giovedì 15 aprile 2010

Bossi vuole le banche subito e Palazzo Chigi nel 2013. La Lega batte i pugni sul tavolo della politica


La lega forte della recente vittoria elettorale cerca di fare incetta di prebende. Bossi pretende per il Carroccio il controllo delle banche del nord, cioè di tutto il settore finanziario italiano, non esclude che il candidato premier sia un leghista e preme per il federalismo fiscale. Ma al cittadino cosa ne viene di utile da questo aumentate rivendicazioni leghiste? Solo costi e scocciatura stando a come viene portata avanti la proposta di riforma federale . Sinora il federalismo non ha portato il potere vicino al cittadino come dovrebbe avvenire quando esso funziona, ma ha aumentato i centri decisionali, mantenuto enti inutili come le province ( baluardo del potere della Lega), creato confusioni di competenze tra Stato e periferie e di conseguenza non ha di certo favorito la semplificazione burocratica.
Come non ricordare il Porcellum, la legge elettorale che impedisce ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, partorita dal padano doc Calderoli
Le camicie verdi ben lungi dall'essere elemento di cambiamento, puntano dunque a mangiare a quattro ganasce sul tavolo della lottizzazione politica come ai bei tempi della Prima Repubblica.

2 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

Tutti i giornali economici del 14 aprile hanno dato la notizia che il consiglio di amministrazione di Unicredit ha sancito la fusione di sette banche controllate (UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia, UniCredit Corporate Banking, UniCredit Private Banking, UniCredit Family Financing Bank, UniCredit Bancassurance Management & Administration); si fonderanno nella capogruppo Unicredit S.p.A. Saranno salvaguardati solo per l’immagine tre marchi (UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia),solo un modo per ricordare ai clienti che stanno continuando a bere la stessa birra. Nei fatti il Banco di Sicilia smetterà di esistere dal primo novembre 2010, proprio quando sono in scadenza il cda del Banco di Sicilia e i patti parasociali con la Regione Siciliana, che obbligavano il gruppo Unicredit a non intaccare gli organi di autonomia decisionale del banco. Il presidente della Regione siciliana conterà come il due di picche in tema di nomine bancarie presso il Banco di Sicilia.
Zaia quando è stato nominato Piccini in Unicredit ha detto di apprezzare la scelta di un "uomo del Nord". Tutto qua il grande risultato. Diciamo che sono i banchieri che controllano i politici.
francesco zaffuto www.lacrisi2009.com

storico ha detto...

ciao francesco; Benvenuto.
e grazie per l'interessante contributo :)