mercoledì 21 ottobre 2009

Il precariato tra nostalgia di Tremonti per il posto fisso e riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali,


Il dibattito sul posto di lavoro fisso innescato dalle dichiarazioni di Tremonti appare stucchevole. Il principio di una sicurezza economica e di una continuità nella crescita professionale del lavoratori non sono incompatibili con la flessibilità di cui necessità un azienda per competere nel mercato, come dimostra l'esperienza di molti paesi europei, in primis quelli scandinavi. Gli strumenti per realizzare il compromesso tra mobilità del marcato del lavoro e lotta al precariato ci sono. Ridurre gli oneri fiscali che un imprenditore deve sopportare nell'assumere dipendenti; eliminare la rigida separazione tra contratti a tempo indeterminato e determinato, introducendo un modello unico di contratto in cui le garanzie aumentino di pari passo con l'anzianità di servizi del lavoratore ed eliminando in tal modo contemporaneamente sia la figura dell'assunto inamovibile, cui sembra aspirare Tremonti, che è invece il vero deterrente all'assunzione, sia la sempre più folta schiera di precari a vita; decentrare la concertazione in modo da renderla più confacente alle esigenze delle varie realtà produttive locali; riformare drasticamente il sistema di ammortizzatori sociali ricorrendo meno agli incentivi per l'occupazione, inefficienti perché distribuiscono denaro pubblico a avventurieri travestiti da imprenditori, e invece sviluppando il sussidio di disoccupazione sul modello del nord Europa. Ha fatto notare Pietro Ichino che le imprese versano un 3% di contributi per la cassa integrazione , dei quali ne ritorna a destinazione solo un quarto. Il resto è sostanzialmente una tassa sul lavoro utilizzata per dare sollievo al bilancio dello Stato. Ma si tratta di soldi dei lavoratori e degli imprenditori che invece potrebbe essere utilizzato per finanziare il nuovo sistema di ammortizzatori senza alcun nuovo esborso per il contribuente.

4 commenti:

cipiri ha detto...

3 monti parla del suo posto fisso ....la riforma degli amortizzatori sociali e' da esigere , ma in italia sicuramente andranno a risquotere l'assegno gente che parkeggia il suv dietro l'angolo ,,,,,,,,, sob

storico ha detto...

benvenuto cipiri

eh lo so che l'Italia è il paese dei furbi, ma speriamo che quello che tu prevedi non si avveri altrimenti ci tocca chiedere asilo all'estero :(

Luigi Russo ha detto...

Ricordo ancora quando ai tempi di mio padre, c'era il famoso periodo di prova. Se non lo superavi, andavi da un'altra parte, al contrario venivi assunto a tempo indeterminato. Rimpiango quei tempi...oggi con la scusa della "prova" si fanno contratti ridicoli.
Sono d'accordo con te, eliminare il grande divario tra tempo determinato e indeterminato e ridurre le tasse.

PS: Ti aggiungo sul mio blog roll, il tuo blog è molto interessante.

storico ha detto...

ciao Luigi grazie per l'apprezzamento.

Se vuoi approfondire la tematica del contratto unico ti consiglio il libro scritto da Tito Boeri e Pietro Garibaldi, "un nuovo contratto per tutti".

una lettura scorrevole e al tempo stesso illuminante :)