domenica 3 ottobre 2010

Come trasformare Belpietro da vittima in simulatore di un reato

Ancora più inquietanti dell'attentato presunto o reale a Belpietro sono le reazioni ad esso. Per un verso c'è chi ricerca i mandanti morali dell'aggressione in politici o giornali di sinistra. Per contro in ambienti di sinistra invece di avere come prima reazione un moto di umana solidarietà verso le vittime ( ancorché presunte) si sospetta della credibilità del racconto dell'agente di scorta che ha sventato l'aggressione. Queste persone evidentemente si sentirebbero più sollevate da una ricostruzione dei fatti meno lacunosa che avesse avuto come epilogo Belpietro disteso cadavere.

Se c'è un'altra sinistra che ha il coraggio di prendere le distanze da queste infami dietrologie batta un un colpo.


6 commenti:

Knulp ha detto...

Toc toc, eccomi!
Ma suppongo che con "altra sinistra" non ti riferissi a quelli come me che votano a sinistra, quando piuttosto a qualche dirigente. O no?

storico ha detto...

mi riferisco a chiunque a sinistra promuove o cavalca questo tipo di dietrologie

ah a parte bussare riesce anche a pronunciare una parola di solidarietà verso la vittima trasformata in carnefice?

Knulp ha detto...

Ma certo che sono solidale con Belpietro. Era solo una battuta (e spero adesso di non essere indicato come un estremista dietrologo).

Mi permetto di far notare però che:

- chi promuove certe dietrologie non è certo disposto ad essere solidale con Belpietro, a meno di non contraddirsi.

- quanto a cavalcare la dietrologia: almeno a livello ufficiale, non mi risulta che alcun dirigente del PD abbia espresso dietrologie di nessun tipo. Se c'è stato un riferimento di questo tipo, ti prego di indicarmelo.

- su rete e su facebook si trova di tutto, anche chi da solidarietà a Ciarrapico. E' vero che alcuni dietrologi sono persone note della "cosidetta blogosfera", ma alla fine ognuno è libero di dire e fare quello che vuole, anche disinformazione, e pazienza, vorrà dire che protesteremo e non li leggeremo più.

- Viceversa, coloro che indicano mandanti morali in politici o giornali di sinistra sono tutti dirigenti del PdL. A me sembra ci sia una differenza di stile e di approccio non trascurabile tra le due parti.

Infine, a buttare merda a sinistra si fa sempre prestissimo, eh, qualunque occasione è buona. Tanto ormai siamo abituati. Continuiamo a farci del male.

storico ha detto...

sarà ma la ricerca di differenze di stili in questi frangenti di per se non lo trovo tanto elegante. Se poi sento le dichiarazioni dei vari Grillo, Vendola che si dichiarano contro la violenza esprimono solidarietà a Belpietro ma accusano gli altri di essere i responsabili di questo clima, mi chiedo se il PD sarà in grado al momento del voto di prendere le distanze da questi personaggi.
http://notizie.tiscali.it/feeds/10/10/02/t_02_02_20101002_000022.html?news

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2010/10/03/visualizza_new.html_1756609709.html

Knulp ha detto...

Certamente il PD non sarà in grado di prendere le distanze da Di Pietro. Non ci riesce adesso (a parte qualche flebile protesta formale), figuriamoci alle prossime elezioni. Questo deriva dalla debolezza politica del PD, di cui io sono un critico acerrimo. Figuriamoci, in Sicilia si sono alleati con Lombardo: non ci si può aspettare niente di buono da questi dirigenti. E su Di Pietro ti do pienamente ragione, ma ti dico anche che secondo me è già in parabola discendente. Tenere i toni alti così a lungo non paga.

Quanto a Vendola, invece, si può essere o non essere d'accordo con lui (io ad esempio non lo sono): ma nell'articolo che hai linkato, si è limitato a rispondere a una domanda dell'intervistatore in cui all'accusa di tenere alti i toni ha ributtato la palla dall'altra parte, e non possiamo dargli del tutto torto. Anche qui: se confronti Vendola e Di Pietro, non puoi non notare una certa differenza nei toni. Per quanto riguarda Belpietro e Feltri: basta andarsi a leggere Il Giornale o Libero per rendersi conto che quella gente lì ha la coda di paglia lunga un kilometro. Essere solidali con Belpietro non ci deve impedire comunque di denunciare il fatto che Libero è un quotidiano d'assalto. Poi ognuno faccia le sue valutazioni.

Infine, leggendo il tuo blog mi sembra che concordiamo su un sacco di cose! buona giornata e grazie per la discussione.

storico ha detto...

buona giornata anche a te :)