sabato 27 dicembre 2008

Israele attua la rappresaglia contro Hamas: riprende la spirale di violenza

La reazione israeliana è arrivata. Dopo che Hamas aveva deciso di non rinnovare la tregua e aveva lanciato oltre 50 razzi Qassam contro Israele, non ci si poteva aspettare che questi non reagisse. La rappresaglia è stata violentissima: il raid a Gaza ha fatto oltre 100 vittime. Il vero problema è Hamas: non ci si può aspettare nulla di buono da un organizzazione che dichiara di volere distruggere lo stato ebraico. E non si può pretendere che Israele venga a patti con chi lo vuole eliminare dalla faccia della terra. Fino a quando da parte palestinese non si arriverà a scegliere un interlocutore che voglia in maniera credibile la pace non ci si potrà aspettare altro che un susseguirsi di violenze e morti.

venerdì 26 dicembre 2008

Il crescente peso degli intellettuali islamici nel mondo

L'autorevole rivista di geopolitica Foreign Policy ha reso nota la classifica per il 2008 degli intellettuali più influenti del mondo, secondo le preferenze dei lettori del suo sito Internet. I risultati mettono in evidenza l'influenza assunta dalla religione islamica nelle dinamiche politico sociali del pianeta. Infatti delle prime 10 posizioni ben quattro sono occupate da studiosi e da religiosi dell'islam. Al primo posto troviamo Fethullah Gülen, studioso dell'islam e leader dell'omonimo movimento che critica le radici secolari dello stato turco ma sostiene la ncessità el dialogo tra culture e religioni diverse.. Al terzo post troviamo Yusuf al-Qaradawi , il discusso leader spirituale dei Fratelli Musulmani che conduce una seguitissima rubrica su Al Jaazera basata sulla sua interpretazione del Corano. Al Qadawari condannò gli attentati dell'11 settembre, ma ha legittimato gli attacchi suicidi compiuti da Hams contro i cittaddini israeliani e più in generale contro tutti "i nemici dell'islam" e ha lanciato una fatwa che condannava a morte i vignettisti danesi autori delle contestate vignette su Maometto. Tra gli altri vanno ricordati i piazzamenti di due premi Nobel per la pace: al secondo posto Mohammad Yunus , il sostenitore del microcredito, e al decimo l'iraniana Shirin Ebadi, attivista per i diritti delle donne islamiche. Due gli italiani in classifica : il semiologo e scrittore Umberto Eco (16°) e il giornalista Gianni Riotta ( 79°) le cui pubblicazioni godono di un certo risalto anche oltreoceano.

giovedì 25 dicembre 2008

Tettamanzi istituisce un fondo per i disoccupati. La Chiesa supplisce il governo nel welfare


L'arcivescovo di Milano, cardinale Tettamanzi ha annunciato l'istituzione di un fondo per i disoccupati ammontante a un milione di euro. Quella di Tettamanzi non solo è un iniziativa meritoria, ma va anche nella direzione giusta per affrontare la crisi. Il problema è che questo genere di inizative le dovrebbe prendere il governo. Il nostro sistema di welfare ha urgente bisogno di riforme radicali. Occorre sostituire l'anacronistica cassa integrazione, che tutela poche categorie di privilegiati, con il sussidio di disoccupazione che invece sostiene chi il lavoro lo ha perso o fatica a trovarlo, indipendentemente dal fatto che si cerchi per la prima volta lavoro o si provenga da una piccola o grande azienda. Tattamanzi questo la ha capito, al contrario dei nostri governanti.

Israele in rotta con Hamas: verso un nuovo attacco?

Israele non accetta più che Hamas lanci razzi nel proprio territorio e minaccia ritorsioni per bocca del primo ministro Olmert e del candidato premier Tzipi Livni. Negli ultimi giorni ben 50 razzi palestinesi hanno colpito Israele. L'azione di Hamas fa seguito a quella Israeliana in cui erano rimasti uccisi tre membri del partito islamico. Olmert ha riferito che non esiterà a lanciare un offensiva contro Hamas qualora questi continui ad attentare alla sicurezza dei cittadini israeliani. Una tale azione potrebbe essere appoggiata anche dall'Egitto ( il presidente Mubarak è in questi giorni a colloquio proprio con la Livni), qualora essa sia limitata nell'obbiettivo di colpire Hamas.

mercoledì 24 dicembre 2008

La Grecia rievoca nella sinistra italiana la nostalgia della lotta violenta


"Fare come in Grecia": questo è lo slogan che si sta diffondendo tra i pasionari della sinistra italiana. A rievocare il "Fare come in Russia di bolscevica memoria". Eppure in Grecia le vicende si stanno evolvendo in maniera preoccupante con le comprensibili e per certi versi persino legittime proteste degli studenti che si intersecano a continui episodi di violenza di gruppuscoli di incappucciati, con il tentativo di annessa strumentalizzazione politica da parte di gruppi di estrema sinistra. Nonostante ciò in Italia c'è chi cerca persino di dare una giustificazione a queste violenze affermando che esse sono un tentativo per acquisire visibilità da parte degli studenti. Siamo forse di fronte a un tentativo di reintrodurre vecchie logiche rivoluzionarie che in nome della emancipazione del popolo giustificano gli atti di violenza? La vecchia passione per le molotov presente in tanti giornalisti di casa nostra ex sessantottini è dura a morire....

lunedì 22 dicembre 2008

Berlusconi propone il presidenzialismo contro il logorio parlamentare


Berlusconi intenderebbe introdurre il presidenzialismo. Molti gli hanno già risposto picche. Non solo come era scontato Veltroni. Anche il fedele alleato Bossi ha detto che non s'ha da fare: prima deve venire il federalismo. Calderoli dunque non sarà disponibile per una riedizione allargata del "Porcellum". Ma il Cavaliere è testardo e sono sicuro che ci proverà ancora. D'altronde considera il controllo del parlamento un fastidio e l'idea del capo dell'esecutivo che non deve rendere conto a queste inutili ( per lui) assemblee gli pare la soluzione più sbrigativa per portare avanti la sua concezione aziendalista della politica.

Messico: le stragi del narcotraffico

Narcotrafffico sempre più violento in Messico: l'ultima notizia è il ritrovamento di nove cadaveri decapitati,nello stato sud occidentale di Guerrero. Otto di questi erano poliziotti. Solo quest'anno in Messico ci sono state oltre 5300 vittime legate al traffico droga. Più di qaunte Al Qaeda ne abbia fatte in tutta la sua storia. L'agricoltura del paese è al collasso. occorrerebbe rivitalizzarla per dare agli abitanti una concreta alternativa alla produzione di stupefacenti. Inoltre un grande problema del paese dal punto di vista economico è la sua dipendenza dagli Stati Uniti: l' 84% delle esportazioni messicane prende la direzione degli States.

sabato 20 dicembre 2008

La crisi del Partito Democratico. La tentazione del venditore di fumo

A Napoli assessori finiti sotto arresto perchè sospettati di essersi fatti corrompere nell'assegnazione di appalti. In Abruzzo dopo lo scandalo del Turco, viene arrestato il sindaco di Pescara con accuse gravissime: corruzione, concussione, abuso, falso ideologico, truffa aggravata. In Basilicata il deputato Margiotta coinvolta nella vicenda delle mazzette legate agli appalti per estrazione di petrolio in regione. Il Partito Democratico in questi giorni, sommerso dagli scandali giustizia fatica a reagire e a trovare le contromisure. E Bertinotti propone una singolare soluzione: il ritorno al vecchio partito con un organizzazione b forti per acquisire maggiori strumenti con cui mobilitare la partecipazione dell'elettorato. Una soluzione vecchia quella dell'ex presidente della Camera che non ricorda come siano stati proprio le strutture pachidermiche dei partiti di massa a determinare quei fenomeni di corruzione che hanno avuto il loro apice nel periodo di Mani Pulite. Il vero problema del partito democratico è la selezione e il ricambio della classe dirigente. Negli Stati Uniti esistono i partiti leggeri e grazie a questo si riesce ad eleggere presidente un uomo di 47 anni. Da noi invece se hai meno di 60 anni sei destinato all'asilo della politica. E dalla Sardegna Soru annuncia di aver risolto il problema del suo conflitto di interessi affidando le sue pareipazioni in Tiscali e L'Unità a un fiduciario. Si tratterebbe del "Blind trust". Peccato che quando si tratti di grandi imprese questa soluzione serva a poco o nulla. Perchè le decisioni prese dal fiduciario verrebbero comunque conosciute dal proprietario che certamente in caso di necessità non se ne rimarrebbe con le mani in mano ma cercherebbe di agire per tutelare le sue aziende. Lo spiegava benissimo il professor Sartori in un editoriale per il Corriere. E lo stesso discorso vale per Soru. Se queste sono le soluzioni, è chiaro che la sinistra è ben lontana dal proporre una ricetta credibile alla questione morale.

giovedì 18 dicembre 2008

Callisto Tanzi condannato: vittoria di Pirro per la giustizia


Callisto Tanzi è stato condannato per la vicenda del crac Parmalat a una pena di dieci anni per i reati di aggiotaggio, falso dei revisori e ostacolo alla Consob. Magra soddisfazione perchè la condanna di Tanzi rischia di tramutarsi in una vittoria di Pirro per la giustizia e per gli oltre 100000 risparmiatori che avevano sottoscritto le obbligazioni del gruppo. Infatti Tanzi potrà sicuramente usufruire di due tre anni di scontro pena grazie all'indulto. Inoltre sul processo pende il rischio prescrizione. Anzi alcuni filoni come quello relativo all'aumento di capitale di Parmalat Brasil ( particolarmente importante perché l'aggiotaggio era evidente) sono già andati in prescrizione grazie alla legge ex Cirielli che dimezza i tempi per gli incensurati.

mercoledì 17 dicembre 2008

Fini e le leggi razziali: il giudizio della politica e quello della storia


Durante una cerimonia per il 70° anniversario dell'approvazione delle leggi razziali il presidente della Camera Fini ha pronunciato un discorso in cui ha fatto molto clamore la sua condanna per l'atteggiamento con cui la società italiana, ivi compresa la Chiesa si adeguò a quei provvedimenti: «C'è da chiedersi - ha affermato il numero uno di Montecitorio - perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo - ha sottolineato Fini - da parte della Chiesa cattolica»
La reazione di autorevoli esponenti della Chiesa estorici cattolici non si è fatta attendere. il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi: " La Chiesa ha sempre con forza contrastato le leggi razziali cercando di aiutare gli ebrei perseguitati anche a rischio della vita di numerosi sacerdoti, suore e laici." Padre Giovanni Sale, scrittore della Civiltà Cattolica ha definito sconcertanti le dichiarazioni di Fini che "non conosce una pagina di storia nazionale che vede contrapposti Mussolini e Pio XI" o forse sono frutto di una "svista, di un cercare un correo a delle responsabilità che il presidente Fini vuole in parte coprire che fanno parte della sua storia, anche se non di quella recente".
Personalmente ho apprezzato le parole di Fini come politico. Ritengo che esse debbano essere considerate come un tentativo di fare luce senza reticenze ideologiche su una delle pagine più buie della nostra storia.
Detto questo bosogna sottolineare che in esse si riscontrano numerose imprecisioni di carattere storico: Per quanto riguarda la società italiana va detto che un parte consistente degli italiani rifiutò le leggi razziali. E lo fece nell'unico modo possibile in quel contesto: con una resistenza passiva e il rifiuto di applicare in maniera rigida alcune sopratutto in campo economico. Le conseguenze delle leggi razziali sono state odiose e pesanti. Ma sarebbero state ancora più dolorose se gli italiani le avessero accettate e applicate nella loro interezza.
Anche riguardo alla Chiesa cattolica pur concordando con Fini sul fatto che La Chiesa avrebbe forse potuto e dovuto fare di più, ritengo opportuno fare delle precisazioni. Va detto anzitutto che un giudizio più preciso si potrà dare solo con l'apertura degli archivi segreti vaticani. Se è vero che all'interno del mondo cattolico vi furono connivenze ma anche atti volti a salvare la vita degli ebrei. Lo stesso papa Pio XI pronunciò nel settembre del 1938 parole di inequivocabile condanna dell'antisemitismo: "Non è possibile per un cristiano aderire all'antisemitismo. (....)I cristiani sono spiritualmente semiti". Il problema è che questa condanna non ebbe un seguito fino alla fine della guerra. La posizione di papa Ratti era sicuramente minoritaria all'interno delle curia che fu sorpresa dalle sue parole: lo dimostra il fatto che l'osservatore Romano nel riportare quelle parole censurò proprio la parte relativa all'antisemitismo. E in questo senso va visto anche la mancata pubblicazione dell'enciclica di Pio XI ( di cui però ci sono rimaste le bozze) in cui era presente una condanna ancora più forte dell'antisemitismo.
Oltre all'enciclica il Vaticano avrebbe potuto compiere un'altro gesto di grande significato simbolico che invece si astenne dal compiere : la cancellazione nella preghiera del venerdì santo del riferimento ai perfidi giudei. Purtroppo i tempi non erano maturi nelle menti cattoliche per una simile apertura ideologica agli ebrei.

martedì 16 dicembre 2008

Thailandia: il leader dell'opposizione nuovo primo ministro. Fine della crisi?

La Thailandia forse esce dalla crisi con l'elezione da parte del parlamento del nuovo primo ministro, il leader del Partito democratico Abhsit Vejjajiva. L'ex capo dell'opposzione succede a Somchai Wongsawat, dichiarato decaduto dopo che la sua formazione Partito per il Potere del Popolo era stata sciolta dalla Corte Costituzionale con l'acusa di brogli elettorali. Va ricordato che Wongsawat è il cognato dell'altro ex premier, il magnate della televisione Thaksin Shinawatra a sua volta deposto da un golpe militare incruento che aveva poi restituito al popolo il potere di decidere i propri rappresentanti in libere elezioni.
Ora il quadro politico vede all'opposizione i reduci del vecchio gruppo governativo non coinvolti dallo scandalo brogli, che si sono riuniti nel nuovo partito Puea Thai (Per la Thailandia). Il nuovo governo vorrebbe modificare la legge elettorale, attribuendo maggiore peso al voto degli elettori delle città. In questo modo verrebbe ridimensionato il ruolo delle aree rurali che invece sono la roccaforte del Puea Thai

Madoff: quando le banche si fanno imbrogliare come i pivelli


Il trucco è vecchio come il mondo. La classica catena di Sant'Antonio: si promettono guadagni incredibili e facili facili; l'allocco ai primi soldi che arrivano invita altri polli a partecipare alla stessa rendita miracolosa. E i soldi che scuciono questi ultimi servono per reggere l'inganno pagando le rendite a chi per primo si è fatto buggerare dalla catena dell'imbroglio. Questo sistema veniva utilizzato da Bernie Madoff, lo stimatissimo ex presidente del Nasdaq che aveva fatto una fortuna con gli hedge funds. Ora il trucchetto è stato scoperto e la sua società è fallita. Ma ciò che è incredibile è che tra i turlupinati ci sono grandi investitori e istituti di credito che attirati da i grandi rendimenti non chiedevano conto di dove Madoff li andasse a prendere i guadagni che prometteva: Il Banco Santander, ha ammesso di avere un'esposizione di 2,33 miliardi di euro nei fondi Madoff; Hsbc è esposta per un miliardo di euro; e poi Bnp-Paribas ( 350 milioni di euro)In italia hanno subito perdite banca Popolare ( 450 milioni) Unicredit (75 milioni di euro). Possiamo stare davvero tranquilli se le persone a cui affidiamo i nostri risparmi, si fanno imbrogliare come dei fessi sprovveduti.

Il voto in Abruzzo sollecita la resa dei conti a sinistra


Il PDL trionfa in Abruzzo. Non bisogna commettere l'errore di dare troppa enfasi al risultato in chiave nazionale. L'esito del voto abruzzese risente molto della vicenda Del Turco e deve essere considerato sopratutto una bocciatura di quanto il centrosinistra ha fatto in chiave locale. Tuttavia qualche riflesso anche per la politica romana esiste e riguarda sopratutto i rapporti di forza all'interno della sinistra: il crollo del PD cui ha fatto riscontro l'impennata di consensi di Di Pietro ( che ha raggiunto il 15% dei voti) evidenziano come allo stato attuale vi sia una vera e propria incompatibilità tra le due forze che peraltro si era già evidenziata nelle politiche. L'Idv tende a sottrarre voti al PD mentre l'elettorato centro destra rimane del tutto impermeabile alle strategia dipietriste e veltroniane. Anzi il Cavaliere sembra avvantaggiarsi di questa conflittualità latente della sinistra. Un sondaggio condotto dalla Swg per Affari Italiani conferma queste tendenze: il PD si attesterebbe sul 26,5-27% nazionale circa 6,5 punti percentuali in meno rispetto alle Politiche di aprile. Invece l'Italia dei Valori cresce e si attesta tra l'8 e il 9%. Il PDl invece confermerebbe il risultato delle politiche sia a livello locale che nazionale.
E intanto spunta a sinistra la tentazione Alba Parietti che starebbe peensando di candidarsi alle primarie del PD: speriamo rimanga solo un'intenzione. Viviamo già tempi cupi. Non c'è bisogno che arrivino in politica altre sgallettate della Tv in crisi di visibilità catodica

lunedì 15 dicembre 2008

La riforma della giustizia. A vantaggio del cittadino o dei soliti noti?

Non vi è dubbio che sia necessaria una riforma del sistema giudiziario. L'avvilente spettacolo dato dalle procure di Salerno e Catanzaro che come in una guerra tra bande si scambiavano accuse di reato in relazione al caso De Magistris e allo svolgimento dell'inchiesta Why not lascia nel cittidino la sgradevole sensazione di una magistratura in corto circuito, incapace di svolgere la propria funzione con serenità. Ma rimane il dubbio che i politici nel richiamare questa necessità , non pensino tanto all'esigenza di tutelare il comune cittadino, quanto se stessi. Una riforma ben fatta dovrebbe anche affrontare il nodo dell'eccessiva durata dei processi. Ma dato che gli avvocati hanno tutto l'interesse ad allungare questi tempi per guadagnare di più e che essi sono la corporazione più rappresentata in Parlamento è difficile pensare che si facciano le leggi contro i loro interessi. E qui veniamo al conflitto di interessi tra il ruolo di parlamentare e quello dell'esercizio delle professione forense. Poiché l'avvocato, in qualità di tecnico del diritto, potrebbe essere portato a usare il Parlamento per farsi le leggi di cui si può avvantaggiare nella sua professione, non sarebbe opportuno stabilire l'incompatibilità di ruoli per cui l'avvocato che entra il parlamento per tutta la durata della legislatura non può esercitare?

sabato 13 dicembre 2008

In Israele si rafforzano le tendenze di estrema destra

Israele in vista delle prossime lezioni politiche previste per il 10 febbraio sembra spostarsi a destra. Nel Likud, che il suo leader Netanyahu cercava di spostare verso posizioni centiste, stanno emergendo invece le ragioni dei falchi ostili alla politiche di appeasement con i palestinesi. Tra questi va registrato il soprprendente successo nelle primarie del partito del capo dei coloni oltranzisti Moshe Feiglin, decisamente spostato verso posizioni antiarabe di estrema destra. In questo senso sembra profilarsi un insolita alleanza tra gli ebrei attestati su posizioni religiose ultraortodosse, e fortemente contrari allo stato laico e i coloni che non accettano il piano di ritiro unilaterale da Gaza voluto da Sharon nel 2005. Coloni che anche negli ultimi giorniad Hebron hanno dato luogo a scontri con la polizia e a violenze nei confronti dei palestinesi