martedì 17 febbraio 2009

Il partito democratico allo sfascio. Ma si dimette solo Veltroni

Dopo il disastroso risultato delle elezioni in Sardegna Veltroni con un gesto di grande dignità politica ha deciso di rassegnare le dimissioni da segretario del Partito Democratico. Veltroni di questa situazione è forse quello che ha meno respnsabilità: a lui si deve il merito di essersi svicncolato dalla sinistra radicale dando un segnale coraggioso di ver propensione al bipolarismo e alla semplificazione politica. Chi non ha i suoi meriti come Fassino e D'Alema è probabile che stia dietro questa decisione di Veltroni e non è escluso che al di là delle dichiarazioni rattristate di circostanza stia brindando di gioia. Tutta la direzione del PD è responsabile dello sfascio del partito , tuttavia i suoi componenti continuano a rimanere saldamente attaccati alle poltrone. Eliminato Veltroni si farà veramente spazio ad una nuova classe dirigente di partito o torneranno alla ribalta le vecchie cariatidi responsabili di quindici anni di successi berlusconiani?

6 commenti:

Il Democritico ha detto...

Non sono del tutto d'accordo. Mi spiego: certamente sono ben altri ad avere la responsabilità di QUESTE elezioni. I dirigenti del partito locali ad esempio. Ma "l'essersi distaccato dalla sinistra radicale", per quanto mi riguarda non è stata affatto una mossa corretta. Gli ha dato l'effimero vantaggio di acquisire voti non suoi (che infatti prontamente adesso non ha più), senza però consentirgli di vincere le elezioni politiche e determinando con l'argomentazione del voto utile l'inimicizia di tutti gli elettori di sinistra (non piddina) che lo avevano votato.
Successivamente gli ammiccamenti alla componente TEOdem del partito (cui sono state fatte troppe concessioni) e la "debolezza" dell'opposizione in momenti in cui è davvero messo a repentaglio l'ordine costituzionale, hanno inasprito i rapporti interni al partito con la componente progressista e hanno creato un forte distacco con la base elettorale. Della serie: mi chiedi il voto per arginare la deriva berlusconiana e poi non fai nemmeno opposizione, ma offri allo psiconano i tuoi maroni glassati?
Assurdo.
In tutto questo Veltroni non doveva dimettersi OGGI: piuttosto oggi si sarebbe dovuto dimettere Berlusconi, per via della condanna a 4 anni e sei mesi del suo ex avvocato Mills, che lui aveva corrotto con 600 mila dollari.

storico ha detto...

ciao democritico :)
guarda io credo che il classismo con cui ragiona la sinistra radicale sia oramai fuori dal tempo e infatti quando il centro sinistra è andato al potere alleandosi con loro o hanno fatto crollare il governo come nel Prodi I o scendevano in piazza per protestare contro i provvedimenti che loro stessi realizzavanore rendendo impossibile governare.
Non ci si può alleare solo per vincere le elezioni , bisogna anche adoperarsi per governare un paese complesso come l'Italia!!!

Il Democritico ha detto...

Ma se io ti obiettassi che il governo Prodi è caduto per via proprio dei TeoDem (pensa alla prima mazzata del Family Day), dell'UDEUR (il "casus belli") e delle accelerazioni messe in moto proprio da Veltroni?

In ogni caso è vero che la sinistra radicale ha grossi problemi identitari (non peggiori di quelli che sta vivendo il PD), ma quello che io più fortemente contesto al PD non è il distacco dai "partitini" della sinistra, quanto l'aver abbandonato i valori e gli ideali di sinistra, senza averli sostituiti con nulla. Decidere di "governare" non preclude la possibilità di essere comunque laici e progressisti, volendo "laburisti" e socialdemocratici. Anzi, governare, se lo si vuole fare bene, necessita di linee di pensiero ben chiare. Per intenderci "reformistas" mi sta bene, ma che riforme?

storico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
storico ha detto...

io intendo come laicità un meotodo che consenta a tutti i valori, religiosi o meno, di potersi esprimere nella società e nella politica senza che alcuni di essi sia prevalente o debba essere imposto agli altri. se invece la laicità viene intesa in maniera più rigida come esclusione dei valori religiosi dalla politica allora bisognava deciderlo prima e non includere nel PD la componente cattolica ( la si chiami teodem, sostenitrice del family day on in qualsivoglia altro modo). anche questa ambiguità sui valori da seguire spiegano la crisi del Partito democratico

Marco Marsilli ha detto...

Mi auguro che il PD trovi la forza ed il coraggio di affrontare con forza i temi di oggi:

1- La spaventosa cementificazione portata avanti con costanza dai comuni di ogni colore politico.

2- La bufala dell'emergenza sicurezza: basta inseguire la destra nella guerra contro questo o contro quello, bisogna avere il coraggio di dire che i reati violenti in Italia stanno calando da anni ... e trarne le dovute conseguenze.

3- La scuola e la ricerca italiane hanno bisogno di urgenti, ed elevati investimenti.

4- Il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili devono essere prioritari. Non andremo da nessuna parte se la nostra bilancia commerciale resta in profondo rosso a causa dell'importazione di energia e petroli.

Ci vuole coraggio ...