attestava a 1 euro.In pochi anni però si sono avuti una serie continua di aumenti che hanno fatto decollare il prezzo fino a 1,50 euro per La Stampa,La Nazione, il Resto del Carlino, il Sole 24 ore e a 1,40 euro per Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport e Repubblica. La strategia degli editori è chiara in tutta la sua masochistica assurdità: se diminuiscono le copie vendute e gli introiti pubblicitari la soluzione trovata è quella di aumentare continuamente il prezzo del giornale in edicola. Un modo singolare per fidelizzare i pochi lettori rimasti.

giovedì 13 marzo 2014

La svolta di Renzi, buona ma precaria

Se riuscisse davvero a mantenere quanto ha annunciato ieri, Matteo Renzi potrebbe davvero avere cominciato a far svoltare il Paese verso l'uscita da anni di crisi. Ma rimane più di qualche dubbio sulle risorse necessarie per avere le adeguate coperture finanziarie. Entro maggio ci sarà il taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale con la restituzione in busta paga di circa 1000 euro annui per i lavoratori dipendenti con redditi medio bassi ( con stipendi fino a 1500 euro circa). I finanziamenti dovrebbero venire con 7 miliardi dalla spending review; ma qui i conti già non tornano perchè il commissario Cottarelli aveva detto che per il 2014 sarebbero stati a disposizione solo 3 miliardi. Il resto dovrebbe venire dal risparmio sul deficit e sull'abbassamento dello spread: risorse che però per definizione non possono definirsi strutturali, dato che che non si può avere la certezza che il deficit e gli interessi sul debito rimangano sempre bassi.
Poi c'è il taglio del 10% sull'IRAP da finanziare con l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%: ma anche in questo caso se la propensione agli investimenti finanziari dovesse diminuire per il maggior carico fiscale ci troveremo senza copertura. Renzi ha fatto la scelta di destinare la maggior parte dei soldi ai dipendenti a scapito delle imprese. Le motivazioni di ricerca del consenso elettorale a poche settimane dalle europee sono evidenti e forse per favorire una migliore ripresa economica sarebbe stato opportuno un maggiore occhio di riguardo al mando produttivo che crea posti di lavoro. Comunque almeno siamo di fronte a una scelta chiara e netta che non disperde le poche risorse in mille rivoli come è stato fatto fino al recente passato.
Su questi e altri provvedimenti ( dai pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, al piano casa, allo jobs act) occorrerà conoscere i dettagli per valutare con più consapevolezza. Ma mi sento di dare credito al tentativo di ancorarsi alla ripresa già in atto ne resto dell'Europa. E' da augurarsi dunque che le misure presentate vengano in gran parte a concretizzarsi

martedì 11 marzo 2014

Dietro le quote rosa la battaglia della Casta per le poltrone in Parlamento

La questione delle quote rosa in parlamento è espressione di un mero conflitto di potere all'interno della Casta politica: le parlamentari donne le vogliono perchè così avrebbero più opportunità per mantenersi attaccate alla poltrona, e gli uomini le osteggiano per lo stesso istinto di sopravvivenza politica, non certo per misoginia.
La vera parità di genere si fa con buone leggi che favoriscano l'adeguato inserimento delle donne nel lavoro, per migliorare la compatibilità tra il ruolo di lavoratrice e quello di donna, moglie o madre all'interno della famiglie, e con una battaglia culturale che promuova il rispetto della donna in tutti gli ambiti della vita sociale e che demolisca gli stereotipi che ancora oggi ne ostacolano la piena affermazione e dignità.
E' ovvio che servirebbe anche una consistente quota di donne che siedano in Parlamento. Ma sarebbe auspicabile sopratutto che a rappresentarci ci fosse un altro tipo di donna: competente, autorevole, autenticamente emancipata, non certo le attuali parlamentari che per conquistarsi un posto al sole hanno per lo più scelto la strada dell'adulazione verso i capi dei rispettivi partiti. E per favorire ciò, occorrerebbe una ben diversa legge elettorale, non certo quel pastrocchio dell'Italicum che si sta andando ad approvare.

venerdì 7 marzo 2014

L'Italicum solo alla Camera: escamotage per evitare il voto

La scelta di far entrare in vigore solo alla Camera la nuova legge elettorale - il c.d Italicum- in attesa di attuare la trasformazione del Senato in una camera non elettiva, rende impraticabile l'ipotesi di tornare al voto prima che venga realizzata tale riforma costituzionale. Si tratta di una mostruosità politico-giuridica; ciononostante i suoi sostenitori affermano che si è trattata di una scelta obbligata perchè sarebbe stato impossibile votare per due eventuali ballottaggi. Tale giustificazione è del tutto insensata  visto che applicando l'Italicum anche al Senato nel migliore dei casi avremmo avuto una maggioranza con numeri molto ampi in entrambi i rami del parlamento, e nel peggiore dei casi si sarebbe dovuto far ricorso alle larghe intese, esattamente come è avvenuto con i governi Monti e Letta.
Al contrario le cose peggiorerebbero e di molto se la riforma del Senato non dovesse andare in porto: in questo caso al premio di maggioranza previsto alla Camera per la coalizione vincente, si contrapporrebbe un Senato eletto con metodo proporzionale puro - cioè il vecchio sistema del Porcellum depurato dalle parti cassate dalla Corte Costituzionale. La conseguenza sarebbe una frammentazione ancora più marcata di quella che abbiamo conosciuto finora, con una miriade di piccoli partitini con percentuali di consenso infinitesimali che avrebbero la possibilità di entrare al Senato, e di consguenza la probabile necessità per il governo di appoggiarsi anche su molti di loro per avere la maggioranza.
Tra l'altro non è affatto certo che si riesca davvero ad eliminare il Semato elettivo e il bicameralismo perfetto: il processo di revisione costituzionale richiede tempo e due passaggi in ciascun ramo del Parlamento per essere approvato. Nel frattempo c'è da attendersi che molti senatori cercheranno con ogni stratagemma di affossare quel progetto che qualora approvato significherebbe il loro suicidio politico.

lunedì 24 febbraio 2014

La proposta autogoal di Delrio di tassare i Bot

L'idea di aumentare la tassazione sui rendimenti dei Bot ( attualmente al 12,5%) proposta dal sottosegretario Delrio è alquanto inopportuna: colpirà sopratutto le famiglie e i piccoli risparmiatori, mentre i grandi investitori hanno la possibilità di acquistare i titoli emessi all'estero, in particolare in Lussemburgo dove c'è una tassazione più favorevole. Inoltre la maggiore tassazione porterebbe a un innalzamento dei tassi di interesse richiesti dal mercato, per cui potrebbe persino rivelarsi una misura in perdita per le casse pubbliche. Ma anche l'annuncio ( sia pur smentito da Renzi) potrebbe avere effetti, sia pure contenuti, di rialzo dei tassi al momento delle nuove aste per collocare i titoli. Di membri del governo che si mettono a fare dichiarazioni in libertà su temi così delicati non se ne sente proprio il bisogno. Se il buon giorno si vede dal mattino, l'esordio non è certo di quelli incoraggianti