martedì 4 agosto 2009

Il redento Valerio Fioravanti è un uomo libero.



Giuseppe Valerio Fioravanti, condannato in via definitiva all'ergastolo per la strage della stazione di Bologna, da ieri è un uomo libero. Dopo 26 anni di carcere ha ottenuto nel 2004 la libertà condizionale che spetta per legge " a tutti coloro che hanno tenuto un comportamento tale da farne ritenere si­curo il ravvedimento". E dopo cinque anni di libertà condizionale il reo ha diritto all'estinzione della pena. Fioravanti non ha mai voluto collaborare con la giustizia per fare luce sui reati di sangue di cui lui è compartecipe. Ma per l'ordinamento italiano egli si è ravveduto. Questo quanto stabilisce lo stato di diritto che bisogna rispettare salvo piombare nel caos. Rimane però lecito domandarsi se questo stato di diritto sia anche giusto. un interrogativo che per senso di pietà non si può porre ai familiari delle vittime. Che per proprio conto la risposta ce l'hanno sicuramente.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

che vergogna, un uomo libero... ma non lo sanno che in Italia solo i delinquenti rossi si possono leccare? Al rogo criminali rossi e neri.

storico ha detto...

basterebbe che venissero fatte scontare le pene.....

Maria Grazia Liso ha detto...

Collaborare con la giustizia significa ammettere i crimini di cui ci si è resi fautori e descriverne le modalità con cui sono stati eseguiti. E mi pare che Fioravanti questo lo abbia fatto. Inoltre Valerio Fioravanti ha trascorso ventisei anni in carcere, di cui otto praticamente in isolamento. E' un record rispetto a tutti gli altri terroristi, sia rossi che neri. Fioravanti aveva fatto due scelte ben precise: non mettere nei guai gli amici e i complici rimasti in circolazione per ottenere sconti di pena, e combattere per la sua innocenza nella strage di bologna senza lanciare false accuse. E' una coerenza che sinceramente non ho riscontrato in nessun altro ex criminale, a parte forse Vallanzasca ( che difatti - proprio come Fioravanti - ha trascorso una vita in carcere ) per uscirne, come Fioravanti, ad un età non più "rosea". La logica del fine pena mai può anche essere giusta a fronte di certi crimini. Allora però in quel caso dovrebbe essere applicata A TUTTI. E non solo a chi sceglie di non fare il delatore o di non perseguire la strada dei pentimenti di comodo.

storico ha detto...

collaborare significa dire tutta la verità e assicurare alla giustizia anche i tuoi complici. Poi che Fioravanti sia innocente per la strage di Bologna lo dice lui. Le sentenze dicono altro e anche i familiari delle vittime sono convinte che lui sia colpevole.